Green pass

Il green pass è in arrivo. Dal 6 agosto servirà per accedere ai luoghi pubblici al chiuso e per frequentare  eventi sportivi, parchi divertimento, teatri e cinema, concerti, ristorazione al chiuso al tavolo. I problemi rimasti sul tavolo sono però ancora tanti, a partire dall’applicazione del certificato verde sui luoghi di lavoro a quello dei trasporti – il green pass dovrebbe infatti diventare obbligatorio anche sui trasporti a lunga percorrenza, aerei, traghetti e treni, ma quasi sicuramente dall’inizio di settembre.

Un altro tema sul tavolo riguarda i tamponi a prezzi calmierati. I presidenti delle Regioni, scrive oggi l’Ansa, «sono pronti a discutere anche la bozza di Protocollo per la somministrazione di test antigenici rapidi a prezzo contenuto, il provvedimento – d’intesa con il Commissario, il ministero della Salute e le farmacie – prevede un prezzo calmierato dei tamponi, che potrebbe attestarsi sui 6-7 euro».

E questo potrebbe risolvere almeno in parte un’altra questione, quella dei minorenni che sono nella fascia di età del vaccino (over 12 anni) ma non sono vaccinati. Green pass e controlli sono al centro dell’attenzione anche delle imprese, che temono soprattutto la fase del “controllo” e chiedono di rendere valida un’autocertificazione da parte degli avventori.

 

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Green pass e pazienti non vaccinabili

 

Filiera Italia: “Posticipare il green pass per i minorenni”

«Si posticipi l’obbligo del green pass per i minorenni», è ad esempio l’appello lanciato al Governo e ai partiti da Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, alla vigilia dell’entrata in vigore della nuova normativa che disciplinerà l’accesso ai luoghi chiusi, fra cui i ristoranti.

«Con milioni di giovani fra i 12 e i 18 anni ancora non vaccinati, non per loro volontà ma a causa di lentezze burocratiche, rischiamo il caos – dice Scordamaglia – complicando le vacanze di tanti italiani, facendo aumentare le disdette che in queste ore arrivano copiose alle strutture ricettive e dando l’ennesimo colpo di grazia ai settori della ristorazione e del turismo che dopo 2 anni di pandemia cercavano in queste poche settimane estive un po’ di ossigeno per riprendersi».

Filiera Italia, che riunisce il mondo dell’agricoltura e dell’industria alimentare, si dichiara favorevole ma chiede gradualità nell’applicazione della certificazione verde «così come è avvenuto in altri paesi, come ad esempio la Francia, dove è stata posticipata l’obbligatorietà per l’accesso ai ristoranti proprio per i giovanissimi, considerati gli ancora bassi tassi di vaccinazione».

E chiede di prevedere la possibilità per i clienti di esibire un’autocertificazione per dimostrare i requisiti di accesso. «Non possiamo chiedere agli esercenti di trasformarsi in organi di polizia», aggiunge.

 

Fipe Confcommercio: “Serve autocertificazione, no a deroghe sull’obbligo di green pass”

L’autocertificazione è anche la richiesta di Fipe Confcommercio, contraria a deroghe speciali.

«A partire dal 6 agosto, i gestori di bar e ristoranti faranno quanto possibile per favorire il controllo del green pass di chi vorrà accedere agli spazi al chiuso, ma serve la possibilità di utilizzare l’autocertificazione per responsabilizzare i clienti – dice Aldo Cursano, vice presidente di Fipe Confcommercio – Noi faremo ancora una volta la nostra parte con grande senso di responsabilità e spirito di sacrificio, nonostante la consapevolezza che la norma rischia di impedire l’accesso ai locali di una fetta consistente di popolazione, in particolare giovani e giovanissimi, che è ancora in attesa di ricevere la prima dose di vaccino».

«Quello che va evitato con tutti i mezzi è che si prevedano deroghe all’obbligo di ingresso con il green pass – aggiunge Se il governo ha deciso di utilizzare questo strumento per contenere la circolazione del virus, la norma deve essere applicata in tutti i luoghi in cui si somministrano cibi e bevande. Senza eccezioni. Altrimenti, si finirebbe per introdurre una ulteriore discriminazione, penalizzando alcune imprese e favorendone altre. Questo non può in alcun modo essere consentito. Nello stesso mercato, devono valere le stesse regole».

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