bambina col papà

Famiglia in quarantena

Si rompe la quotidianità. Bisogna stare a casa e organizzare un ritmo condiviso. Bilanciare il tempo dedicato al lavoro, per chi fa smart working, e alla scuola. Quello dedicato alla cucina con la necessità di ricreare abitudini condivise. Il tutto nella propria abitazione, nell’attesa che passi l’emergenza coronavirus. Come sopravvive una famiglia in quarantena, quando tutti o quasi tutti i suoi componenti (se qualcuno lavora fuori casa) vivono gomito a gomito le intere ventiquattrore della giornata?

 

 

bambino che dipinge
Bambini in casa, idee per trascorrere il tempo

 

Famiglia in quarantena in un unico spazio

“Dopo” arriveranno ricordi, storie, memorie – è facile immaginarlo.  Ma adesso come ci si può comportare per far sì che la convivenza sia il più serena possibile? Non è facile condividere una casa con tutte le attività e gli impegni chiesti ai componenti della famiglia, riorganizzando il ritmo e la scansione della giornata, senza poter uscire.

Come evidenzia Save the Children, che propone molti approfondimenti sul tema del coronavirus e dei bambini, «tutto ad un tratto si rompono i ritmi della quotidianità, si perdono le abitudini, si sovverte la gestione delle giornate e soprattutto non si può uscire di casa se non per motivi necessari. Interi nuclei familiari si sentono così spinti da un necessario e complesso bisogno di riassestamento per far fronte a esigenze diverse raggruppate sotto lo stesso tetto. Una delle grandi difficoltà sta nelle necessità differenti di genitori e figli: il lavoro, la cura della casa, la scuola e il gioco si fondono in un unico spazio e in un tempo complementare».

Una nuova routine

La convivenza della famiglia in quarantena parte giocoforza dall’organizzazione di un nuovo modo di vivere, di una nuova routine che di volta in volta può essere allentata o calibrata ma che serve avere in mente per non perdere la bussola.

«Diventa così prioritario – dice ancora Save the Children – inventare un nuovo modo di vivere; mamme e papà si organizzano subito con calendari giornalieri per riuscire a far felici tutti, almeno in parte. In questa fase è fondamentale non riempire allo stremo il tempo ma cercare di seguire una routine il più possibile simile a quella precedente; svegliarsi e fare colazione, lavarsi il viso e mettersi la crema, dirsi buongiorno, insomma sostenere un modo di vivere pieno ma non sovraccaricato».

Famiglia in quarantena: spiegare ai bambini cosa sta succedendo

I bambini non devono rimanere all’oscuro di quello che accade. Non capirebbero e potrebbero provare un’ansia ancora più grande. Per questo il suggerimento principale è quello di spiegare loro cosa sta accadendo, nei modi più adatti alla loro età, con semplicità.

Spiega l’Unicef: «I bambini hanno diritto a essere informati su ciò che avviene nel mondo e gli adulti hanno al tempo stesso la responsabilità di preservarli dall’inquietudine. Occorre dunque usare un linguaggio appropriato per l’età, osservarne le reazioni, essere sensibili al loro livello di ansia. Se non siete in grado di rispondere alle loro domande, non tirate a indovinare. Usate piuttosto questa opportunità per andare insieme alla ricerca di risposte».

 

 

 

Bisogna dunque prendersi del tempo per spiegare. Dal web arrivano diversi consigli e spunti, sotto forma di letture e di video, per spiegare ai bambini nel modo più semplice e comprensibile possibile, senza veicolare paura. Alcuni video spiegano con un linguaggio facile (come “Il Coronavirus spiegato ai bambini”, un video cartoon semplice con un linguaggio facile da guardare insieme ai più piccoli). Altri con una filastrocca aiutano i bambini a lavarsi le mani in modo corretto (“Dobbiam lavare le mani”). E chi meglio di un bambino può trovare le parole giuste per spiegare il coronavirus? “Il Coronavirus spiegato ai bambini dai bambini” è un video che unisce divertimento e regole utili.

Altra cosa da fare è proporre diversi tipi di attività: giochi creativi, lettura, cucina, musica e movimento, attività che permettono ai bambini di trovare stimoli e ai genitori di sperimentare possibilità nuove con i figli.

Genitori e quarantena, crearsi un proprio spazio

Fra i consigli per la famiglia in quarantena c’è anche la necessità per gli adulti di crearsi un proprio spazio, un rifugio, un tempo dedicato per ricaricarsi. Anche gli adulti hanno bisogno dei loro spazi, devono riuscire a estraniarsi un po’ e concedersi del tempo per la musica, per la lettura, per mantenere una routine un po’ più simile a quella precedente all’emergenza.

«Gli adulti impareranno a fare i conti con i loro limiti, cercando di non mortificarsi – spiega Save the Children –Per cui se un giorno siamo stati maggiormente presi dal lavoro, incollati alla scrivania e non abbiamo trascorso il tempo di qualità che volevamo con nostro figlio possiamo perdonarci, impegnandoci a non fare lo stesso domani. È difficile per tutti, con pesi e modalità diversi, ma è come se fossimo diventati tutti “famiglie vulnerabili” perché oggi la vulnerabilità non è più soltanto sociale e/o economica e quindi di interesse solo di alcuni ma è diventata “umana” e quindi ci coinvolge tutti e non possiamo non considerarlo».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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