La sicurezza del cibo è affare di tutti. Questo lo slogan con quale si celebra oggi la prima Giornata mondiale dell’Onu sulla salubrità alimentare, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel dicembre 2018. La Giornata mette insieme gli sforzi dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO) e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) incaricate di di gestire gli sforzi per promuovere la salubrità alimentare in tutto il mondo.

Alla base di questa mobilitazione, numeri impressionanti. In tutto il mondo, ogni anno, quasi una persona su dieci (circa 600 milioni di persone) si ammala e 420.000 muoiono dopo aver mangiato cibo contaminato da batteri, virus, parassiti o sostanze chimiche che si insinuano nell’organismo attraverso alimenti o acqua contaminati. I bambini al di sotto dei 5 anni sono il 40% delle vittime di malattie di origine alimentare, con 125.000 decessi ogni anno. Il cibo non sicuro ostacola lo sviluppo in molte economie a basso e medio reddito, che secondo stime recenti perdono circa 95 miliardi di dollari in produttività in seguito a malattie, disabilità e morte prematura dei lavoratori.

“La salubrità alimentare riguarda tutti: agricoltori, fornitori agricoli, trasformatori, trasportatori, commercianti e consumatori – ha dichiarato il Direttore Generale della FAO, José Graziano da Silva – Non ci può essere sicurezza alimentare, senza salubrità alimentare”.

La prima Giornata Mondiale ONU della Salubrità Alimentare, celebrata a livello globale il 7 giugno, vuole dunque potenziare gli sforzi per garantire che il cibo che mangiamo sia sicuro. Da qui il tema “la salubrità alimentare riguarda tutti”. Significa sicurezza alimentare, salute umana, prosperità economica. In occasione di questa giornata, dunque, Fao e Oms hanno unito le forze per “aiutare i Paesi a prevenire, gestire e reagire ai rischi lungo la filiera alimentare, collaborando con produttori e rivenditori di alimenti, autorità di regolamentazione e interlocutori della società civile, sia per gli alimenti prodotti localmente che per quelli importati”.

Le due agenzie Onu hanno anche creato una guida per illustrare in cinque fasi come fare la differenza in tema di sicurezza alimentare in un’ottica di responsabilità condivisa. I governi devono garantire cibo sicuro e nutriente per tutti; produttori agricoli e alimentari devono adottare metodi corretti; gli operatori del settore devono garantire che il cibo sia trasportato, conservato e gestito in modo sicuro; i consumatori devono ricevere informazioni tempestive, chiare e affidabili sui rischi nutrizionali e patologici legati alle loro scelte alimentari; governi, enti economici regionali, organizzazioni delle Nazioni Unite, agenzie di sviluppo, organizzazioni commerciali, i gruppi di produttori e consumatori, istituti universitari e di ricerca ed enti privati devono collaborare sulle problematiche della salubrità alimentare.

“Ogni anno il cibo non sicuro uccide circa 420.000 persone. Queste perdite sono assolutamente evitabili – ha detto il Dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, Direttore Generale dell’OMS – La Giornata Mondiale della Salubrità Alimentare è un’occasione unica per sensibilizzare governi, produttori, addetti ai lavori e consumatori sui pericoli degli alimenti non sicuri. Dai campi alla tavola, abbiamo tutti un ruolo da svolgere affinché il cibo sia sicuro”.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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