Divieto di pubblicità al gioco d’azzardo, multa Agcom a Meta (Facebook) (Foto Pixabay)

L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (Agcom) ha multato Meta (Facebook) per violazione delle norme sul divieto di pubblicità del gioco d’azzardo. Si tratta del primo provvedimento emanato dall’Autorità nei confronti di una piattaforma di social media per aver violato il divieto di pubblicità del gioco d’azzardo. La multa è di 750 mila euro.

Violazione divieto di pubblicità all’azzardo, la multa

La delibera dell’Agcom è di dicembre dello scorso anno (n. 422/22/CONS). Il Consiglio dell’Autorità ha adottato all’unanimità un’ordinanza ingiunzione nei confronti della società Meta Platforms Ireland Limited (Meta) di un importo pari a 750.000 euro per la violazione del divieto di pubblicità del gioco d’azzardo sancito dal “decreto Dignità” (art. 9 D.L. n. 87/218).

Fra le ragioni alla base della multa, l’Agcom sottolinea in particolare che «Meta è responsabile per non aver previsto nelle proprie condizioni generali, destinate al mercato italiano e relative alla promozione di beni e servizi a pagamento, alcuna restrizione in relazione alla pubblicità di giochi con vincite in denaro».

«Nello specifico, – prosegue l’Agcom in una nota – è emerso che la società consente a tutti i propri clienti business che intendono rivolgersi al pubblico italiano di promuovere tali contenuti, anche attraverso la “targetizzazione” delle inserzioni pubblicitarie».

Oltre alla multa, l’Agcom ha imposto a Meta di «impedire a ciascun autore delle sponsorizzazioni oggetto del provvedimento la diffusione e il caricamento di analoghi contenuti violativi (c.d. notice & stay down), in linea con le più recenti pronunce della Corte di giustizia dell’Unione europea».

«Pur avendo collaborato pienamente con l’autorità su questo tema – ha spiegato Facebook in una nota – non siamo d’accordo con la decisione presa dall’AgCom e sulla multa imposta. Stiamo valutando le opzioni a nostra disposizione». (Fonte: Giornalettismo.com).

Il divieto di pubblicità al gioco d’azzardo: il decreto dignità

In Italia la pubblicità al gioco d’azzardo è vietata. Ma la traduzione pratica di questo divieto non è affatto semplice, specialmente (ma non solo) quando si ha a che fare con le piattaforme social e con nuove forme di intrattenimento e comunicazioni legate ai social media, come pure all’attività degli influencer.

L’art. 9 del Decreto dignità, che è del 2018, sancisce che “ai fini del rafforzamento della tutela del consumatore e per un più efficace contrasto del disturbo da gioco d’azzardo” “è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e i canali informatici, digitali e telematici, compresi i social media”.

Sono esclusi dal divieto le lotterie nazionali a estrazione differita, le manifestazioni di sorte locali (si parla dunque di lotterie, pesche o banchi di beneficenza e tombole che possono essere promosse da enti morali, associazioni, comitati senza fini di lucro, con scopi assistenziali, culturali, ricreativi e sportivi, partiti e movimenti politici, nell’ambito di manifestazioni locali da loro organizzate)  e i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli.

Pubblicità al gioco d’azzardo, Agcom: comportamento grave

Nella delibera l’Agcom, che opera una serie di contestazioni con esempi concreti di pubblicità trovata su Facebook, scrive che “la gravità del comportamento” posto in essere da Meta “deve ritenersi di entità elevata in ragione del bene giuridico protetto dalla norma, ossia la tutela della salute, il quale esige una tutela rafforzata proprio al fine di evitare effetti pregiudizievoli in danno dei consumatori. La Società non ha previsto nelle proprie condizioni generali relative alla promozione di beni e servizi a pagamento alcuna restrizione in ragione del divieto di pubblicità di giochi con vincite in denaro. Di contro, Meta consente a tutti i propri clienti business di promuovere tali attività sin anche di targettizzate anche per il nostro Paese; l’unica limitazione prevista consiste nell’impossibilità a targhettizzare soggetti minori di anni 18”.

Dopo le contestazioni dell’Agcom Meta ha rimosso i post sponsorizzati identificati ma “allo stato risulta ancora possibile promuovere giochi con vincite in denaro in violazione della normativa in oggetto”, scrive l’Autorità.


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Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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