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Aderenza terapeutica, quando i pazienti non seguono la terapia (fonte foto: pexels-pixabay)

Solo il 55% dei pazienti con ipertensione arteriosa prende i farmaci con continuità e ci si ferma al 15% dei pazienti con asma. L’aderenza terapeutica, la capacità del paziente di seguire bene la terapia, è una sfida fondamentale per il servizio sanitario e per garantire salute ai pazienti con patologia cronica.

Oggi Cittadinanzattiva ha presentato il suo Action Plan sull’aderenza terapeutica, con l’analisi del fenomeno e le proposte: sviluppare un modello standardizzato per misurare l’aderenza, attuare il Fascicolo Sanitario Elettronico, coinvolgere caregiver, infermieri di comunità e farmacia dei servizi, restituire dati attendibili legati non solo alla somministrazione dei farmaci ma anche alle abitudini e allo stile di vita dei pazienti. L’alleanza medico-paziente è fondamentale.

Action Plan sull’aderenza terapeutica, il fenomeno

Questo appunto l’obiettivo dell’“Action Plan sull’aderenza terapeutica: dall’analisi regionale ad un piano nazionale”, realizzato da Cittadinanzattiva con associazioni di pazienti, società scientifiche e istituzioni regionali, che raccoglie analisi e proposte per migliorare l’accesso e la qualità di prestazioni e servizi che favoriscono l’aderenza terapeutica.

Se si considera che oltre 8 milioni di cittadini over 65 anni sono affetti da patologia cronica in Italia, e che questa percentuale è destinata ad aumentare nei prossimi decenni, diventa facile comprendere – evidenzia il dossier – come «una corretta gestione dei percorsi di cura dei pazienti con patologia cronica debba essere un elemento centrale della politica attiva in ambito salute».

«Viviamo oggi una dimensione, certificata dai dati dell’O.M.S., che registra un notevole spreco di risorse, umane ed economiche, stimato in Europa in 194.500 decessi e 125 miliardi di euro l’anno per i costi dei ricoveri dovuti ad una scarsa aderenza alle terapie, giudicata ottimale solo in poco più del 50% dei pazienti (percentuale che si riduce al 30% se prendiamo in considerazione i pazienti più anziani over 75 anni con poli patologie)». (Action Plan Cittadinanzattiva).

Ma cos’è l’aderenza terapeutica?

«L’aderenza terapeutica – si legge nel dossier – è definita come la capacità che il paziente ha di seguire una terapia per la sua intera durata alla luce delle condizioni e delle indicazioni concordate con il medico e riguardanti dosi, tempi e frequenza dell’assunzione dei farmaci e nell’adeguarsi ad un corretto stile di vita (OMS). Il problema legato all’aderenza terapeutica riguarda oltre i farmaci, ogni atto assistenziale volto ad accompagnare, e spesso a modificare, le abitudini e gli stili di vita dei cittadini o dei pazienti, con lo scopo di prevenire o gestire una routine terapeutica».

Dunque l’aderenza terapeutica non riguarda solo l’assunzione di farmaci, ma comprende la capacità del Servizio Sanitario di prevenire i comportamenti a rischio, di garantire l’accesso ai servizi sanitari in tempi certi, insieme al coinvolgimento dei pazienti e dei caregiver in un percorso di cura che spesso dura tutta la vita.

Patologie e scarsa aderenza terapeutica

Di quale fenomeno stiamo parlando? Secondo i dati Osmed 2021, solo il 55% dei pazienti con ipertensione arteriosa assume il trattamento antipertensivo con continuità. Percentuale analoga si riscontra per i pazienti con osteoporosi.

Non si arriva però al 45% per i pazienti con diabete di tipo II, mentre il dato si ferma al 35% per i pazienti con insufficienza cardiaca, fino al 15% circa dei pazienti con Asma e BPCO.

In alcuni casi, poi, i pazienti più anziani sospendono da soli i farmaci, senza consultare il medico, entro i primi sei mesi dalla prescrizione della terapia (è il 70% degli ultra 75enni).

Secondo l’indagine condotta da Cittadinanzattiva sui pazienti con patologia cardiovascolare nel 2021, solo il 30% degli stessi ritiene che il medico (specialista o MMG) abbia dedicato il giusto tempo alla spiegazione del percorso terapeutico e all’importanza della adesione sistematica e costante allo stesso (a fronte del 70% dei medici che dichiara di aver dedicato il giusto tempo e la giusta attenzione alla spiegazione dello stesso).

«L’aderenza alle terapie non significa soltanto assumere i farmaci in modo corretto e per il tempo necessario da parte dei pazienti, ma implica anche la capacità del SSN di individuare e modificare comportamenti e abitudini non salutari dei pazienti, di garantire l’accesso a prestazioni e servizi in tempi certi e adeguati alle necessità di cura dei cittadini, coinvolgendo pazienti e caregiver nel percorso di cura – spiega Valeria Fava, responsabile politiche della salute di Cittadinanzattiva – In questo senso l’aderenza terapeutica è frutto dell’alleanza fra il paziente e tutti i professionisti sanitari che lo hanno preso in carico e che lo accompagnano nelle diverse fasi del processo di cura».

Come migliorare l’aderenza terapeutica

Il documento di Cittadinanzattiva presenta alcune proposte per migliorare l’aderenza terapeutica. Fra queste, personalizzare le cure individuando le scelte terapeutiche anche in base a fattori anagrafici, sociali, economici, di residenza; puntare su farmacia dei servizi, infermiere di comunità e caregiver come figure centrali per il miglioramento delle performance di salute dei cittadini, soprattutto dei più fragili, e per una maggiore aderenza terapeutica.

Bisogna puntare sulla formazione dei sanitari e dei cittadini, aumentare la telemedicina e la digitalizzazione, monitorare il percorso di cura, a partire dal Fascicolo Sanitario Elettronico. E poi ancora sburocratizzare i processi, soprattutto in tema di rinnovo dei piani terapeutici, e dare impulso alla somministrazione domiciliare e a sistemi di distribuzione che evitino inutili spostamenti per il reperimento dei farmaci e favorire le cure a domicilio. Dal punto di vista della normativa, occorre rispettare gli ambiti territoriali di garanzia – come previsto dal Piano Nazionale Governo Liste Attesa – per evitare ai pazienti lunghi spostamenti, favorire i servizi di prossimità ed aggiornare i Livelli Essenziali di Assistenza con l’inserimento di farmaci al momento ancora non rimborsabili.


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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