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La pandemia da Covid-19 fa rinviare la Conferenza sul clima delle Nazioni Unite. La Cop 26, la conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, era in programma a Glasgow a metà novembre. È slittata al 2021, a data ancora da definire.

Lo ha deciso l’Ufficio delle Nazioni Unite per il clima (UNFCCC) insieme al Regno Unito, che presiedeva la conferenza con la partnership dell’Italia. Salta anche la pre-Cop, organizzata dall’Italia a metà ottobre, che verrà anch’essa rimandata.

«La lotta ai cambiamenti climatici rimane una priorità fondamentale per il Regno Unito e la comunità internazionale», si legge nell’account twitter della Cop26.

 

 

La conferenza sul clima slitta al 2021

La sfida della pandemia è senza precedenti e tutte le nazioni si stanno concentrando sugli sforzi per contenere e fronteggiare l’emergenza sanitaria, ma anche economica e sociale, portata dal coronavirus. Fra gli eventi rimandati si aggiunge ora la Conferenza sul clima dell’Onu, che si doveva svolgere a novembre a Glasgow.

«Il mondo sta attualmente affrontando una sfida globale senza precedenti e i paesi stanno giustamente concentrando i loro sforzi nel salvare vite e lottare contro COVID-19. Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di riprogrammare COP26 – ha detto il Presidente designato della COP26 Alok Sharma – Continueremo a lavorare instancabilmente con i nostri partner per realizzare l’ambizione di contrastare la crisi dei cambiamenti climatici e mi occuperò di concordare una nuova data per la conferenza».

 

La minaccia più urgente oggi è la pandemia ma non si può dimenticare la minaccia a lungo termine rappresentata dal cambiamento climatico, ha spiegato Patricia Espinosa, segretario esecutivo delle Nazioni Unite per i cambiamenti climatici.

«COVID-19 è oggi la minaccia più urgente per l’umanità, ma non possiamo dimenticare che il cambiamento climatico è la più grande minaccia a lungo termine – ha detto Espinosa – Presto le economie si riavvieranno. Questa è un’opportunità per le nazioni di riprendersi meglio, di includere i più vulnerabili in quei piani e un’opportunità per modellare l’economia del 21 ° secolo in un modo pulito, verde, sano, giusto, sicuro e più resiliente».

 

 

 

Conferenza sul clima rinviata, WWF: decisione inevitabile

Il rinvio della conferenza sul clima è una decisione inevitabile, commentano le associazioni ambientaliste, ma questo non significa che il cambiamento climatico possa essere trascurato o che si possa tornare al passato una volta che la pandemia sarà risolta.

«Date le circostanze, la decisione di posticipare la COP26, era inevitabile – ha detto Manuel Pulgar-Vidal, leader Clima ed Energia del WWF Internazionale- La nostra priorità collettiva deve essere quella di mettere la salute e la vita al primo posto, ed è per questo che l’emergenza Coronavirus deve essere trattata seriamente. Ma l’azione per il clima è e rimane una priorità globale non negoziabile».

Il tempo che si avrà va usato per prepararsi meglio ad affrontare la crisi climatica. «Un rinvio della COP era diventato necessario, visti i ritardi nei negoziati provocati dall’emergenza sanitaria globale – ha detto Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del WWF Italia – ma ora è necessario usare al meglio l’ulteriore tempo a disposizione, imparando dalla crisi attuale che occorre prevenire ed evitare le emergenze, oltre che essere attrezzati per affrontarle. Anche per la crisi climatica è indispensabile azzerare le emissioni climalteranti (prevenire) e attrezzarsi per quegli impatti del riscaldamento globale già in atto che non riusciremo a evitare; nell’immediato, occorre puntare a target di riduzione delle emissioni molto più ambiziosi. Oggi i medici e gli operatori sanitari tutti sono i nuovi eroi, ma non sono stati adeguatamente ascoltati quando potevano aiutarci a limitare i danni. Analogamente, dobbiamo dare ascolto alla comunità scientifica sul clima e accelerare la decabonizzazione, facendone anche un’occasione di rinascita dell’economia».

 

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La pandemia da Covid-19

 

Greenpeace: contrastare crisi sanitaria ed emergenza climatica

La salute dell’ambiente e il benessere sono collegati e i governi devono trovare una via per affrontare crisi sanitaria ed emergenza clima, dice Greenpeace.

«L’obiettivo dei governi deve essere ora come ora quello di prendersi cura dei propri cittadini, di stabilizzare la situazione e ricostruire, e tutto questo deve essere fatto in modo da creare un mondo più giusto e attento alla tutela del clima, perché la salute ambientale e il nostro benessere dipendono l’una dall’altro – ha detto Jennifer Morgan, Direttrice esecutiva di Greenpeace International, commentando il rinvio della COP26 – La sospensione della COP26 dovrebbe far sì che i governi raddoppino gli sforzi per intraprendere una via più verde e più giusta nella gestione di questa crisi sanitaria e dell’emergenza climatica. Tornare al “business as usual” sarebbe del tutto inaccettabile. Questa pandemia dimostra che ci sono enormi lezioni da imparare sull’importanza di ascoltare la scienza e sulla necessità di un’azione collettiva globale urgente».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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