“Una farmacia per tutte le età, una farmacia per tutti”: è lo slogan che campeggia sul sito di Cosmofarma, l’evento dedicato agli operatori del settore farmaceutico, che ha aperto oggi i battenti a Bologna. Domani mattina sarà presentato il Portale Federfarma, uno strumento con cui le farmacie potranno offrire al paziente “una porta di accesso ai servizi sanitari e socio-sanitari disponibili sul territorio: in prima battuta sarà possibile usufruire di prestazioni diagnostiche in telemedicina; in tempi stretti verranno poi messe e disposizione prestazioni professionali di tipo infermieristico o fisioterapico”, ha annunciato la Federazione dei titolari di farmacia.
Con questa iniziativa, Federfarma vuole rispondere alla domanda di salute della popolazione, che diventa più articolato per l’aumento delle persone anziane, della disabilità e dei malati cronici. “Da una parte i tagli alla spesa del SSN obbligano le famiglie a pagare di tasca propria prestazioni ma raramente esiste sufficiente informazione su quello che offre il territorio – spiega Federfarma – Dall’altra, le esigenze di sostenibilità del servizio sanitario rendono necessario spostare il baricentro dell’assistenza dall’ospedale al territorio con l’obiettivo di utilizzare meglio le risorse e rispondere alle esigenze dei malati che, quando possibile, sono contenti di poter essere curati efficacemente a casa, continuando a vivere in famiglia”.
La “farmacia dei servizi”, in quest’ottica, rende le farmacie erogatrici di servizi amministrativi quali prenotazione di visite specialistiche e di esami diagnostici, pagamento del ticket e ritiro dei referti; fonti di servizi di informazioni, come campagne di educazione sanitaria e di prevenzione; servizi logicistici che comprendono la consegna di farmaci a domicilio, le medicazioni e le iniezioni in farmacia.
A livello di spesa farmaceutica convenzionata (quella che passa dalle farmacie sul territorio) dai dati Federfarma risulta che questa, nel 2013, è diminuita del 2,5% rispetto all’anno precedente, mentre continua ad aumentare (più 2,6%) il numero di ricette. Secondo Federfarma, “il calo della spesa farmaceutica convenzionata netta è dovuto ai ripetuti tagli dei prezzi dei medicinali, alle varie trattenute imposte alle farmacie, al crescente impatto dei medicinali equivalenti a seguito della progressiva scadenza di brevetti e a interventi adottati a livello regionale come l’aumento della distribuzione di medicinali acquistati dalle ASL (distribuzione diretta o distribuzione per conto)”.
Aumentano i costi sostenuti dai cittadini e le quote di partecipazione a loro carico, conseguenza “degli interventi regionali sui ticket e del crescente ricorso dei cittadini ai medicinali di marca più costosi, con pagamento della differenza di prezzo rispetto all’equivalente di prezzo più basso, a seguito delle polemiche sull’efficacia dei medicinali generici e sulla sostituzione da parte del farmacista del medicinale prescritto dal medico con un equivalente tra quelli di prezzo più basso”.


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