padre figlio sotto casa

Passeggiata genitore-figli

Via libera alla passeggiata genitore-figli sotto casa. È quanto prevede una circolare del Viminale che ha fatto chiarezza su un tema caro a molte famiglie con figli. Si può uscire a fare una camminata con i bambini? Si può purché sia appunto una camminata sotto casa, purché non ci siano assembramenti (niente capannello con gli amici per giocare a pallone) e purché sia rispettata la distanza di sicurezza di almeno un metro.

La circolare del Ministero dell’Interno ribadisce che tutti gli spostamenti sono soggetti al divieto di assembramento e all’obbligo di rispettare la distanza di sicurezza minima di un metro e apre alla possibilità di passeggiata sotto casa di un genitore con un figlio (o più figli) minorenni. Una richiesta che era arrivata da diversi fronti: dare ai bambini la possibilità di prendere un po’ d’aria. La disposizione ha però subito prestato il fianco a diverse reazioni polemiche, soprattutto da parte di Lombardia e Campania. Tanto che lo stesso Viminale è intervenuto con una nota di chiarimento nella quale ribadisce che «le regole sugli spostamenti per contenere la diffusione del coronavirus non cambiano».

 

 

padre e figlio a piedi
Passeggiata genitore-figli

 

 

La circolare del Viminale e la passeggiata genitore-figli

I chiarimenti, e la possibilità della passeggiata di un genitore con un figlio (o più figli) minori, sono contenuti nella Circolare 31 marzo 2020. Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale.

La circolare del Viminale dice che «è da intendersi consentito, ad un solo genitore, camminare con i propri figli minori in quanto tale attività può essere ricondotta alle attività motorie all’aperto, purché in prossimità della propria abitazione. La stessa attività può essere svolta, inoltre, nell’ambito di spostamenti motivati da situazioni di necessità o per motivi di salute».

Si possono poi accompagnare disabili e inabili.

«Potranno essere, altresì, consentiti spostamenti nei pressi della propria abitazione giustificati da esigenze di accompagnamento di anziani o inabili da parte di persone che ne curano l’assistenza, in ragione della riconducibilità dei medesimi spostamenti a motivazioni di necessità o di salute».

 

 

La circolare e l’attività motoria all’aperto

Per quanto riguarda invece l’attività motoria all’aperto, dice la circolare:

«Nel rammentare che resta non consentito svolgere attività ludica o ricreativa all’aperto ed accedere ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici, si evidenzia che l’attività motoria generalmente consentita non va intesa come equivalente all’attività sportiva (jogging), tenuto anche conto che l’attuale disposizione di cui all’art. 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 9 marzo scorso tiene distinte le due ipotesi, potendosi far ricomprendere nella prima, come già detto, il camminare in prossimità della propria abitazione».

La questione jogging è un po’ più complessa, perché il Viminale poi precisa che «è consentita l’attività sportiva (#jogging) e l’attività motoria (#camminata) nei pressi della propria abitazione».

 

 

La passeggiata genitore-figli: protestano Lombardia e Campania

La passeggiata con figli ha sollevato l’obiezione, come si diceva, di Lombardia e Campania. L’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera ha scritto su twitter che la circolare del Ministero dell’Interno è «gravissima». Per Gallera «non è il momento di abbassare la guardia» e il provvedimento «rischia di creare effetto psicologico devastante».

Vincenzo De Luca, presidente della Campania, ha ribadito che in Campania è vietato fare jogging e passeggiare sotto casa. «Considero gravissimo il messaggio proveniente dal Ministero dell’Interno, relativo alla possibilità di fare jogging e di passeggiare sotto casa».

 

 

 

Il Viminale chiarisce ancora

E così dal Ministero dell’Interno, oltre alla circolare, è arrivata anche una nota di chiarimento. Il Viminale ribadisce che «le regole sugli spostamenti per contenere la diffusione del coronavirus non cambiano».

E spiega ancora una volta i limiti delle uscite consentite.

«Si può uscire dalla propria abitazione esclusivamente nelle ipotesi già previste dai decreti del presidente del Consiglio dei ministri: per lavoro, per motivi di assoluta urgenza o di necessità e per motivi di salute. La circolare del ministero dell’Interno del 31 marzo si è limitata a chiarire alcuni aspetti interpretativi sulla base di richieste pervenute al Viminale. In particolare, è stato specificato che la possibilità di uscire con i figli minori è consentita a un solo genitore per camminare purché questo avvenga in prossimità della propria abitazione e in occasione spostamenti motivati da situazioni di necessità o di salute».

Nuovi chiarimento sul capitolo movimento e jogging.

«Per quanto riguarda l’attività motoria è stato chiarito che, fermo restando le limitazioni indicate, è consentito camminare solo nei pressi della propria abitazione. La circolare ha ribadito che non è consentito in ogni caso svolgere attività ludica e ricreativa all’aperto e che continua ad essere vietato l’accesso ai parchi, alle ville, alle aree gioco e ai giardini pubblici. La medesima circolare ha ricordato infine che in ogni caso tutti gli spostamenti sono soggetti a un divieto generale di assembramento e quindi all’obbligo di rispettare la distanza minima di sicurezza. Le regole e i divieti sugli spostamenti delle persone fisiche, dunque, rimangono le stesse».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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