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Farmacie in pandemia, oggi il rapporto di Cittadinanzattiva

Le farmacie in pandemia si sono mosse fra carenza di mascherine e possibilità di nuovi servizi. Fra difficoltà nel reperire mascherine, termometri e disinfettanti (specialmente nell’emergenza) e capacità di rispondere alle domande dei cittadini sul contagio e sulle “fake news” che circolavano in gran quantità.

Nonostante le difficoltà, le farmacie in pandemia sono state percepite come un “luogo sicuro” da parte dei cittadini (anche perché si erano organizzate con erogatori di gel disinfettante, accessi contingentati, barriere in plexiglass) dove trovare informazioni utili. Più di un cittadino su quattro si è rivolto al farmacista di fiducia per sapere come comportarsi in caso di sospetto Covid, uno su dieci ha chiesto lumi al farmacista per smascherare informazioni false e fake news nelle quali si era imbattuto.

Le farmacie in pandemia, viste dai farmacisti e dai cittadini, sono al centro del III Rapporto annuale sulla farmacia, “Il ruolo delle farmacie e la loro relazione con i cittadini nell’emergenza Covid-19”, presentato oggi da Cittadinanzattiva (in collaborazione con Federfarma e con il contributo incondizionato di Teva). Il documento si basa su un’indagine fatta fra luglio e ottobre di quest’anno, cui hanno risposto Hanno risposto 633 farmacie e 664 cittadini.

 

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I cittadini si sono rivolti alle farmacie per avere informazioni corrette

 

Le farmacie in pandemia, viste dai farmacisti

Nella fase 1 dell’emergenza la stragrande maggioranza delle farmacie (l’86,3%) non ha modificato i propri orari di apertura ma le criticità non sono mancate.

Il 10,4% delle farmacie ha infatti fornito il servizio a “battenti chiusi”. Spesso sono state le farmacie più piccole, situate nelle aree in cui si sono registrate maggiori disagi per l’elevato numero di contagi. Alcune hanno dovuto tagliare servizi a causa dell’emergenza: il 15,6% delle farmacie ha sospeso gli screening, il 9,6% il monitoraggio di alcuni parametri di salute, l’8,8% i test/esami diagnostici di base, il 7,9% le prestazioni fornite in farmacia da altri professionisti sanitari. Tutto questo soprattutto per ridurre le situazioni di possibile contagio.

C’è stato però anche a un potenziamento delle prestazioni erogate: più della metà delle farmacie (63%) ha fornito nuovi servizi, soprattutto consegna a domicilio, assistenza telefonica/consulenza, possibilità di ordinare/prenotare farmaci e altri prodotti da ritirare in farmacia.

 

Farmacie in pandemia e carenza di mascherine

Uno dei principali problemi affrontato nella fase acuta dell’emergenza è stata la carenza di mascherine e presidi medici. All’inizio erano introvabili.

Nella fase 1, infatti, il 90% delle farmacie ha avuto difficoltà nell’approvvigionarsi delle mascherine, l’86% di termometri, saturimetri e alcool, il 73% ha registrato carenze di gel disinfettante e il 66% di guanti. Il 44,4% dei cittadini, nella prima fase, ha avuto difficoltà a reperire in farmacia le mascherine a prezzo calmierato.

 

Le farmacie in pandemia viste dai cittadini

Per i cittadini le farmacie sono rimaste un punto di riferimento e un posto dove cercare informazioni corrette. Comprensibile, considerata la confusione e la ridda di informazioni scorrette e fuorvianti circolate in grande quantità durante l’emergenza. Per i cittadini le farmacie erano comunque un posto garantito dal punto di vista della sicurezza (oltre nove su dieci le risposte in tal senso). Ma ai farmacisti è stato chiesto di più.

Il 26,4% dei cittadini, dice l’indagine di Cittadinanzattiva, si è rivolto al proprio farmacista di fiducia per chiedere lumi su come comportarsi in caso di manifestazione di sintomatologia sospetta Covid-19. E le risposte ottenute sono valutate buone o molto buone sempre (97% dei casi).

La proliferazione di fake news riguardanti possibili rimedi farmacologici (e non) contro il Covid-19, prosegue Cittadinanzattiva, ha fatto sì che anche un 10,4% delle persone che hanno risposto alla survey è caduto in questa trappola: in queste circostanze, in un caso su due si sono rivolte al farmacista per avere chiarimenti ritenuti il più delle volte (85,3%) molto di aiuto.

 

Nuovi servizi per il futuro delle farmacie

Fra i nuovi servizi che guardano al presente e al futuro c’è di sicuro la ricetta elettronica e dematerializzata.

Per il 66,5% dei farmacisti ha portato vantaggi, quasi il 90% pensa che dovrebbe diventare la prassi e il 90% dei cittadini è d’accordo, anche perché quasi otto su dieci l’hanno usata attraverso posta elettronica o sms. Oltre sei farmacie su dieci hanno aumentato la consegna dei farmaci a domicilio durante la pandemia.

Un quadro interessante viene anche dalla prospettiva di fare in farmacia test sierologici e vaccinazioni. Il 66,4% dei farmacisti si dice favorevole alla possibilità di fare in farmacia vaccinazioni e test sierologici, soprattutto per la vaccinazione antinfluenzale (99%) e per la futura vaccinazione anti Covid-19 (77,4%). Il 66,2% delle farmacie si dichiara disponibile anche allo svolgimento di test sierologici per il Covid-19.

I cittadini si mostrano favorevoli (nel 63% dei casi) alla possibilità di vaccinarsi in farmacia oltre che di svolgere test sierologici (i pareri favorevoli sono il 77,6%).

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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