Telemarketing, Garante Privacy: al via il nuovo Codice di Condotta (Foto Pixabay)
Telemarketing, Garante Privacy: al via il nuovo Codice di Condotta
Il Garante Privacy ha comunicato che con l’accreditamento dell’Organismo di monitoraggio si completa il percorso per l’ applicazione del Codice di condotta su teleselling e telemarketing. Le valutazioni delle associazioni dei consumatori
Si completa l’iter per la piena applicazione del Codice di condotta che regola il telemarketing. Il Garante Privacy ha infatti comunicato di aver accreditato l’Organismo di monitoraggio che si occuperà della verifica del Codice di condotta su teleselling e telemarketing, che vuole tutelare i cittadini dalle chiamate indesiderate – quelle che arrivano di continuo, a ogni ora, insistenti e moleste. Il Codice di condotta acquisterà piena efficacia dal giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Articolata la valutazione che viene dalle associazioni dei consumatori.
Telemarketing e attivazione del Codice di condotta
Il regolamento generale sulla protezione dei dati, ricorda il provvedimento del Garante Privacy del 7 marzo scorso, “prevede che le associazioni e gli altri organismi rappresentanti le categorie di titolari del trattamento o responsabili del trattamento possano elaborare (modificare o prorogare) codici di condotta destinati a contribuire alla corretta applicazione del Regolamento in specifici settori di attività”.
Con il provvedimento di marzo il Garante ha accreditato l’Organismo di monitoraggio (che era stato proposto da una serie di associazioni: Asseprim, AssoCall, ASSOCONTACT, Assotelecomunicazioni, Confcommercio, Confindustria, DMA – Data & Marketing Association Italia, OIC – Osservatorio Imprese Consumatori) alla verifica del rispetto del codice di condotta sul telemarketing.
Il Garante, spiega una nota, ha ritenuto che l’Organismo proposto da associazioni di committenti, call center, teleseller, list provider e associazioni di consumatori “sia in possesso dei requisisti previsti dal Regolamento Ue, tra i quali un adeguato livello di competenza, indipendenza e imparzialità per lo svolgimento dei compiti di controllo sull’applicazione del Codice da parte degli aderenti”.
Gli impegni per chi aderisce al Codice
Cosa comporta l’adesione al Codice di condotta sul telemarketing? Le società che aderiranno si impegneranno ad adottare misure per garantire la correttezza e la legittimità del trattamento dei dati lungo tutta la “filiera” del telemarketing.
“Dovranno – spiega il Garante Privacy – raccogliere consensi specifici per le singole finalità (marketing, profilazione, ecc.), informare in maniera precisa le persone contattate sull’uso dei loro dati, assicurando il pieno esercizio dei diritti previsti dalla normativa privacy (opposizione al trattamento, rettifica o aggiornamento dei dati). Le società inoltre saranno tenute ad effettuare una valutazione di impatto nel caso svolgano trattamenti automatizzati, compresa la profilazione, che comportano un’analisi sistematica e globale di informazioni personali”.
Contro i call center abusivi, il Codice stabilisce che potranno essere applicate penali o la mancata corresponsione della provvigione per ogni contratto da un contatto promozionale privo del consenso dell’utente.
UNC: “Foglia di fico”
Le valutazioni dei Consumatori al via libera del Codice di condotta sul telemarketing non sono unanimi.
«Una foglia di fico inutile. Non è il primo codice di condotta. Già in passato sono stati approvati, ma si sono dimostrati irrilevanti – commenta Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Purtroppo i codice di condotta sono superflui per i call center che rispettano le norme mentre non servono a nulla per chi viola sistematicamente le regole, fa telefonate moleste e aggressive, cerca di stipulare servizi non richiesti, contando sull’impunità».
Dona chiede di modificare la legge in modo da prevedere indennizzi automatici per i consumatori che continuano a ricevere telefonate indesiderate anche quando iscritti al Registro delle Opposizioni e che tale pratica sia considerata scorretta, in modo da essere sanzionabile dall’Antitrust.
Adoc: “Non sarà il Codice a dar tregua ai consumatori”
Più sfumato l’Adoc, che accoglie che favore il Codice di condotta ma ritiene che “non sarà certo il Codice di condotta che regolamenta le attività di teleselling e telemarketing a dar tregua ai consumatori per le telefonate indesiderate e moleste dei call center e degli operatori indolenti”. Prosegue l’associazione: “dobbiamo registrare comunque il fallimento di tutti i provvedimenti fino a qui adottati, compreso il Registro Pubblico delle Opposizioni, un debole specchietto per allodole che non ha frenato le chiamate”. E invece le aziende scorrette vanno sanzionate, conclude l’Adoc: “A tal proposito, perché non pensare di colpire direttamente le aziende committenti?”.
MDC: “Registro delle opposizioni e Codice di condotta strumenti fondamentali per tutela consumatori”
Il Movimento Difesa del Cittadino ritiene invece che lo strumento varato dal Garante sia utile per la tutela dei consumatori.
“Il Registro pubblico delle opposizioni e il nuovo Codice di condotta per il teleselling e il telemarketing – afferma MDC – sono strumenti fondamentali per tutelare la privacy dei consumatori, in risposta all’esasperante problema delle chiamate indesiderate che quotidianamente disturba migliaia di cittadini italiani”.
Il recente aggiornamento del Codice di condotta per il teleselling e il telemarketing, spiega l’associazione, “introduce nuove e più severe regole per le aziende che operano nel settore, con l’obiettivo di limitare ulteriormente le pratiche intrusive e garantire un rispetto maggiore della volontà dei consumatori. Tra le nuove disposizioni, si evidenziano la necessità di ottenere un consenso esplicito prima di procedere con qualsiasi attività di telemarketing e la chiara identificazione dell’operatore durante la chiamata, migliorando così la trasparenza e la responsabilità delle aziende verso i consumatori”.
Diversa la valutazione anche del Registro pubblico delle opposizioni, cui i cittadini possono iscriversi per opporsi all’uso dei propri dati personali e del proprio numero telefonico per vendite o promozioni commerciali. Per MDC rappresenta “la prima linea di difesa contro il disturbo delle chiamate indesiderate”.

