junk food vs frutta

Italiani disposti a intraprendere abitudini alimentari virtuose

Il Coronavirus ci ha obbligati a rivedere molte delle nostre abitudini, comprese quelle alimentari spingendoci ad assumere un rapporto migliore con il cibo assunto giornalmente. In realtà, le buone abitudini si erano fatte strada già prima della pandemia soprattutto per quanto concerne l’ambito della sostenibilità e l’impatto che il consumo alimentare ha sul pianeta.

Una ricerca condotta con il coordinamento del Beuc in 11 paesi UE e realizzata in Italia da Altroconsumo, ha individuato i comportamenti più diffusi e i provvedimenti più urgenti in materia di alimentazione e sostenibilità, un tema di grande interesse al centro del dibattito europeo, dal momento che solo pochi giorni fa è stata approvata dalla Commissione Europea la strategia “Farm to fork” per un’alimentazione sostenibile.

Consapevolezza e attenzione

Secondo l’indagine Altroconsumo, il 76%  degli italiani si mostra propenso ad adottare comportamenti che contribuiscano alla salvaguardia del pianeta e il 68% sostiene di essere disposto a cambiare le abitudini sbagliate favorendo comportamenti più green. 2 italiani su 3 sarebbero disposti ad acquistare solo frutta e verdura di stagione, mentre il 55% acquisterebbe più verdura e prodotti a base vegetale. Il 29% degli intervistati spenderebbe di più per alimenti sostenibili.

Sebbene i presupposti risultino positivi, quando si tratta di passare all’azione in pochi confermano le buone abitudini dichiarate. Prendendo come esempio il consumo di carne rossa – la cui produzione impatta fortemente sull’ambiente – risulta che il 7% ha smesso di mangiarla e il 45% ne ha ridotto il consumo per motivi ambientali, al contrario il 21% non ne ha ridotto il consumo né ha intenzione di farlo.

Sostenibilità alimentare_dati altroconsumo
Sostenibilità alimentare, i dati di Altroconsumo

Limiti e incertezze, colpa della disinformazione

I motivi che sono alla base della mancata assunzione di comportamenti green in ambito alimentare sono essenzialmente tre: costi, etichette e infomrazioni.

Dall’indagine risulta infatti che per il 44% degli italiani i prodotti più sostenibili hanno un costo maggiore (44%), le etichette sulle confezioni non sono chiare riguardo ai metodi di produzione e l’origine della materia prima (41%), le informazioni non sono sufficienti (39%).

La disinformazione è la causa principale dunque del mancato sostegno dei consumatori: per il 66% degli intervistati risulta, infatti, cruciale l’obbligo di utilizzo sulle confezioni di un’etichetta chiara sulla sostenibilità dei prodotti alimentari. Il 62% degli italiani reputa necessario dare incentivi agli allevatori e agli agricoltori per produrre in maniera più green. Importante anche agire sui processi produttivi in sé: il 55% dei soggetti richiede l’introduzione di norme sulla sostenibilità più rigide per i produttori. Infine, il 38% propone di tassare maggiormente gli alimenti poco green.

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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