L’Antitrust mette sotto i riflettori dieci influencer (Foto di Gerd Altmann da Pixabay)

Influencer nel mirino dell’Antitrust, che vuole vederci chiaro sulla promozione di strategie per ricavare alti guadagni e sulla sponsorizzazione di brand e strutture turistiche senza l’indicazione della natura pubblicitaria dei post. In tutti i casi verrebbero nascoste le finalità commerciali dell’attività. E non mancherebbero falsi follower. Da qui l’azione dell’Antitrust che ha deciso di avviare sei procedimenti istruttori nei confronti di altrettanti influencer che “promettono guadagni facili e certi”, mentre ad per altre quattro personalità ha indirizzato un’attività di moral suasion.

Influencer, chi sono i destinatari delle istruttorie

Sei istruttorie per la promessa di facili guadagni.

Come spiega l’Antitrust in una nota, “Luca Marani, Big Luca, Alessandro Berton e Davide Caiazzo pubblicherebbero sistematicamente, tramite piattaforme social e siti internet, foto e/o video in cui offrono a pagamento metodi per ottenere importanti guadagni facili e sicuri sulla falsariga del modello vincente che direbbero di incarnare. Peraltro i quattro influencer non risultano utilizzare alcuna dicitura di advertisement che informi il consumatore della natura pubblicitaria dei contenuti, né evidenziare in modo adeguato elementi rilevanti per le decisioni di acquisto come il costo dei beni e/o servizi offerti, l’identità e/o il recapito della società”.

L’Antitrust aggiunge che gli influencer “sembrano vantare una popolarità falsata dalla presenza di follower non autentici sul proprio profilo Instagram e, nei casi di Luca Marani, Big Luca e Davide Caiazzo, da testimonianze e recensioni apparentemente non verificabili”.

Hamza Mourai e Michele Leka, prosegue l’Autorità, “pubblicherebbero sistematicamente, attraverso le piattaforme social, foto e/o video in cui risultano pubblicizzare e offrire, ricavandone una remunerazione, indicazioni e/o metodi per ottenere facili e sicuri guadagni tramite l’investimento in criptovalute, senza fare riferimento ai relativi rischi connessi”. Neanche in questi casi gli influencer indicherebbero la natura promozionale delle comunicazioni.

Le iniziative di moral suasion

L’Autorità ha infine avviato quattro iniziative di moral suasion nei confronti delle influencer Ludovica Meral Frasca, Sofia Giaele De Donà, Milena Miconi ed Alessandra Ventura.

Le influencer, prosegue l’Antitrust, “pubblicherebbero su Instagram foto e video mettendo in evidenza brand, hotel e altre strutture turistiche, con le quali si ritiene possano intrattenere rapporti commerciali, senza utilizzare alcuna dicitura che evidenzi la natura promozionale di questi contenuti. Le stesse influencer vanterebbero inoltre una popolarità che potrebbe essere falsata da un considerevole numero di follower non autentici sul proprio profilo Instagram”.

UNC: urgono condanne

Ancora una volta l’attenzione è sulla mancata dichiarazione della finalità commerciale e pubblicitaria dell’attività svolta dagli influencer.

«Speriamo che non si chiudano tutte le istruttorie con delle moral suasion ma con anche delle condanne, laddove ovviamente sia dimostrata la colpevolezza dell’influencer – ha commentato il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona – Abbiamo denunciato il fenomeno dell’influencer marketing per primi, fin dal 2017 ed è grazie al nostro esposto che furono varate all’epoca le prime linee guida dell’Antitrust nel luglio 2017, ma dopo tutte le denunce e anche le nostre vittorie, ricordiamo ad esempio quella contro Stefano De Martino, Cecilia Rodriguez e Stefano Sala su Glo Hyper e la Bat, il fenomeno continua a dilagare. Per questo urgono sanzioni che siano di esempio e fungano da deterrente. Basta con le chiusure con impegni!».


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