Basta pellicce in Europa, la Commissione europea chiede un parere scientifico all’Efsa (Foto Pixabay)

La Commissione europea ha proposto, lo scorso 7 dicembre, ulteriori passi per reagire all’iniziativa dei cittadini europei “Fur Free Europe” (Basta pellicce in Europa) che chiede il divieto dell’allevamento di animali da pelliccia e della vendita di prodotti che contengono le loro pellicce nel mercato unico.

Il benessere degli animali continua a destare profonda preoccupazione nei cittadini europei e nel pacchetto recente di misure proposto da Bruxelles c’è anche una risposta all’iniziativa Fur Free Europe, che si è conclusa con la raccolta di oltre 1 milione e mezzo di firme.

Basta pellicce in Europa, l’iniziativa dei cittadini

L’iniziativa “Fur Free Europe” (Basta pellicce in Europa) chiede alla Commissione di intervenire per vietare la detenzione e l’abbattimento di animali allo scopo esclusivo o principale di produrre pellicce, e l’immissione sul mercato dell’UE di pellicce di animali d’allevamento e di prodotti che le contengono.

La Commissione valuterà le questioni relative a protezione della salute umana, animale e ambientale basandosi sull’approccio “One Health”, che ha come principio fondamentale il riconoscimento del legame indissolubile tra salute umana, animale e ambientale.

La Commissione ha dunque incaricato l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, di fornire un parere scientifico sul benessere degli animali allevati per la produzione di pellicce. Sulla base di questo contributo scientifico e di una valutazione dell’impatto economico e sociale, la Commissione deciderà in merito all’azione più appropriata.

 

Stop pellicce in Europa, la campagna Fur Free Europe si chiude con più di 1 milione e 700 mila firme
Stop pellicce in Europa, la campagna Fur Free Europe si chiude con più di 1 milione e 700 mila firme (foto Pixabay)

 

Gli allevamenti di animali da pelliccia in Ue

Nell’Unione europea si stima siano attivi circa mille allevamenti di animali da pelliccia (visoni, volpi e cani procioni), con circa 7,7 milioni di animali. Attualmente nell’Unione nessun’altra specie animale è allevata unicamente o prevalentemente ai fini della produzione di pellicce.

Non esiste nalla Ue una normativa specifica sul benessere animali riguardante gli animali allevati per la produzione di pellicce, anche se a loro si applicano le norme dell’UE sulla protezione degli animali negli allevamenti. La maggior parte degli Stati membri (17 Stati, fra cui l’Italia) ha già introdotto un divieto totale o parziale di allevare animali da pelliccia.

Basta pellicce in Ue, la risposta della Commissione

“La Commissione si è impegnata a valutare attentamente la necessità e la fattibilità di vietare l’allevamento di animali da pelliccia e la commercializzazione delle pellicce nell’UEinforma Bruxelles – Sulla base del parere scientifico che l’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) dovrà presentare entro marzo 2025 e di un’ulteriore valutazione, la Commissione renderà noto entro marzo 2026 se ritenga opportuno proporre un divieto dopo un periodo transitorio. La Commissione valuterà inoltre se adottare altre misure per garantire il benessere degli animali da pelliccia di allevamento”.

L’Efsa dovrà dare un parere scientifico concentrandosi sugli animali allevati esclusivamente per la produzione di pellicce, vale a dire visoni, volpi, cani procioni e cincillà. Più specificamente, la Commissione ha chiesto all’Autorità di analizzare il benessere di questi animali, i sistemi di allevamento comuni e le modalità per prevenire o attenuare eventuali problemi di benessere animale nelle attuali condizioni di allevamento. Sulla base del parere, Bruxelles valuterà specie per specie se proporre un divieto dell’allevamento di animali da pelliccia e della commercializzazione delle pellicce nell’Ue dopo un periodo transitorio.


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