cibo italiano

Export made in Italy, accordo Cia-Alibaba.com

Made in Italy come chiave di risposta alla crisi dell’economia durante la pandemia. Nel cambiamento dei consumi che gli italiani stanno affrontando per il Covid-19 entra forse ancor più di prima l’italianità dei prodotti.

Nel nuovo carrello della spesa dei consumatori, con più farina e lievito, più surgelati e multipack, più prodotti a lunga conservazione per fare una buona scorta, c’è una crescente attenzione per l’italianità. L’acquisto di prodotti made in Italy, che già rappresentava un fattore di scelta rilevante, viene visto ora come elemento importante dall’82% degli italiani.

Nel dettaglio, per il 53% degli italiani è molto importante e per il 29% abbastanza importante, mentre solo una percentuale del 13% considera questa scelta poco o per niente importante.

 

 

 

Made in Italy, importante per otto su dieci

A dirlo è un sondaggio fatto qualche giorno fa nell’ambito dell’Osservatorio Coronavirus nato dalla collaborazione tra SWG e Area Studi Legacoop per testare opinioni e percezioni della popolazione.

«Oltre l’80% degli italiani – sintetizza Legacoop – considera importante acquistare solo prodotti made in Italy per sostenere la nostra economia in questa fase di grande difficoltà legata all’emergenza Covid-19».

Dice il presidente di Legacoop Mauro Lusetti: «La richiesta di sostegno ai prodotti delle filiere del made in Italy che sale dall’opinione pubblica è univoca. In questa fase di emergenza drammatica è evidente che i cittadini, che sono sia consumatori sia lavoratori, percepiscono il rischio di un arretramento del Paese ma pure le possibili risposte. Le nostre sensazioni al riguardo erano corrette, e anche per andare incontro a questo sentiment stiamo predisponendo proposte concrete a sostegno delle produzioni e delle filiere nazionali».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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