riscaldamento globale

La Ue propone la neutralità climatica entro il 2050

Unione europea a zero emissioni nel 2050. La Commissione europea ha presentato ieri una proposta legislativa per sancire l’impegno della Ue a conseguire la neutralità climatica entro il 2050. E ha avviato una consultazione pubblica sul futuro Patto europeo per il clima per coinvolgere i cittadini in nuove azioni per il clima e nella condivisione delle informazioni. Da dodici ministri dell’Ambiente, fra i quali l’Italia, arriva però l’appello a target più ambiziosi da qui al 2030 e in previsione della Cop26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici in programma a Glasgow nel novembre 2020.

 

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Il movimento Fridays for Future

Zero emissioni entro il 2050

La legge europea sul clima stabilisce l’obiettivo cui arrivare al 2050 e la rotta da seguire per le politiche della Ue.

La Commissione «propone un obiettivo giuridicamente vincolante di azzeramento delle emissioni nette di gas a effetto serra entro il 2050. Le istituzioni dell’UE e gli Stati membri sono tenuti ad adottare insieme le misure necessarie al loro livello per raggiungere questo obiettivo».

La legge delinea anche la via da seguire per arrivare a questo target. La Commissione, dice Bruxelles, proporrà un nuovo obiettivo della Ue di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra per il 2030 e una “traiettoria unionale” di riduzione dei gas serra nel periodo 2030-2050 per misurare i progressi fatti. Entro settembre 2023 e poi ogni cinque anni, la Commissione valuterà la coerenza delle misure nazionali e dell’UE rispetto all’obiettivo della neutralità climatica e alla traiettoria per il periodo 2030-2050. E potrà formulare raccomandazioni agli Stati che non seguiranno target compatibili con la neutralità climatica.

«Agiamo oggi per fare dell’UE il primo continente del mondo che conseguirà la neutralità climatica entro il 2050 – ha detto la Presidente Ursula von der Leyen – La legge sul clima concretizza in un atto giuridico il nostro impegno politico e ci pone in modo irreversibile sulla strada verso un futuro più sostenibile. Questo atto costituisce l’elemento centrale del Green Deal europeo, e offre prevedibilità e trasparenza per l’industria e gli investitori europei. Imprime anche una chiara direzione alla nostra strategia per una crescita verde e garantisce una transizione graduale ed equa».

 

 

La richiesta degli Ambiziosi: target più alti al 2030

Da dodici ministri dell’Ambiente europei è arrivato però l’appello a target più ambiziosi. È contenuto in una lettera firmata dal ministro dell’Ambiente italiano Sergio Costa e di altri 11 ministri omologhi indirizzato al vicepresidente esecutivo della Commissione europea Frans Timmermans per un Piano di target climatici al 2030 più ambizioso, da presentare entro giugno, prima della Cop26 a Glasgow.

In una lettera, i dodici ministri scrivono che «per indirizzare l’Ue sulla strada di una nuova crescita verde e inclusiva, la Commissione ha annunciato la sua intenzione di presentare, entro l’estate del 2020, un piano di valutazione d’impatto allo scopo di innalzare l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra dell’Ue per il 2030 ad almeno 50% e verso il 55% rispetto ai livelli del 1990 in modo responsabile». La richiesta è di presentare molto prima della Cop26 un piano di riduzione delle emissioni al 2030.

«Incoraggiamo la Commissione europea a presentare quanto prima, e al più tardi entro giugno 2020, un Piano di target climatici al 2030 al fine di far avanzare il dibattito in modo tempestivo. Contiamo di continuare a collaborare proficuamente con la Commissione europea, le altre istituzioni e gli Stati membri per garantire che l’Ue sia all’altezza delle sue responsabilità e mantenga le sue ambizioni climatiche».

È la prima volta, informa una nota, che l’Italia firma una lettera del gruppo degli ambiziosi, di cui fanno parte Austria, Danimarca, Finlandia, Francia, Lettonia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia.

Per l’attivista Greta Thunberg, invece, la legge sul clima è “una resa”.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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