Dazi sui piccoli pacchi, via libera del Consiglio (Foto Pixabay)
Dazi sui piccoli pacchi, via libera del Consiglio: 3 euro dal 1° luglio 2026
Il Consiglio ha dato il via libera definitivo alle nuove norme sui dazi doganali per i piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro. Sarà di 3 euro per “ciascuna categoria di articoli” contenuta in un pacco
Via libera definitivo del Consiglio ai dazi doganali sui piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro che arrivano via ecommerce. Dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028 un dazio doganale forfettario provvisorio di 3 euro sarà applicato “a ciascuna categoria di articoli” contenuta in un piccolo pacco in ingresso nell’Ue. Poi, una volta operativo il nuovo hub di dati doganali dell’Ue, il dazio provvisorio sarà sostituito dalle normali tariffe doganali.
3 euro per ogni categoria di articoli (quindi potrebbe essere 6 euro a pacco)
L’accordo abolisce dunque l’esenzione doganale sui pacchi di valore inferiore a 150 euro in ingresso nell’Ue e le tariffe inizieranno ad applicarsi a tutte le merci una volta completata la riforma doganale.
“Le nuove norme – spiega una nota – rispondono al fatto che tali pacchi attualmente entrano nell’UE in esenzione da dazi, il che crea concorrenza sleale per i venditori dell’UE”.
Attenzione però perché sul singolo pacco il dazio in effetti potrà anche essere superiore a 3 euro.
Il Consiglio spiega infatti che fino al al 2028 (quando dovrebbe diventare operativa la riforma doganale) “gli Stati membri dell’UE hanno concordato di introdurre un dazio doganale forfettario provvisorio di 3 euro sugli articoli contenuti in piccoli pacchi di valore inferiore a 150 euro spediti direttamente ai consumatori nell’UE. Dal 1° luglio 2026, il dazio sarà applicato a ciascuna categoria di articoli, identificati dalle rispettive sottovoci tariffarie, contenuti in un pacco”.
E così, secondo l’esempio fatto dallo stesso Consiglio, se un pacco contiene una camicetta di seta e due camicette di lana, “a causa delle diverse sottovoci tariffarie, il pacco contiene due articoli distinti e si dovranno pagare 6 € di dazi doganali”.
Il Consiglio, spiega ancora la nota, sta lavorando alla riforma del sistema doganale “per consentirgli di far fronte alla notevole pressione derivante dall’aumento dei flussi commerciali, dalla frammentazione dei sistemi nazionali, dalla rapida ascesa del commercio elettronico e dalle mutevoli realtà geopolitiche”.
4,6 miliardi di spedizioni di basso valore
L’abolizione delle deroghe sui pacchi extra-Ue di piccolo importo dovrebbe contrastare la diffusione della moda ultra fast e contrastare l’arrivo sul mercato europeo di prodotti a bassissimo costo. Secondo la Commissione europea, l’anno scorso circa 4,6 miliardi di spedizioni di basso valore, vale a dire merci con un valore non superiore a 150 euro, sono entrate nel mercato dell’UE per un totale di 12 milioni di pacchi al giorno. È il doppio rispetto al 2023 (2,4 miliardi) e il triplo rispetto al 2022 (1,4 miliardi). Il 91% delle piccole spedizioni proviene dalla Cina.
Le critiche dei Consumatori
Ma il provvedimento non piace ai consumatori. Per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, “il Consiglio Ue prende una decisione protezionistica anacronistica, che va contro le famiglie e non serve nemmeno a proteggere le nostre aziende. Per fortuna le piattaforme extra Ue stanno già trasferendo i loro depositi in Europa, aggirando questa misura assurda che mira a colpire il potere d’acquisto dei consumatori”.
Il Codacons stima ripercussioni per miliardi di euro l’anno sui consumatori. Qualsiasi tassazione sulle spedizioni, quei 4,6 miliardi di piccoli pacchi extra-Ue, “sarà scaricata sugli acquirenti finali, che dovranno quindi sostenere costi più elevati per i propri ordini online – afferma l’associazione – Con la tassa da 3 euro sui pacchi sotto i 150 euro di valore, i consumatori europei vanno incontro ad una maggiore spesa da circa 14 miliardi di euro all’anno, considerato l’attuale volume delle spedizioni verso i Paesi Ue”.
In Italia c’è poi la tassa da 2 euro sui piccoli pacchi prevista dal Governo, che dovrebbe essere rinviata attraverso il Milleproroghe proprio per allinearsi alla disposizioni europee che scatteranno a luglio. Questa, spiega il Codacons, “si è rivelata un flop: gli operatori cinesi hanno infatti reagito al balzello dirottando le spedizioni verso gli scali di altri Paesi europei dove la tassa non è prevista, trasportando poi la merce in Italia via gomma, in modo da eludere agilmente il balzello imposto dal governo”.

