Disturbi alimentari nei giovani. Domani la Giornata del fiocchetto lilla (Foto George Dolgikh per Pexels)

I disturbi alimentari sono condizioni di salute mentale complesse che possono colpire individui di qualsiasi età. Tuttavia, spesso si manifestano durante l’adolescenza e la giovane età adulta, rendendo questa fascia demografica particolarmente vulnerabile. Basti pensare che solo nel nostro Paese i disturbi legati all’alimentazione sono in aumento, con esordio sempre più precoce tra i 12 e i 17 anni; e in alcuni casi, anche prima verso gli 8-9 anni.

La Giornata nazionale del fiocchetto lilla si celebra ogni anno il 15 marzo e serve a sensibilizzare l’opinione pubblica sui disturbi alimentari promuovendo un intervento e un trattamento preventivo in quanto, ad oggi, una persona su 5 nel mondo e una su 3 in Italia soffre di Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione (DAN).

La Giornata nazionale del fiocchetto lilla rappresenta lo sforzo collettivo. Il fiocchetto lilla, simbolo di consapevolezza e solidarietà promuove la comprensione e favorisce il sostegno a coloro che sono sulla via della guarigione.

Comprendere i disturbi alimentari: i dati aggiornati

I disturbi alimentari comprendono una serie di condizioni, tra cui l’anoressia nervosa, la bulimia nervosa, il disturbo da alimentazione incontrollata e altre ancora. Sebbene spesso associati a un disagio fisico sono fondamentalmente disturbi psicologici con profonde ramificazioni emotive.

In occasione della Giornata Nazionale del Fiocchetto Lilla la SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza) dichiara: “L’esordio dei disturbi legati all’alimentazione riguarda nella maggior parte dei casi l’età evolutiva, in particolare adolescenza e preadolescenza. A tutti questi disturbi viene riconosciuta una genesi primariamente psichiatrica. È la mente la prima a soffrire anche se in questi casi la sofferenza psichica si esprime con il comportamento alimentare alterato e quindi la sofferenza del corpo rappresenta l’espressione finale di un dolore psichico altrimenti indicibile.”

L’impatto sui giovani

I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione affliggono oltre 55 milioni di persone in tutto il mondo, oltre 3 milioni di persone in Italia, pari a circa il 5% della popolazione: l’8-10% delle ragazze e lo 0,5-1% dei ragazzi soffrono di anoressia o bulimia (Dati Osservatorio ABA e ISTAT).

Secondo i dati emersi da una recente ricerca a cura dell’Istituto Superiore di Sanità, sui Centri in Italia del Servizio Sanitario Nazionale dedicati ai disturbi del comportamento alimentare, su oltre 8000 utenti, il 90% è di genere femminile rispetto al 10% di maschi; il 59% dei casi ha tra i 13 e 25 anni di età, il 6% ha meno di 12 anni. Rispetto alle diagnosi più frequenti, l’anoressia nervosa è rappresentata nel 42,3% dei casi, la bulimia nervosa nel 18,2% e il disturbo di binge eating nel 14,6%.

Nella società odierna, dove prevalgono standard di bellezza irrealistici e i social media esacerbano il confronto e l’insoddisfazione corporea, i giovani sono particolarmente suscettibili a soffrire di disturbi alimentari. La pressione a conformarsi a ideali irrealistici può alimentare modelli alimentari disordinati e contribuire all’insorgenza di queste condizioni debilitanti.

 

Disturbi del comportamento alimentare e Giornata nazionale del Fiocchetto Lilla (Foto di Karolina Grabowska da Pixabay)

 

L’importanza dell’intervento precoce

Negli ultimi tre anni, la pandemia da SARS-CoV-2 ha avuto un forte impatto sull’incidenza dei disturbi legati all’alimentazione, sul tasso di ospedalizzazione e sulla gravità della sintomatologia. È stato riscontrato, infatti, un peggioramento dei sintomi tipici dei disturbi dell’alimentazione, di ansia e depressione. Nel 51% dei casi sono stati registrati sintomi riferibili alla sfera alimentare nel periodo post Covid (terzo lockdown).

“Negli ultimi anni – interviene il Prof. Renato Borgatti, Direttore della Struttura Complessa Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Fondazione Mondino IRCCS di Pavia, Università di Pavia e membro SINPIA – queste patologie colpiscono sempre di più e con un aumento preoccupante negli anni successivi alla pandemia da Covid19, e presto, soprattutto le ragazze, con esordio sempre più precoce, anche prima della preadolescenza. Tale dato rende imprescindibile un modello terapeutico incentrato sulla famiglia e che coinvolga figli e genitori in modo massiccio e continuativo dalla fase di consultazione fino al termine della riabilitazione”.

L’intervento precoce quindi è fondamentale. Riconoscendo tempestivamente i segni e i sintomi, le persone possono accedere a un trattamento e a un supporto adeguati, aumentando le probabilità di guarigione e riducendo il rischio di complicazioni a lungo termine.

Fare la differenza

“In un’epoca in cui i nostri giovani sono bombardati da valori estetici e prestazionali spesso irraggiungibili sui social network – conclude la Dott.ssa Elisa Colombi, Direttore della SC di Neuropsichiatria Infantile ASL CN2 Ospedale di Verduno Alba e Coordinatrice della Sezione Epidemiologia ed Organizzazione dei servizi di NPIA di SINPIA – i disturbi alimentari diventano espressione dell’ambiente culturale in cui viviamo oltre che sintomo di una sofferenza soggettiva e di un’aspirazione alla perfezione che può diventare malattia. In quest’ottica le strategie preventive devono essere incentrate non solo sull’educazione alimentare ma soprattutto alla promozione della salute psichica e del benessere globale dei nostri bambini e ragazzi e delle loro famiglie”.

In occasione della Giornata nazionale del fiocchetto lilla, quindi, ci sono numerosi modi in cui i singoli possono contribuire alla causa. Educare sé stessi, ad esempio, è il primo step verso la consapevolezza, prendendo il tempo necessario per conoscere i disturbi alimentari, i loro sintomi e le opzioni terapeutiche disponibili.

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