Antitrust vs Google, Consumatori: garantire trasparenza e proteggere i dati degli utenti (Foto Pixabay)
Antitrust vs Google, Consumatori: garantire trasparenza e proteggere i dati degli utenti
Le associazioni dei consumatori intervengono sull’istruttoria aperta dall’Antitrust verso Google. Al centro il consenso degli utenti. La richiesta delle associazioni: proteggere i dati e garantire trasparenza
È fondamentale garantire trasparenza sui consensi e proteggere i dati degli utenti. Che hanno un enorme valore economico. È sul consenso, e sulla chiarezza del modo in cui viene chiesto, che si basa l’ultima azione dell’Antitrust nel digitale. L’Autorità garante della concorrenza ha infatti aperto un’istruttoria verso Google perché la richiesta di consenso che invia agli utenti per il collegamento ai servizi offerti potrebbe rappresentare una pratica commerciale “ingannevole e aggressiva”, con una informativa “lacunosa e incompleta” che può condizionare i consumatori sul rilascio del consenso.
Sulla trasparenza della raccolta del consenso si concentra la reazione delle associazioni dei consumatori. Secondo l’Antitrust Google utilizzerebbe tecniche e modalità di presentazione della richiesta di consenso, e anche di costruzione dei meccanismi di raccolta del consenso stesso, che potrebbero condizionare la libertà di scelta del consumatore medio. Il cliente sarebbe infatti indotto ad assumere una decisione commerciale che non avrebbe altrimenti adottato, acconsentendo all’uso combinato e incrociato dei propri dati personali tra la pluralità dei servizi offerti.
Consumatori a tutela della privacy
“Ancora una volta i giganti del web sono al centro di indagini dell’Autorità per la concorrenza per possibili violazioni dei diritti degli utenti e pratiche scorrette in tema di privacy e uso dei dati personali dei cittadini – afferma il Codacons – Ricordiamo che i dati degli utenti hanno enorme valore economico sul mercato, consentendo profilazioni, pubblicità e vendite di servizi e prodotti, dati che spesso vengono raccolti in modo subdolo senza fornire adeguate indicazioni ai consumatori”.
Codici si è attivata per seguire da vicino l’istruttoria.
«Ci sono diversi aspetti che, se confermati, rappresenterebbero un grave danno per i consumatori – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – e per questo motivo abbiamo deciso di intervenire in questo procedimento. Gli utenti devono essere messi nelle condizioni di scegliere in maniera chiara e consapevole sul rilascio e le conseguenze del proprio consenso, cosa che, stando ai rilievi dell’Autorità, non avverrebbe in questo caso».
La privacy non si tutela con un semplice click, aggiunge Udicon (Unione per la difesa dei consumatori).
Spiega la presidente Martina Donini: «L’apertura dell’istruttoria nei confronti di Google è in continuità con il lavoro che sta portando avanti l’Antitrust nel settore digitale. Non possiamo permettere che i vantaggi della tecnologia vadano a scapito della privacy e della consapevolezza dei consumatori. Chiediamo a Google e a tutte le grandi aziende tech di fare uno sforzo maggiore sulla trasparenza per rendere le loro policy più chiare e comprensibili. I consumatori devono poter comprendere chiaramente quali dati vengono raccolti e come vengono utilizzati. Un semplice ‘acconsento’ non è più sufficiente, ogni utente deve poter fare scelte realmente informate».
«Molti utenti potrebbero non essere consapevoli che acconsentire su una piattaforma può influenzare l’utilizzo dei loro dati su altre – prosegue Donini – Inoltre, le aziende devono presentare in modo trasparente tutte le opzioni disponibili per limitare la condivisione dei dati. Queste opzioni non devono essere nascoste in menu complicati, a tendina o in linguaggio tecnico incomprensibile».

