I paesi coinvolti dal virus Zika devono autorizzare la contraccezione e l’aborto. Il messaggio è forte e chiaro e sta rimbalzando su tutti i media. A lanciarlo è stato l’Alto Commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani Zeid Ra’ad Al Hussein che aggiunge: le leggi e le politiche che limitano l’accesso a questi servizi dovrebbero essere urgentemente riesaminate in conformità con i diritti umani, al fine di garantire, in pratica, il diritto alla salute per tutti.
Si allarga quindi l’allarme sull’emergenza sanitaria che, in questo caso, chiama in causa anche la Chiesa visto che la maggior parte dei Paesi coinvolti sono di religione cattolica e vietano l’aborto. Il virus Zika, purtroppo, è sospettato di provocare microcefalia nei feti delle donne contagiante nel corso della gravidanza. Da qui scaturisce la presa di posizione dell’Onu che chiede che venga garantita la salute di tutti, allineandosi agli obblighi internazionali sui diritti umani. L’invito ai governi coinvolti è di rivedere le politiche che restringono l’accesso ai servizi di interruzione di gravidanza.
Zeid Raad Al Hussein ha fatto sapere che garantirà alle donne in questi paesi anche consulenza su salute sessuale e riproduttiva. 

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