Carbonara Day

Carbonara Day

Carbonara Day, rigorosamente Homemade. È questo il filo conduttore della Giornata dedicata ad uno dei piatti della tradizione culinaria italiana più amati in tutto il mondo. La giornata, voluta e promossa dai pastai italiani di Unione Italiana Food, insieme a IPO (International Pasta Organisation), unisce da anni gli appassionati di carbonara di tutto il mondo, che ogni 6 aprile si confrontano sui social in un dibattito su questa ricetta.

Carbonara Day, “Edizione Coronavirus”

Un’edizione sicuramente diversa da solito, quella di quest’anno ma che, ai tempi del Coronavirus, potrà sicuramente essere un buon modo (in tutti i sensi) per passare il tempo in casa.

L’invito è sempre lo stesso: preparare un piatto di carbonara e condividerlo sui social con l’hashtag #carbonaraday e quello creato a posta per l’edizione 2020 #carbonarahomemade.

A tutta tradizione

La carbonara è un primo piatto tipico della cucina laziale a base di uova, guanciale, pecorino romano grattugiato e pepe.

L’origine del nome è incerta: in molti lo ricollegano ai movimenti carbonari a Carbonia, località sarda originaria di un cuoco che lavorava a Roma; altri fino all’aspetto conferito dal pepe che, aggiunto alla pasta, assomiglia al carbone.

Per preparare la ricetta tradizionale occorre tagliare il guanciale a dadini e rosolarlo in una padella con poco olio fino a farlo divenire trasparente mentre a parte si grattugia il pecorino romano da aggiungere in una terrina con due uova sbattute e una manciata di pepe, amalgamando gli ingredienti per ottenere un condimento cremoso.

La pasta cotta deve essere versata in padella e fatta saltare con il guanciale per un minuto per poi aggiungere il condimento mescolando molto rapidamente con il cucchiaio di legno per poi spegnere il fuoco e servire la pasta.

La Coldiretti quest’anno propone la pasta alla carbonara “patriottica” che utilizza solo ingredienti nazionali. Oltre al pecorino romano Dop anche la pasta di grano italiano al 100% e il guanciale da maiali allevati nella Penisola come le galline dalle quali si ottengono le uova.

Carbonara Day, errori e rivisitazioni inammissibili

Occhio agli errori. Niente pancetta al posto del guanciale e vietato sostituire il pecorino romano con formaggi anonimi. Un rischio molto diffuso all’estero dove viene utilizzato spesso il cosiddetto “Romano cheese” che, oltre a non rispettare il rigoroso disciplinare di produzione, viene addirittura ottenuto negli Stati Uniti e in Canada dal latte di mucca e non di pecora.

Un’altra cosa sulla quale gli italiani non transigono sono le rivisitazioni. Che a proporle siano grandi chef o l’estro nazionale delle cucine del resto mondo, poco importa: la Carbonara con le zucchine come in Inghilterra proprio non la possiamo accettare, e neanche quella cinese col pollo; figuriamoci poi la variante con i preparati liofilizzati che vanno per la maggiore in Francia, Germania e Norvegia, men che meno la versione con aggiunta di panna che propongono in Giappone.

La pasta all’esterno

Non è difficile allora comprendere perché tre italiani su quattro restano delusi dai piatti “italiani” serviti all’estero dove vengono portate in tavola le più bizzarre versioni delle ricette tradizionali. Uno dei piatti “italiani” più diffuso oltre i confini nazionali sono, ad espempio, gli spaghetti alla bolognese che spopolano in Inghilterra, ma che non esistono nella tradizione italiana se non nei menù acchiappaturisti. Una variante molto diffusa spacciata come tricolore è anche la ‘Pasta with Meatballs’, pasta con le polpette che nessun italiano servirebbe a tavola. Ma qui si aprirebbero molte altre pagine di discussione.

A noi i fornelli, quindi. I social, per una volta possono davvero aiutare a fare qualcosa tutti insieme: condividere la gioia di un piatto di pasta fatto in casa.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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