32 milioni di italiani hanno utilizzato un integratore alimentare nell’ultimo anno, segno tangibile della maggiore attenzione alla cura di sé.

Dall’ultima indagine GfK per FederSalus, condotta su 6.347 individui rappresentativi della popolazione italiana dai 18 anni in su, emerge che l’universo dei prodotti conosciuti e utilizzati è estremamente ampio e articolato. Mediamente una persona consuma oltre 2 tipologie diverse di integratore (2,5 in media): principalmente vitamine, sali minerali, tonici/energizzanti, fermenti lattici, prodotti per le difese immunitari ma anche prodotti più specifici per la prevenzione cardiovascolare, ossa e articolazioni, per l’ansia e i disturbi del sonno, per la memoria, il controllo peso, menopausa e prostata, disturbi intestinali ed altri integratori per la prevenzione e la gestione di piccoli disturbi.

farmaciNell’ultimo anno, il mercato degli integratori alimentari ha raggiunto i 2,8 miliardi di euro, per un totale di quasi 200 milioni di confezioni vendute. Il 92% del valore di mercato è appannaggio del canale farmacia dove i principali integratori interessano l’area delle vitamine e minerali, del benessere intestinale, del benessere cardiovascolare, del benessere delle vie respiratorie e difese naturali, del riposo e benessere mentale e dell’area urogenitale.

L’integratore alimentare oggi da un lato è riconosciuto come strumento utile di prevenzione primaria e di gestione delle cronicità, dall’altro, è visto come strumento destinato a portare benefici tangibili in termini di sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale.

L’invecchiamento della popolazione e le cronicità ad esso connesse rappresentano la grande sfida nella programmazione del Sistema Sanitario. Gli italiani over 65, infatti, arriveranno a costituire nel 2050 oltre il 33% della popolazione. Inoltre, il costo pro capite per il SSN di un senior è quasi 3 volte superiore il costo di un cittadino intorno ai 40 anni.

Le soluzioni che possono essere messe in campo per fronteggiare questa tendenza sono legate alla promozione di stili di vita sani e di una corretta alimentazione in un’ottica di investimento, per garantire il benessere collettivo. Gli integratori alimentari costituiscono uno strumento valido in questa direzione, rappresentando oggi una grande risorsa non solo per la salute della popolazione, ma anche per la sostenibilità economica del servizio sanitario. Promuovere la prevenzione anche attraverso l’utilizzo degli integratori alimentari vuol dire infatti diminuire i costi per cure e ricoveri futuri.

“L’integratore”, afferma Isabella Cecchini, Direttrice Dipartimento Ricerche sulla Salute di GfK, “risponde in modo allargato alla domanda emergente di salute e prevenzione delle persone: viene utilizzato non solo in un’ottica di rinforzo o recupero dell’organismo dopo un periodo di stanchezza o malattia, ma anche per promuovere il benessere, migliorare le proprie prestazioni fisiche e mentali e prevenire e risolvere disturbi”.

All’immagine tradizionale dell’integratore legata soprattutto a vitamine e minerali, si affianca un’idea più moderna e allargata dell’integratore inteso come prodotto a base di nutrienti, principi attivi utili per il funzionamento dell’organismo, strettamente connessa alla promozione del benessere e alla prevenzione. Nella percezione comune l’integratore è adatto a tutti: adulti, anziani, bambini, donne e uomini. Condivisa dai 2/3 degli utilizzatori l’idea che si tratti di prodotti sicuri ed efficaci.

Medico e farmacista sono i principali interlocutori del mercato, il loro consiglio riveste un ruolo essenziale per orientare il consumatore nella scelta dell’integratore. I medici, in particolare, hanno un ruolo più influente soprattutto per quanto riguarda quelle aree connesse alla prevenzione primaria, quindi legate al mantenimento delle condizioni di benessere, e per evitare la comparsa di malattie. Il consiglio del farmacista è invece prevalente in quelle aree legate ai disturbi lievi.

Qualità e innovazione sono due fattori imprescindibili del settore”, afferma Andrea Costa, Presidente FederSalus. “È importante che l’identità assunta oggi dall’integratore alimentare venga riconosciuta a Roma e a Bruxelles e che le Istituzioni prendano consapevolezza di un comparto che investe e innova contribuendo attivamente alla crescita del sistema Paese”.

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