Social media, i bambini perdono una notte di sonno a settimana (foto pixabay)

I bambini di dieci anni perdono circa una notte di sonno a settimana perché rimangono svegli a controllare i social media. Qualcuno si sveglia nel cuore della notte per vedere le notifiche sullo smartphone. La paura è quella di essere “tagliati fuori” da eventi e attività della propria rete sociale. Ma perdere il sonno ripetutamente, dormire un po’ meno ogni notte, significa che alla fine della settimana si finisce per perdere l’equivalente di una notte di sonno.

I social media tolgono il sonno ai bambini

È quanto evidenzia uno studio dei ricercatori della De Montfort University Leicester (DMU). I bambini piccoli, questa la conclusione cui sono giunti i ricercatori, perdono circa una notte di sonno ogni settimana rimanendo svegli per usare i social media.

Secondo la ricerca, che ha preso in considerazione 60 bambini di 10 anni, circa il 12,5% dei bambini si svegliava volontariamente nel cuore della notte per controllare le notifiche.

In media i bambini dormono 8,7 ore ogni notte, meno delle 9-11 ore raccomandate per la loro fascia di età. In una settimana, ciò si traduce in una perdita di una notte di sonno a settimana.

Ancora: quasi il 70% del gruppo ha affermato di usare i social media per più di quattro ore al giorno, con due terzi che hanno detto di usarli nelle ore prima di andare a dormire.

Il docente di psicologia John Shaw, direttore della ricerca, ha sottolineato che i bambini della scuola primaria dovrebbero dormire dalle 9 alle 11 ore a notte. La paura di “perdersi qualcosa” sta insomma influenzando il sonno dei bambini.

«Vogliono sapere cosa stanno facendo i loro amici, e se non sei online quando sta succedendo qualcosa, significa che non stai partecipando». Si attiva un loop per cui, spiega ancora il direttore della ricerca ,se sei ansioso è più probabile che tu rimanga sui social media, e di conseguenza che l’ansia aumenti. Guardare qualcosa online, rimanere connessi, stimola e ritarda il sonno.

La ricerca è stata presentata durante il British Science Festival. Mettendo insieme una combinazione di statistiche globali e risposte del pubblico, la stima che è stata fatta sulla diffusione dei social media dice che circa 4,64 miliardi di persone utilizzano piattaforme di social media in tutto il mondo, pari a circa il 58% della popolazione del pianeta.

Gli utenti dei social media (questo il meccanismo evidenziato dai ricercatori) curano sui social un’immagine positiva e spesso fuorviante della propria vita. Il rischio che ne deriva è quello di provare sentimenti di inferiorità e di sentire il cosiddetto FOMOacronimo per l’espressione inglese fear of missing out, “paura di essere tagliati fuori”. Si tratta di una forma di ansia sociale caratterizzata dal desiderio di rimanere in contatto con l’attività delle altre persone e dalla paura di essere esclusi da eventi o esperienze piacevoli.

Importante per i bambini è invece stabilire delle routine del sonno. Il consiglio? Se possibile, spegnere lo smartphone un’ora prima di andare a dormire.


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Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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