Un buon passo in avanti per la qualità di vita dei pazienti cronici e rari. E oltre all’albo nazionale dei Direttori Generali, si garantisca l’effettiva valutazione del loro operato e risorse adeguate per  il Servizio Sanitario Nazionale: questo il giudizio complessivo di Cittadinanzattiva nei confronti delle novità in tema di sanità approvate nell’ultimo Consiglio dei Ministri. I provvedimenti prevedono fra l’altro che per i malati cronici, più di 14 milioni di persone che rappresentano il 24% degli assistiti dal Servizio Sanitario Nazionale, vengano allungati i tempi di validità delle ricette, dai 60 giorni attuali a 180 giorni.
Afferma Tonino Aceti, coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva: “L’adozione della nuova ricetta per i pazienti cronici è una  misura positiva perché va incontro alle necessità di semplificazione di una categoria di cittadini che da tempo segnaliamo essere alle prese con il peso eccessivo della burocrazia, come dimostrano per esempio l’attesa di un anno per l’invalidità civile, per la legge 104 o per l’erogazione delle protesi e ausili. La misura avrà riflessi positivi anche per i medici di famiglia, perché vengono alleggeriti dalla attività amministrativa, chiediamo però che si impegnino a  investire questo tempo recuperato nell’attività di presa in carico dei pazienti. Ricordiamo comunque – ha continuato Aceti – che la migliore attività di semplificazione per tutti i cittadini, e non solo i pazienti cronici, consisterebbe nel voler mettere in campo finalmente una efficace lotta alle liste di attesa, che rappresentano ad oggi uno dei principali ostacoli non solo all’accesso, ma addirittura alla cura delle patologie”.
Il decreto legge approvato presenta anche novità sui direttori generali, che dovranno essere iscritti in un elenco tenuto dal Ministero della Salute e aggiornato con cadenza biennale e dovranno possedere titoli professionali specifici, avere frequentato uno specifico corso universitario di formazione in gestione sanitaria. I direttori nominati dovranno garantire obiettivi di gestione, i livelli essenziali di assistenza, l’equilibrio di bilancio e i risultati del programma nazionale valutazione esiti.
“Rispetto alla norma sulla nomina dei Direttori Generali delle ASL, su cui ci sarebbe un dichiarato passo indietro delle nomine di carattere politico – ha aggiunto Aceti – accogliamo favorevolmente la decisione di investire sulle effettive capacità amministrative e manageriali di una figura fondamentale per il servizio pubblico. Garantire alte capacità su tutto il territorio nazionale è sicuramente importante. Va però sottolineato come sia fondamentale anche prevedere una effettiva valutazione dell’operato dei DG, su cui vanno coinvolte le associazioni dei pazienti, e che vadano messi nelle migliori condizioni, anche economiche,  per il raggiungimento degli obiettivi prefissati, ad esempio con la previsione di risorse sufficienti al reale fabbisogno della sanità italiana”.

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