madre e figlio

Mamme e Covid, le conseguenze della pandemia sulle madri

Mamme sempre più equilibriste nell’era Covid. Alle prese col lavoro da casa, col lavoro in casa, con la didattica a distanza, la lavatrice, la cura dei figli e la riunione su Meet, per oltre sette su dieci il carico di lavoro è aumentato. Le mamme durante la pandemia sono state messe a dura prova, fra smart working (per chi ha potuto) e necessità di destreggiarsi fra cura della famiglia e cura della casa. Mamme e Covid non vanno d’accordo perché la situazione di emergenza ha reso ancor più difficile la maternità in Italia.

Save the Children ha approfondito le condizioni della maternità in Italia nel rapporto “Le Equilibriste: la maternità in Italia 2020”. Ci si è aggiunto il Covid e la situazione si è fatta ancora più critica, se si considera che si partiva già da condizioni piuttosto complicate, fra cui la carenza di una rete per la prima infanzia, la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia, il gap fra Nord e Sud.

 

vignetta
Le vignette, realizzate da Maria Chiara Gianolla, contenute anche nel Rapporto: Le Equilibriste. La maternità in Italia 2020. ©Maria Chiara Gianolla per Save the Children

 

Madri equilibriste e Covid

Se si guarda in avanti, verso la prossima fase di uscita dalla pandemia, le madri lavoratrici rischiano di essere le più penalizzate. Di dover scegliere se lasciare il lavoro. Didattica a distanza e cura dei bambini preoccupano molto.

«Con l’avvio della fase tre, le più penalizzate rischiano di essere le madri lavoratrici, circa il 6% della popolazione italiana – dice Antonella Inverno, Responsabile Politiche per l’infanzia di Save the Children – Con la mancata riapertura dei servizi per la primissima infanzia molte donne, soprattutto quelle con retribuzioni più basse e impiegate in settori dove è necessaria la presenza fisica, rischiano di dover decidere di non rientrare al lavoro, aggravando la già difficile situazione dei livelli occupazionali femminili italiani. Per quelle che invece potranno lavorare in smart working, è forte il rischio di un carico eccessivo di lavoro e di cura».

«Non è solo la chiusura dei servizi per la prima infanzia a preoccupare le madri, ma anche la gestione della didattica a distanza, che soprattutto per le scuole primarie, necessita di un continuo supporto da parte di un adulto a casa, e soprattutto la gestione del carico emotivo dei figli, ancora oggi dimenticati dalla politica nella fase della ripartenza – prosegue –  E’ necessario adottare al più presto un Piano straordinario per l’infanzia e l’adolescenza, che metta al centro i diritti dei minorenni, perché le famiglie non devono essere lasciate sole ad affrontare le sfide educative e sociali che la crisi sanitaria ha imposto».

Maternità difficile

Davanti alla pandemia, c’è un paese in cui la maternità non è per niente facile. Le madri spesso sono costrette a rinunciare alla carriera professionale (tra i 25 e i 54 anni solo il 57% delle madri risulta occupata rispetto all’89,3% dei padri) e non possono appoggiarsi ad una rete per la prima infanzia (solo il 24,7% dei bambini frequenta un servizio socio-educativo per la prima infanzia).

Le madri spesso ammettono di aver modificato qualche aspetto della propria attività lavorativa per cercare di conciliare lavoro e vita privata. La scelta di ridurre l’orario di lavoro riguarda infatti il 18% delle donne e solo il 3% degli uomini.

Il lavoro di cura grava quasi esclusivamente sulle donne. E con l’emergenza Covid la situazione è diventata più difficile, soprattutto per i 3 milioni di lavoratrici con almeno un figlio piccolo (con meno di 15 anni), circa il 30% delle occupate totali (9 mln 872 mila).

 

vignetta
©Maria Chiara Gianolla per Save the Children

 

Mamme e Covid, tutto pesa sulle loro spalle

Quarantena, fase 2, smart working, didattica a distanza. Le mamme in pandemia sono diventate ancor più equilibriste. Da un’analisi elaborata da da Save the Children sui questionari somministrati dall’Associazione Orlando a quasi 1000 mamme emergono le principali difficoltà incontrate dalle donne.

Quasi la metà delle intervistate (44,4%) stia proseguendo la propria attività lavorativa in modalità agile. Ma tutto si fa nello stesso spazio, senza avere una postazione di lavoro. Delle mamme che lavorano in smart working, infatti, «solo il 25,3% ha a disposizione una stanza separata dai figli e compagni/e/mariti dove poter lavorare, mentre quasi la metà (42,8%) è costretta a condividere lo spazio di lavoro con i familiari».

Per tre mamme su quattro, il 74,1%, in questo periodo il carico di lavoro domestico è aumentato, sia per la cura di figli, o anziani, o persone non autosufficienti, sia per le attività quotidiane di lavoro casalingo – dalla spesa alla lavatrice, dalle pulizie alla preparazione dei pasti. Fra le donne che hanno dichiarato un aumento del carico domestico, il 43,9% dichiara un forte aumento, mentre il 30,2% lo considera aumentato di poco.

In ogni caso in famiglia «le mamme continuano ad avere netta la sensazione che tutto “pesi sulle loro spalle”: solo per una mamma su cinque la situazione di emergenza ha rappresentato un’occasione per riequilibrare la ripartizione del lavoro di cura e domestico con le altre persone che vivono insieme a lei (19,5%)».

Le conseguenze della crisi Covid sulle mamme

L’isolamento forzato durante la crisi Covid ha messo in difficoltà le mamme. Le principali criticità che hanno vissuto sono state la lontananza dai propri affetti (nel 21,7% dei casi), la limitazione di attività legate al benessere personale (15,4%) e il peso di lavoro di cura dei figli minori (14%), che hanno prevalso addirittura sull’isolamento forzato (13,9%) e sulla paura del contagio (11,3%). A preoccupare sono stati inoltre i problemi economici (8%), i conflitti in casa (6,7%) e il rischio di perdita del lavoro (6,3%).

La situazione è stata ancora più difficile per i genitori single, in gran parte mamme (302 mila madri contro 47 mila papà) che hanno dovuto gestire tutto da sole. E poi ci sono state le donne che hanno avuto un figlio in questo periodo, una stima di circa 70 mila neomamme che, oltre alle preoccupazioni usuali, si sono dovute confrontare anche con la paura del virus, i pericoli del contagio e tutti i dubbi e i timori possibili.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)