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Parrucchieri ed estetisti, le regole per la ripartenza

Il conto alla rovescia è ormai iniziato e a partire dal 18 maggio si allenteranno molte misure di contenimento della pandemia. Riapriranno via via parrucchieri ed estetisti, ma le regole per la ripartenza faranno sì che per i clienti sarà un’esperienza molto diversa da quella che erano abituati a vivere. Tutto dovrà essere fatto previa prenotazione e indicando in anticipo il trattamento che si vuole fare.

Si entrerà dal parrucchiere uno una volta. Ci dovranno essere almeno due metri di distanza fra le postazioni di lavoro. Dove possibile, si lavorerà con le porte aperte.

Si prevedono orari di lavoro flessibili (con la possibilità di aprire anche domenica e lunedì) e deroghe ai giorni di chiusura. Le mascherine saranno obbligatorie per tutti. Gli ambienti dovranno essere sanificati ogni giorno. Nei centri estetici, però, saranno vietati sauna, bagno turco e vasche idromassaggio.

Parrucchieri e centri estetici, le indicazioni per la ripartenza

Le indicazioni arrivano dal Comitato tecnico scientifico che ha approvato il documento tecnico elaborato dall’Inail e dall’Istituto superiore di sanità, dunque le raccomandazioni sulle strategie di prevenzione da adottare per il contenimento del nuovo Coronavirus nei servizi dei parrucchieri e degli altri trattamenti estetici, in vista della ripresa delle attività dopo la fase di lockdown.

Le norme, spiegano dall’Inali, potranno essere riviste sulla base del trend epidemiologico.

«Non si tratta di disposizioni vincolanti – dice il presidente dell’Inail, Franco Bettoni – ma di contributi di carattere scientifico, che contengono analisi del rischio per settori specifici di attività, per cui forniscono ipotesi di modulazione delle misure di contenimento del contagio già note, anche attraverso criteri per l’individuazione di misure di prevenzione e protezione».

 

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Salone di bellezza, come ripartire in sicurezza

 

Orari flessibili, postazioni a distanza di 2 metri

Fra le misure di prevenzione, spiega l’Inail, c’è «la possibilità di consentire deroghe ai giorni di chiusura, l’estensione degli orari di apertura dei locali e una razionalizzazione degli spazi tale da permettere il distanziamento, anche attraverso la realizzazione di aree di attesa all’esterno, consentendo ove possibile l’occupazione del suolo pubblico in deroga. Per garantire la sostenibilità delle attività quotidiane, è necessaria una buona programmazione di tutte le attività e dei tempi medi dei trattamenti, che andrebbero predeterminati già al momento della prenotazione, per ottimizzare i tempi di attesa e prevenire ogni forma di affollamento. La distanza minima tra le postazioni dovrebbe essere di almeno due metri ed è preferibile lavorare con le porte aperte».

Mascherina obbligatoria, preferiti i pagamenti elettronici

È obbligatorio l’uso delle mascherine di comunità sia da parte del personale che da parte dei clienti dall’ingresso nel locale, ad eccezione del tempo che serve per i trattamenti che non rendono possibile indossarla.

È preferibile, inoltre, fare ricorso a grembiuli e asciugamani monouso. Se riutilizzabili, devono essere lavati ad almeno 60 gradi per 30 minuti.

Le norme contengono anche indicazioni che entrano nella relazione col cliente. Durante le attività, si legge, bisogna «privilegiare la conversazione con il cliente tramite lo specchio e svolgere le procedure rimanendo alle spalle del cliente in tutti i casi possibili».

Quando si va a pagare, «è opportuno evitare di maneggiare il denaro contante, privilegiando i pagamenti elettronici».

 

manicure

 

Dispenser e igienizzanti

All’ingresso del negozio e vicino alle postazioni di lavoro vanno messe soluzioni disinfettanti e dispenser con igienizzanti per le mani. Bisogna sanificare dopo ogni trattamento l’area di lavoro e gli strumenti utilizzati (come forbici e pettini). Vanno disinfettate con frequenza le superfici comuni, come maniglie e Pos, e vanno puliti giornalmente con prodotti specifici spogliatoi e servizi igienici.

Dove ci sono finestre, queste devono rimanere sempre aperte. Le linee guida chiedono di «garantire un ricambio d’aria regolare e sufficiente nei locali di lavoro favorendo, in ogni caso possibile, l’aerazione naturale anche mantenendo la porta di ingresso aperta».

Centri estetici, niente vapore

Nei centri estetici si lavora spesso nelle cabine, che vanno tenute chiuse durante il trattamento e poi pulite scrupolosamente. Ma non si potranno fare trattamenti col vapore.

«Nel contesto dell’attuale emergenza sanitaria – si legge nelle linee guida – dovranno essere adottate specifiche misure soprattutto per le operazioni di cura del viso, incluse quelle di micropigmentazione; in particolare, per i trattamenti del viso che implicano l’uso di vapore, si devono prevedere, ove possibile, operazioni alternative. Tali trattamenti potranno essere effettuati solo in locali fisicamente separati, che devono essere arieggiati al termine di ogni prestazione. Sono inibiti, ove presenti, l’uso della sauna o del bagno turco, come anche quello delle vasche idromassaggio».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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