Gas e nucleare in tassonomia, Greenpeace prepara azione legale (fonte foto: pexels-markus-distelrath)

Gas e nucleare in tassonomia, Greenpeace prepara azione legale

L’inserimento di gas e nucleare nella tassonomia europea è “l’operazione di greenwashing più grande della storia”, dice Greenpeace, che prepara un’azione legale contro la Commissione europea. Per Bruxelles il voto del Parlamento europeo che permette di continuare l’iter  è invece il riconoscimento di un “approccio pragmatico e realistico nell’aiutare molti Stati membri nel loro percorso di transizione verso la neutralità climatica”

Greenpeace prepara un’azione legale contro la Commissione europea. Gas fossile e nucleare nella tassonomia europea sono “l’operazione di greenwashing più grande della storia”, scrive l’associazione su twitter dopo che il Parlamento europeo non è riuscito a bloccare il piano di Bruxelles di includere gas e nucleare nell’elenco degli investimenti fra le attività ritenute “green”, ecocompatibili e meritevoli di sostegno finanziario agli investimenti. A Strasburgo infatti è stata respinta la mozione di rigetto contro l’inclusione del gas e nucleare nella tassonomia verde europea.

«A seguito dell’inclusione del gas fossile e dell’energia nucleare nella Tassonomia, cioè nell’elenco degli investimenti ritenuti sostenibili dall’UE, abbiamo deciso di intraprendere un’azione legale contro la Commissione europea», ha annunciato Greenpeace. Prima dell’azione legale, l’associazione presenterà alla Commissione europea una richiesta formale di revisione interna. «In caso di esito negativo, porteremo la causa alla Corte di Giustizia europea».

 

 

Gas e nucleare in tassonomia, la versione di Bruxelles

Il via libera alla tassonomia naturalmente è stata accolta con favore dalla Commissione europea.

«Questo voto – ha scritto ieri Bruxelles – è un riconoscimento importante del nostro approccio pragmatico e realistico nell’aiutare molti Stati membri nel loro percorso di transizione verso la neutralità climatica».

La Commissione assicura poi che gas e nucleare saranno inclusi nella tassonomia come «attività transitorie in un numero limitato di circostanze e a condizioni rigorose».

Ha dichiarato Mairead McGuinness, Commissaria responsabile per i servizi finanziari, la stabilità finanziaria e l’Unione dei mercati dei capitali: «Accolgo con favore l’esito di questa votazione. L’atto delegato complementare è una proposta pragmatica per garantire che gli investimenti privati ​​nel gas e nel nucleare, necessari per la nostra transizione energetica, soddisfino criteri rigorosi. Gli investimenti nelle energie rinnovabili sono già prioritari nella nostra tassonomia: questo è il nostro futuro. La nostra proposta garantisce trasparenza in modo che gli investitori sappiano in cosa stanno investendo».

Greenpeace: operazione di greenwashing

Naturalmente protestano ambientalisti, giovani dei Fridays for Future, società civile tutta. Parole molto dure vengono da Greenpeace: «È oltraggioso etichettare il gas fossile e il nucleare come “verdi” e far fluire così più denaro verso le casse che finanziano la guerra di Putin in Ucraina. Per questo continueremo opporci in tribunale. Le vergognose trattative interne alla Commissione europea influenzate dalle lobby dei combustibili fossili e del nucleare non basteranno. Siamo ispirati dalle attiviste e dagli attivisti per il clima che questa settimana si sono riuniti a Strasburgo, e siamo fiduciosi che i tribunali annulleranno questo tentativo di greenwashing sostenuto dalla politica, in quanto si tratta di una chiara violazione delle leggi dell’Unione europea».

La crisi climatica avanza e l’opzione del gas e del nucleare contrasta con tutte le voci che chiedono di affrontare il cambiamento climatico e di puntare sulle energie rinnovabili. Il nucleare poi, ricorda Greenpeace, non ha risolto i problemi di sicurezza e gestione delle scorie e richiede molte più risorse finanziarie, e tempi lunghissimi, rispetto alle energie rinnovabili.

Il voto che ha dato via libera all’etichetta green per gas e nucleare «è in netto contrasto con quanto servirebbe davvero in un momento storico come questo, in cui gli effetti dei cambiamenti climatici – ondate di calore in tutta Europa, siccità e tragedie come quella avvenuta sul ghiacciaio della Marmolada – hanno gravi conseguenze sulla vita di tutte e tutti noi. Questo voto rischia di rallentare ulteriormente la lotta alla crisi climatica, esponendo le persone e il pianeta a eventi climatici sempre più estremi».


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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