Raccolta differenziata dei rifiuti, Istat: in media al 63%. Migliora il comportamento delle famiglie (foto pixabay)
Raccolta differenziata dei rifiuti, Istat: in media al 63%. Migliora il comportamento delle famiglie
La raccolta differenziata dei rifiuti è aumentata durante il lockdown ed è arrivata in media al 63%. Negli anni è migliorato il comportamento delle famiglie verso la differenziata. Report Istat 2020-2021
La raccolta differenziata dei rifiuti è aumentata durante il lockdown ed è arrivata in media al 63%. Negli anni il comportamento delle famiglie verso la raccolta differenziata dei rifiuti è migliorata, le percentuali di raccolta di carta, plastica e vetro sono molto alte. Le principali criticità denunciate dai cittadini nei confronti della raccolta porta a porta riguardano la frequenza di raccolta e gli sgravi fiscali che, incentivati, migliorerebbero l’adesione al servizio.
L’Istat ha pubblicato il report Raccolta differenziata dei rifiuti: comportamenti e soddisfazione dei cittadini e politiche nelle città, anni 2020-2021 che traccia una fotografia dell’andamento e dei comportamenti delle famiglie nell’anno delle restrizioni pandemiche.
Rifiuti e raccolta differenziata, anni 2020-2021
Nel 2020 diminuisce la produzione di rifiuti urbani rispetto al 2019 (meno 3,6% per una media di a 487 kg di rifiuti urbani prodotti per abitante nel 2020) mentre raggiunge il 63% la quota di raccolta differenziata che nel 2019 era pari al 61,3%.
Il calo nella produzione di rifiuti urbani dipende soprattutto dalle restrizioni di contrasto ai rischi pandemici che hanno caratterizzato il 2020. La raccolta differenziata aumenta dell’1,8% ma la crescita rallenta rispetto all’aumento medio che c’era stato nel triennio precedente (+2,9 punti percentuali).
È pari al 54% la quota di famiglie che usa le stazioni ecologiche per lo smaltimento dei rifiuti nel 2021. Il 91% delle famiglie è molto o abbastanza soddisfatto della raccolta porta a porta.
«Nel Nord-est si producono maggiori quantità di rifiuti urbani (540,6 kg per abitante) ma nel contempo si raggiunge la quota più elevata di raccolta differenziata (73,3%). Seguono il Centro (521,7 kg per abitante), il Nord-ovest (478,8), le Isole (443,6) e il Sud (441,2) – scrive l’Istat – Oltre al Nord-est, anche il Nord-ovest, con il 68,7%, supera il target del 65% di raccolta differenziata mentre le altre ripartizioni si attestano decisamente al di sotto: il Centro al 59,2%, il Sud al 55,1% e le Isole al 50,3%. In quest’ultimo caso si rileva però l’incremento maggiore (+3,1 punti percentuali in più rispetto all’anno precedente)».
La quota di raccolta differenziata nei 109 comuni capoluogo raggiunge il 52,5% con una crescita del solo 0,8% rispetto al 2019. In oltre la metà dei comuni, 56 capoluoghi, si raggiunge il target di differenziata del 65%.

Raccolta differenziata e comportamento delle famiglie
Migliora il comportamento delle famiglie, dice ancora l’Istat.
Dal 1998, quando ha iniziato a rilevare i comportamenti e le opinioni delle famiglie sulla raccolta differenziata, «la percentuale di famiglie che dichiarano di effettuare “sempre” la differenziazione di tutti i tipi di rifiuti ha registrato un aumento costante, per effetto sia dei provvedimenti normativi sia della crescente sensibilità ambientale».
«In particolare, le famiglie che dichiarano di differenziare sempre i contenitori in plastica passano dall’87,1% del 2018 al 90,8% del 2021. Invece quelle che differenziano sempre i contenitori in vetro sono il 91,1% nel 2021 dall’85,9% del 2018, una quota da sempre più alta rispetto agli altri tipi di rifiuti e in costante crescita. Per la carta l’andamento è simile a quello del vetro: 91,8% nel 2021 da 86,6% nel 2018. In decisa crescita nel tempo anche la raccolta di batterie esauste (dal 45,6% nel 2018 al 52,8% nel 2021) e di farmaci scaduti (dal 48,2% al 54,6%). Ma la crescita più sostenuta nei tre anni considerati si registra per la raccolta dei contenitori in alluminio (dal 71,3% all’81,3%)».
Aumenta anche la differenziazione dell’umido/organico che arriva all’86,7% dall’83,9% del 2018.
Le famiglie e la raccolta porta a porta
Sempre più famiglie sono poi servite dal raccolta porta a porta. Nel 2021 poco più del 73% delle famiglie dichiara di essere servita dal servizio di raccolta dei rifiuti porta a porta (era il 66% nel 2018). In media il livello di soddisfazione del servizio è buono e stabile negli ultimi anni.
Le famiglie in maggioranza (58,6%) ritengono elevato il costi dei rifiuti, mentre il 37,2% lo definisce adeguato e solo lo 0,9% lo giudica basso.
Quali sono per le famiglie le criticità del porta a porta? Le famiglie servite dalla raccolta dei rifiuti porta a porta sono insoddisfatte soprattutto per la frequenza della raccolta dei rifiuti (57,3%). Seguono problemi legati agli odori dei rifiuti organici non raccolti (40,3%), agli orari (32,3%) e alla gestione dei sacchetti/contenitori destinati alla raccolta (28,0%).
Quasi tre famiglie su 10 non sono convinte che i rifiuti vengano separati adeguatamente una volta raccolti e una quota del 17,2% non è soddisfatta delle informazioni ricevute. Secondo le famiglie la presenza di detrazioni o agevolazioni fiscali migliorerebbe in termini sia quantitativi che qualitativi la partecipazione alla raccolta differenziata (88,8%). Sarebbe di aiuto, ancora, avere maggiori garanzie di un effettivo riciclo (69,9% delle famiglie interessate) e la presenza di sanzioni /multe per chi non differenzia i rifiuti (61,7%).


ma chi l’ha detto che attorno a casa ns è aumentato esponenzialmente il porcile!