irrogazione pesticidi

Il regolamento dell’Unione europea che ha portato all’autorizzazione del glifosato è valido. Perché «non sussiste alcun elemento tale da inficiare la validità del regolamento sui prodotti fitosanitari».

È quanto ha stabilito oggi la Corte di giustizia dell’Unione europea, che si è pronunciata sulla validità del regolamento e sulla sua compatibilità con il principio di precauzione. Le norme procedurali che si possono applicare all’autorizzazione dei prodotti fitosanitari, nel caso in questione i prodotti con glifosato, sono dunque ritenute valide. Una pronuncia che sicuramente farà discutere, viste le preoccupazioni e le denunce di cui il glifosato è oggetto da tempo.

 

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Il caso: attivisti ambientali vs Roundup

La Corte è stata chiamata in causa del Tribunale penale di Foix, Francia, che ha sollevato la questione relativa alla compatibilità del regolamento sui prodotti fitosanitari col principio di precauzione, perché investito di una causa che riguardava il reato contestato a vari attivisti ambientali.

Questi, componenti del gruppo «Faucheurs volontaires anti OGM ariègeois» (mietitori volontari anti OGM dell’Ariège), sono accusati di aver danneggiato bidoni di diserbante con glifosato, il «Roundup», in locali commerciali situati nelle città di Pamiers, Saint-Jean du Falga e Foix (Francia).

Il Tribunale ha espresso dubbi sul regolamento perché, secondo la sua interpretazione, le norme danno al fabbricante del prodotto da immettere sul mercato una discrezionalità troppo ampia per quanto riguarda l’individuazione della «sostanza attiva», prevedono che le analisi e le valutazioni contenute nel fascicolo siano fornite dal fabbricante, in assenza di controanalisi indipendente e di pubblicità sufficiente, non garantiscono una presa in considerazione sufficiente della presenza di più sostanze attive in un medesimo prodotto e del possibile «effetto cocktail» e non garantiscono lo svolgimento di test sufficienti per quanto riguarda la tossicità a lungo termine.

La Corte: nessun errore di valutazione nelle norme

La Corte, da parte sua, ha stabilito che le norme che riguardano l’immissione sul mercato di prodotti fitosanitari non sono viziate da un “errore manifesto di valutazione” riguardo a diversi aspetti. Sono dunque valide.

Ad esempio quando si parla dell’effetto cocktail, la Corte dice che «le procedure di autorizzazione di un prodotto fitosanitario devono necessariamente includere una valutazione non solo degli effetti propri delle sostanze attive contenute in tale prodotto, ma anche degli effetti cumulativi di dette sostanze e dei loro effetti cumulativi con altri componenti di detto prodotto. Il regolamento sui prodotti fitosanitari non è, quindi, viziato da un errore manifesto di valutazione neanche sotto tale profilo».

I test di valutazione

Norme valide anche per quanto riguarda il fatto che i test di valutazione siano forniti dal richiedente. La Corte ricorda che lo Stato che riceve la domanda deve eseguire una valutazione indipendente alla luce delle conoscenze scientifiche; sottolinea il ruolo dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) che interviene con una decisione che tiene conto delle conoscenze scientifiche e tecniche attuali; ricorda ancora che la Commissione europea può riesaminare l’approvazione di una sostanza attiva in qualunque momento se, alla luce delle nuove conoscenze, questa potrebbe non soddisfare più i criteri di approvazione.

Per la Corte, dunque, «il regolamento sui prodotti fitosanitari non è viziato da un errore manifesto di valutazione neppure nella parte in cui prevede che i test, gli studi e le analisi necessari ai fini delle procedure di approvazione di una sostanza attiva e di autorizzazione di un prodotto fitosanitario siano forniti dal richiedente, senza imporre sistematicamente lo svolgimento di una controanalisi indipendente».

La tossicità

Via libera infine per quanto riguarda l’accesso alle informazioni. Per la Corte «il regime istituito dal legislatore dell’Unione per garantire l’accesso del pubblico agli elementi dei fascicoli di domanda rilevanti ai fini di valutare i rischi derivanti dall’uso di un prodotto fitosanitario non è viziato da un errore manifesto di valutazione».

In tema di tossicità, infine, la Corte dichiara che spetta alle autorità competenti, quando esaminano la domanda di autorizzazione di un prodotto fitosanitario, «verificare che gli elementi forniti dal richiedente, tra i quali si collocano al primo posto i test, le analisi e gli studi relativi al prodotto, siano sufficienti a escludere, alla luce delle conoscenze scientifiche e tecniche attuali, il rischio che detto prodotto presenti una cancerogenicità o una tossicità di tal genere».

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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