Serve il green pass nelle aree ristorazione degli hotel? I dubbi rimangono
Serve il green pass nelle aree ristorazione degli hotel? Ancora non è chiaro
Se lo chiedono i consumatori e i turisti. Serve il green pass nelle aree ristorazione degli hotel? Una risposta ufficiale ancora non c’è. UNC: “È una vergogna che, a meno di 14 ore dall’entrata in vigore dell’obbligo del green pass, ancora nessuno abbia chiarito se sia necessario anche per i servizi di ristorazione interni agli alberghi”
Serve il green pass nelle aree ristorazione degli hotel? Ebbene, non è ancora chiaro. La domanda è stata sollevata da consumatori ed esercenti e attiene al fatto che da domani il green pass servirà per ristoranti e bar qualora il consumo sia al tavolo e al chiuso, mentre è escluso per le strutture ricettive.
Ma per le aree ristorazione delle strutture ricettive? Di più: cosa accadrà per i bambini over 12, che rientrano nella campagna vaccinale ma non si sono vaccinati e sono in vacanza con genitori muniti di green pass? Come funzionerà nelle aree ristorazione e colazione degli hotel? Dovranno esibire un tampone? La domanda era arrivata anche alla nostra redazione. E una risposta ufficiale ancora non c’è.

UNC: ancora mistero sul green pass nelle aree ristorazione degli alberghi
Sulla questione torna oggi l’Unione Nazionale Consumatori, che stigmatizza l’assenza di indicazioni chiare a poche ore dall’entrata in vigore dell’obbligo.
«È una vergogna che, a meno di 14 ore dall’entrata in vigore dell’obbligo del green pass, ancora nessuno abbia chiarito se sia necessario anche per i servizi di ristorazione interni agli alberghi – dice il presidente dell’UNC Massimiliano Dona – Gli italiani sono già in vacanza o stanno per partire nel prossimo week-end e quelli che, magari loro malgrado, non hanno ancora potuto vaccinarsi non sanno se dovranno fare tamponi ogni 48 ore, trasformando le vacanze in un ricovero ospedaliero, oppure no».
Cosa dice il decreto legge
Poco chiara è in pratica l’applicazione del decreto legge e dell’eccezione prevista per gli alberghi.
Spiega Dona: «Abbiamo subito chiesto al Governo di chiarire se l’art. 3 del decreto legge n. 105 del 23 luglio 2021 vale anche per gli alberghi, ma dopo 13 giorni tutto tace. Forse si chiarirà nel Consiglio dei ministri di questo pomeriggio, decisamente troppo tardi. Almeno nei mesi passati si rimediava ai decreti e ai Dpcm sul Covid scritti con i piedi con le Faq pubblicate sul sito del Governo, ora non si fa più nemmeno questo e la pagina è praticamente in bianco aggiornata, si fa per dire, al decreto del 22 aprile, nonostante poi sia arrivato quello del 18 maggio e quello del 23 luglio, per non contare i Dpcm. È imbarazzante».
Il decreto legge n. 105 del 23 luglio 2021, all’art. 3, prevede che, a far data dal 6 agosto 2021, è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi COVID-19, l’accesso a una serie di attività fra le quali i “servizi di ristorazione svolti da qualsiasi esercizio, di cui all’articolo 4, per il consumo al tavolo, al chiuso”.
L’art. 4 richiamato, relativamente agli orari, prevede per gli alberghi la seguente eccezione: “Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti, che siano ivi alloggiati”.
«Va chiarito, quindi, se l’eccezione prevista per i servizi di ristorazione degli alberghi, prevista attualmente solo per il coprifuoco, si estende anche al green pass», dice l’UNC.
Green pass e confusione
Nell’attesa è facile immaginare la confusione di chi ha prenotato la vacanza in un albergo o in un villaggio turistico. Segnalazioni sono arrivate anche a Help Consumatori. Anche i villaggi turistici sembrano infatti un problema. Un lettore ci ha ad esempio segnalato che deve prenotare una vacanza ad agosto in un villaggio in pensione completa che ha il ristorante al chiuso. La struttura ha risposto che il green pass non serve ma il turista ha ricevuto informazioni diverse dalle agenzie di viaggio. A quanto pare, un chiarimento ufficiale ancora manca.

