Prospettive per l’economia, l’inflazione aumenterà ancora (fonte immagine: pixabay)
Prospettive per l’economia, l’inflazione aumenterà ancora
Consumi in rallentamento, sostenuti e diffusi aumenti dell’inflazione, Pil ancora su: sono le prospettive Istat per l’economia italiana nel 2022 e nel 2023. I Consumatori: tempi duri per le famiglie, a questo ritmo si finisce in recessione
Consumi in rallentamento, sostenuti e diffusi aumenti dell’inflazione: è la tenaglia nella quale le famiglie italiane saranno costrette nei prossimi due anni. Oggi l’Istat ha diffuso il dossier con le prospettive per l’economia italiana nel 2022 e 2023. L’Istat prevede il Pil in crescita sia nnel 2022 (+2,8%) sia nel 2023 (+1,9%), seppur in rallentamento rispetto al 2021. I consumi delle famiglie residenti segneranno un miglioramento più contenuto (+2,3%) rispetto agli investimenti.
Una situazione di caro vita continuo di fronte alla quale le associazioni dei consumatori scenderanno in piazza il 10 giugno a Roma e nelle principali città italiane. Chiederanno al Governo l’adozione di un pacchetto di misure per salvare i bilanci delle famiglie e sostenere il potere d’acquisto dei cittadini.
Prospettive per l’economia: consumi in rallentamento…
«Si prevede che la crescita dei prezzi dei beni energetici contribuisca a un deciso aumento del deflatore della spesa delle famiglie residenti nell’anno corrente (+5,8%), i cui effetti dovrebbero attenuarsi nel 2023 (+2,6%). Le prospettive per i prossimi mesi – spiega l’Istat – sono caratterizzate da elevati rischi al ribasso quali ulteriori incrementi nel sistema dei prezzi, una flessione del commercio internazionale e l’aumento dei tassi di interesse. Anche le aspettative di famiglie e imprese potrebbero subire un significativo peggioramento».
Nelle prospettive per l’economia italiana ci sono, sul versante delle famiglie, consumi in rallentamento. L’Istat ricorda che fra gennaio e marzo del 2022 i consumi sono in flessione congiunturale rispetto al trimestre precedente. E «la spesa delle famiglie sul territorio economico ha evidenziato una particolare debolezza negli ultimi mesi», a meno 0,9% nei primi tre mesi del 2022.
«La fase di deciso peggioramento del clima di fiducia dei consumatori segnata a marzo e aprile ha mostrato una lieve attenuazione a maggio quando le attese di aumento dei prezzi si sono ridotte – spiega ancora l’Istat – La propensione al risparmio, ancora superiore ai livelli pre-crisi, potrebbe costituire un elemento di stimolo per i consumi nei prossimi mesi che, allo stesso tempo, risentirebbero negativamente dell’elevata inflazione. Per il 2022 si prevede un incremento dei consumi delle famiglie e delle ISP in termini reali (+2,3%) che si accompagnerebbe a un leggero aumento della propensione al consumo. Il miglioramento dei consumi è atteso proseguire anche nell’anno successivo seppure con una intensità più contenuta (+1,6%)».

… e ancora aumento dell’inflazione
Per l’economia italiana si provedono ancora “sostenuti e diffusi aumenti dell’inflazione”.
Già nei primi mesi del 2022 l’inflazione ha accelerato, trainata dagli effetti dei rincari del petrolio, del gas naturale e delle materie prime agricole. Nel primo trimestre dell’anno, l’incremento tendenziale dell’inflazione si è attestato al 5,7%, per poi segnare una accelerazione ad aprile (+6,0%) e maggio (+6,9%).
Sempre a maggio, prosegue l’Istat, è continuato il rialzo dei prezzi di diversi prodotti. «I prezzi dei beni alimentari hanno mostrato un’ulteriore accelerazione tendenziale (+7,1%), a sintesi di aumenti significativi sia degli alimentari lavorati (+6,8%) sia dei beni alimentari non lavorati (+7,9%). Anche i listini dei servizi hanno evidenziato una accelerazione negli ultimi mesi (+3,1% a maggio) trainati dai prezzi dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona e dei trasporti».
La tendenza all’aumento dei prezzi continuerà e si attenuerà solo nel 2023.
«La crescita dell’inflazione è attesa proseguire nei prossimi mesi per poi attenuarsi, anche se con tempi e intensità ancora incerti», spiega l’Istat.
Secondo l’Istituto, «sotto l’ipotesi che le pressioni al rialzo dei prezzi delle materie prime siano contenute e in presenza di una stabilizzazione delle quotazioni del petrolio e del cambio, nel prossimo anno l’inflazione è attesa in parziale decelerazione. Nel 2023, il deflatore della spesa per consumi delle famiglie e quello del Pil sono previsti crescere rispettivamente del 2,6% e 2,0% in media d’anno».
Consumatori: tempi duri per le famiglie
Sono dati che naturalmente mettono in allarme le associazioni dei consumatori. Sono previsioni “inquietanti”, dice il Codacons, e fanno prevedere tempi duri per le famiglie.
«Gli effetti di tale quadro si faranno sentire sul potere d’acquisto e sui consumi, e provocheranno danni ingenti alla nostra economia, frenando la crescita – dice il presidente Codacons Carlo Rienzi – Proprio l’allarme dell’Istat sull’inflazione deve portare il Governo ad adottare misure più incisive ed efficaci per fermare l’escalation dei listini dei carburanti, calmierare i prezzi al dettaglio dei generi di prima necessità come gli alimentari e combattere le speculazioni sui listini, che salgono non solo per effetto del caro-energia, ma anche per illecite manovre compiute sui mercati».
UNC: a questo ritmo si finisce in recessione
Risultano smentite le previsioni di un’inflazione destinata a scendere dopo pochi mesi, commenta il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori Massimiliano Dona.
«I dati certi sono quelli passati che oggi l’Istat ci ricorda: tra gennaio e marzo i consumi finali hanno segnato una flessione congiunturale, la spesa delle famiglie sul territorio economico ha registrato una diminuzione dello 0,9%, la spesa delle famiglie residenti è scesa dello 0,8%. In un solo trimestre, la spesa dei residenti, in valori concatenati, è diminuita di oltre 2 miliardi (2 mld e 85 mln), da 252.446 a 250.361 milioni. Se i consumi continueranno a calare con questo ritmo si finirà in recessione», conclude Dona.
Assoutenti: servono misure straordinarie
«Dall’Istat arrivano oggi brutte notizie sul fronte dei consumi e dell’andamento dell’economia nel nostro paese, un allarme che il Governo non può ignorare e che deve portare a misure urgenti per contenere l’emergenza inflazione – dice il presidente Assoutenti Furio Truzzi – Siamo in presenza di una situazione eccezionale che deve essere affrontata con misure straordinarie, a partire dalle tariffe amministrate per un paniere di beni e servizi essenziali, come alimentari, energia, benzina, gasolio, Gpl».

