Oggi la Giornata mondiale per la lotta all’Aids (fonte immagine Pixabay)

Oggi è la Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids. I progressi nella riduzione delle nuove infezioni da HIV, nell’aumento dell’accesso alle cure e nell’eliminazione dei decessi correlati all’AIDS stanno rallentando, dice l’UNAids, il programma delle Nazioni Unite su HIV/Aids.

Nel 2021 ci sono state nel mondo 1 milione e mezzo di nuove infezioni da HIV. Ci sono 38,4 milioni di persone al mondo che vivono con l’Hiv (fra questi 1 milione e 700 mila bambini) e 650 mila persone sono morte per malattie legate all’AIDS. Sempre nel 2021, circa 5,9 milioni di persone non sapevano di convivere con l’HIV. L’analisi delle Nazioni Unite in vista della Giornata mondiale contro l’AIDS rivela che le disuguaglianze stanno ostacolando la fine dell’AIDS.

 

 

 

Giornata contro l’Aids, Italia: molte diagnosi tardive

Qual è la situazione in Italia? Ci sono 3 nuovi casi di HIV ogni 100 mila residenti, l’incidenza è in diminuzione e al di sotto della media europea. La prima causa di trasmissione sono i rapporti sessuali e sono molte le diagnosi tardive, dice l’Istituto Superiore di Sanità.

Nel 2021, le nuove diagnosi di infezione da HIV sono state 1.770, pari a tre nuovi casi per 100.000 residenti. Un’incidenza che pone l’Italia al di sotto della media osservata tra gli Stati dell’Unione Europea (4,3 nuovi casi per 100.000).

L’infezione risulta più diffusa tra i maschi, nella fascia di età 30-39 anni ed è attribuibile per oltre l’80% dei casi ai rapporti sessuali. Ancora in troppi (63%) scoprono l’infezione quando questa è in fase avanzata. È questo il quadro che viene fuori dall’aggiornamento della sorveglianza nazionale delle nuove diagnosi di infezione da HIV e dei casi di AIDS al 31 dicembre 2021, curato dal Centro Operativo AIDS (COA) dell’ISS.

L’incidenza segue un trend in costante discesa: dal 2012, da quando la sorveglianza ha copertura nazionale, si osserva una diminuzione delle nuove diagnosi di HIV, più evidente dal 2018, con un declino ulteriore negli ultimi due anni, per tutte le modalità di trasmissione. I dati relativi al 2020 e al 2021 hanno risentito dell’emergenza Covid-19 che potrebbe aver comportato una sottodiagnosi e/o una sottonotifica.

Dal 2015 è aumentata la quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (con bassi CD4 o in AIDS): nel 2021, 3/4 dei maschi eterosessuali (75,9%) e circa 2/3 delle femmine (62,4%) sono stati diagnosticati con CD4<350 cell/µL. Oltre 1/3 delle persone con nuova diagnosi scopre di essere HIV positivo a causa della presenza di sintomi o patologie correlate all’HIV (39,8%). Altri motivi per fare il test sono stati: rapporti sessuali senza preservativo (16,6%), comportamenti a rischio non specificati (9,4%), accertamenti per altra patologia (6,9%), iniziative di screening/campagne informative (6,2%). Le incidenze più alte sono state registrate in Lazio, Valle d’ Aosta, Toscana, Emilia Romagna.

I casi di AIDS

Dall’inizio dell’epidemia (1982) a oggi sono stati segnalati 72.034 casi di AIDS, di cui 46.874 deceduti entro il 2019. Nel 2021 sono stati diagnosticati 382 nuovi casi di AIDS pari a un’incidenza di 0,6 nuovi casi per 100.000 residenti.

L’incidenza di AIDS è in costante diminuzione. Il numero di decessi in persone con AIDS rimane stabile ed è pari a poco più di 500 casi l’anno, prosegue l’ISS:

La proporzione di persone con nuova diagnosi di AIDS che ignorava la propria sieropositività e ha scoperto di essere HIV positiva nel semestre precedente la diagnosi di AIDS è aumentata nel 2021 (83%) rispetto al 2020 (80,8%).

Nel 2021, il 76,4% delle persone diagnosticate con AIDS non aveva ricevuto una terapia antiretrovirale prima della diagnosi di AIDS.


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