Divieto di pubblicità al gioco d’azzardo, l’Agcom multa Google e Top Ads (fonte foto: pixabay)

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni multa YouTube per la violazione delle norme sul divieto di pubblicità del gioco d’azzardo. L’Agcom ha infatti adottato due distinte ordinanze ingiunzioni, che sanzionano, nel complesso, per 1 milione e 450 mila euro le società Google Ireland Limited (750 mila euro) e TOP ADS LTD, (700 mila euro), per la violazione del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo sancito dall’art. 9 del decreto-legge n. 87/218 (cd. decreto Dignità).

Il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo

L’articolo 9 (Divieto di pubblicità giochi e scommesse) del decreto Dignità del 2018 dice che: “È vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e Internet”.

L’Agcom multa Google

Si tratta, spiega l’Agcom in una nota, del primo provvedimento adottato dall’Autorità verso un fornitore di servizi per la condivisione di video ( video sharing platform o VSP), per aver consentito la diffusione di pubblicità vietata, afferente a giochi con vincite in denaro.

La normativa individua, infatti, come responsabili della condotta illecita e destinatari delle relative sanzioni una pluralità di soggetti (“committente, proprietario del mezzo o del sito di diffusione o di destinazione e organizzatore della manifestazione, evento o attività”).

L’istruttoria, spiega l’Agcom, ha accertato la violazione del divieto di pubblicità di gioco d’azzardo sia da parte del soggetto/creator (la società TOP ADS LTD mediante il proprio sito e i propri canali Spike su YouTube), sia da parte di YouTube, società controllata da Google.

Per quanto riguarda la sanzione a Google, già nel 2020 multata per 100 mila euro per la violazione del medesimo divieto di pubblicità di giochi con vincite in denaro ad opera del proprio motore di ricerca, l’Agcom segnala che « YouTube è stata ritenuta responsabile per non aver adottato alcuna iniziativa per la rimozione dei contenuti illeciti massivamente diffusi sulla propria piattaforma da un soggetto terzo (Spike), con il quale ha stipulato un contratto specifico di partnership, riconoscendo a tale soggetto lo status di “partner verificato”».

Oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria, l’Autorità ha ordinato la rimozione (notice & take down) di 625 contenuti illeciti ancora presenti sulla piattaforma YouTube nonché presso il sito spikeslot.com entro un termine di sette giorni, nonché, per la prima volta, inibito (notice & stay down) la diffusione e il caricamento di video aventi analoghi contenuti violativi, in linea con le più recenti pronunce della Corte di giustizia dell’Unione europea.

“Sanzione sacrosanta”

«Bene, ottima notizia – afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – È importante che anche chi, pur se indirettamente, tramite la propria piattaforma, consente la diffusione di pubblicità vietate e non rimuove i contenuti illeciti, sia considerato responsabile in solido di quella condotta».

I giganti del web avvicinano i giovani al gioco d’azzardo. Dunque la sanzione dell’Agcom è “sacrosanta”, commenta il Codacons.

«Da tempo denunciamo all’Autorità per le Comunicazioni e all’Antitrust le pubblicità illegittime al gioco d’azzardo realizzate tramite app, siti web e social network – dice presidente Carlo Rienzi – Un fenomeno pericolosissimo perché i principali fruitori di tali strumenti sono i giovani, quelli cioè che rischiano più di tutti di avvicinarsi al gioco e sviluppare forme di dipendenza, ed in tal senso i giganti del web hanno precise responsabilità. La multa inflitta dall’Agcom è quindi una misura sacrosanta, ma l’entità della sanzione è decisamente irrisoria rispetto al fatturato di un colosso come Google – prosegue Rienzi – Serve ora un giro di vite contro tutti i siti internet illegali che promuovono il gioco d’azzardo, questione su cui il Codacons ha presentato nei giorni scorsi in dettagliato esposto all’Autorità».


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