Shein, indagine Greenpeace: sostanze tossiche nei vestiti (Immagine dossier Greenpeace)

Pensi fast fashion, leggi Shein. Il gigante domina il settore del fast fashion, la moda veloce e a basso prezzo, con circa 363 milioni di visite mensile. Shein.com è il sito web di moda più visitato al mondo e offre oltre mezzo milione di modelli. Ogni giorno mette in vendita migliaia di capi, anche oltre 10 mila. Ma oltre a un problema di sovrapproduzione e capi di bassa qualità destinati a diventare rifiuti in tempi brevissimi, c’è un altro rischio: la presenza di sostanze tossiche nei vestiti. Greenpeace già l’aveva denunciato qualche anno fa, nel 2022.

Ora ha di nuovo portato in laboratori vestiti e scarpe acquistati su Shein e ha scoperto che “negli abiti di Shein continuano a esserci sostanze tossiche, pericolose per la salute e per l’ambiente”.

Indagine “Shame on you, Shein!”

L’indagine è Shame on you, Shein! E ha trovato ftalati in 14 capi, PFAS, in 7 prodotti, piombo e cadmio in due prodotti (uno ciascuno), e sostanze che superano i limiti delle norme europee in quasi un terzo dei capi acquistati.

Shein già qualche anno fa si era impegnata a migliorare ma i risultati non sembrano affatto arrivati, almeno davanti all’analisi realizzata da Greenpeace. L’associazione è infatti tornata a testare i prodotti di Shein e ha trovato vestiti contaminati da sostanze tossiche, fra cui anche metalli pesanti e formaldeide.

Vestiti e scarpe in laboratorio

Greenpeace ha acquistato 56 capi di abbigliamento e scarpe da Shein in otto paesi facendoli poi analizzare da un laboratorio indipendente. I risultati evidenziano che:

  • 18 dei 56 prodotti (ovvero il 32%) contengono sostanze pericolose oltre i limiti stabiliti dal Regolamento europeo per le sostanze chimiche (REACH). Fra questi prodotti sono compresi vestiti per bambini;
  • 7 giacche hanno superato i limiti PFAS fino a 3.300 volte;
  • 14 prodotti hanno superato i limiti per i ftalati, 6 di 100 volte o più.

“I risultati delle nostre analisi – dichiara Greenpeace – mostrano una realtà innegabile: malgrado nel 2025 Shein abbia affermato di aver apportato importanti miglioramenti alla sua gestione chimica, la sua “autoregolamentazione volontaria” è del tutto inutile. Shein sembra incapace di controllare le sostanze chimiche utilizzate nei prodotti venduti sulla sua piattaforma”.

I rischi delle sostanze tossiche

La lista dei rischi collegati alle sostanze tossiche trovate in laboratorio è lunga e allarmante. I ftalati sono collegati a problemi di crescita, fertilità e sviluppo infantile, sono tossici per la vita acquatica, con impatti a lungo termine sulla biodiversità. I PFAS, sostanze chimiche per sempre, sono tossiche, persistono nell’ambiente e contaminano falde acquifere, fiumi, oceani. Possono compromettere la fertilità e lo sviluppo infantile, indebolire il sistema immunitario e compromettere la funzionalità epatica e renale.

Il piombo, trovato in un prodotti, è particolarmente tossico per i bambini perché può influenzare lo sviluppo cerebrale, il QI, l’apprendimento e il comportamento, danneggiare il sistema nervoso, i reni e gli organi riproduttivi, e influire sull’equilibrio ormonale. Il cadmio, trovato in un prodotto, è un potenziale cancerogeno. Piombo e cadmio sono tossici per gli organismi acquatici e possono risalire la catena alimentare finendo nel cibo.

Fast fashion e prodotti a basso costo in Ue

Shein domina il settore del fast fashion e ha un successo collegato anche al marketing, ai bassissimi prezzi applicati e alla presenza radicata su piattaforme come TikTok e Instagram che, spiega Greenpeace, “incoraggiano l’acquisto compulsivo, soprattutto tra i consumatori più giovani. I prezzi, poi, sono stracciati. Il costo reale? Lo pagano l’ambiente e i lavoratori”.

Il poliestere, tessuto fatto di fibre di plastica, “rappresenta l’82% delle fibre utilizzate da Shein nei suoi capi e le emissioni dell’azienda sono quadruplicate negli ultimi tre anni”.

I prodotti a basso costo sono anche nel mirino dell’Ue. Se Greenpeace sottolinea il rischio ambientale e quello di salute collegato alla presenza di sostanze dannose, nonché l’impatto derivante dalla produzione di enormi quantità di rifiuti, le istituzioni europee hanno messo Shein e le piattaforme a basso costo nel mirino per il rischio di vendita di prodotti illegali e pericolosi e per l’impatto sull’e-commerce di milioni di prodotti a basso costo che arrivano sul mercato europeo. Secondo la Commissione europea, sono 12 milioni di pacchi al giorno.

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