vaccinazione anti covid

A distanza di più di un anno dalla scoperta del nuovo coronavirus ci troviamo ancora oggi in piena pandemia anche se fortunatamente, complice la bella stagione, i contagi almeno nel nostro Paese, sembrano andare nella direzione giusta e decrescono in maniera costante di giorno in giorno. Di primo acchito potrebbe sembrare un film già visto, ma se osserviamo bene il contesto è diverso se si considera la campagna di vaccinazione anti covid -19 in essere che più passa il tempo più prende piede e comincia a dare i suoi frutti.

 

vaccino coronavirus
Accesso universale ai vaccini per fermare la pandemia

 

Da Wuhan alla pandemia

Era il 31 dicembre 2019 quando la Commissione Sanitaria Municipale di Wuhan (Cina) segnalava all’Organizzazione Mondiale della Sanità la diffusione di un cluster di casi di polmonite atipica di origine virale verificatisi nella città cinese di Wuhan evidenziando che la maggior parte dei casi aveva un legame epidemiologico con il mercato di Huanan Seafood, nel sud della Cina, un mercato all’ingrosso di frutti di mare e animali vivi.

Dopo pochi giorni veniva identificato e sequenziato il nuovo coronavirus, e disegnata la “carta di identità” di un virus che avrebbe fatto la storia e cambiato le vite di tutti a livello globale. Nasceva infatti una nuova era, che coincideva con la nascita di una nuova malattia virale denominata come COVID-19 in grado di trasmettersi da persona a persona.

E così dopo un primo lockdown di massa cinese avvenuto nella città di Wuhan e la visita in Italia di una coppia di cinesi affetti da SARS-CoV2, il virus arriva anche nel nostro Paese. Dal “paziente zero” individuato intorno alla fine di febbraio 2020 si creano diversi focolai che di fatto denotano l’inizio della epidemia italiana e danno il via alla cosiddetta “prima ondata” importante in termini di contagi, con un “decorso” travolgente che porterà a un primo severo lockdown nazionale cui nel tempo, cui ne sono seguiti altri di diversa entità. Nel frattempo a marzo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), a causa di una diffusione repentina del virus devenuta irreversibile e fuori controllo, dichiara uno stato di pandemia globale.

L’avvio delle vaccinazioni

Da allora la storia è nota ai più, sia a livello nazionale che mondiale. Tra il susseguirsi di seconda e terza ondata (a fine ottobre 2020 e marzo-aprile 2021 in Europa) più o meno importanti, aperture e chiusure delle Regioni a seconda del colore assegnato in relazione ai contagi in essere, ulteriori strette e weekend rossi, coprifuoco, l’arrivo delle varianti e soprattutto dei vaccini anti covid, l’unica vera arma a disposizione oltre alle misure di igiene, di distanziamento e dei dispositivi di protezione individuale che hanno cambiato il nostro modo di relazionarsi.

Disorientati dal clamore del virus, si è partiti un po’ in sordina con le vaccinazioni nonostante alcune prime sperimentazioni di vaccini siano state avviate già da marzo 2020.

Ma è a dicembre 2020 che si ottengono le prime risposte dalla Food and Drug Administration statunitense (FDA) e dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) sulle autorizzazioni di due vaccini entrambi con tecnologia a mRNA sviluppati da Pfizer BioNTech e da Moderna, strumenti indispensabili nel contrasto alla pandemia globale COVID-19.

I vaccini oggi disponibili in Italia

A oggi, in seguito alle autorizzazioni delle Autorità di regolazione che operano ciascuna per propria competenza a diverso livello (FDA, EMA ed AIFA), nel nostro Paese sono disponibili diverse tipologie di vaccini contro il COVID-19: a vettore virale sono Vaxzevria (ex COVID-19 Vaccine AstraZeneca) e COVID-19 Vaccine Janssen; a tecnologia a mRNA sono Pfizer mRNABNT162b2 (Comirnaty) e COVID-19 Vaccine Moderna mRNA -1273.

La campagna vaccinale vera e propria è partita il 27 dicembre scorso a seguito dell’approvazione, da parte dell’EMA (European Medicines Agency) del primo vaccino anti COVID-19 e dopo una fase iniziale, limitata in relazione al numero di dosi consegnate, si sta implementando sempre di più. L’obiettivo è di garantire una copertura vaccinale all’intera popolazione, secondo un ordine di priorità, che tenga conto del rischio di malattia, dei tipi di vaccino e della loro disponibilità. Raggiungere una immunità tale da proteggere il singolo vaccinato dalla malattia e bloccare la catena dei contagi e la conseguente propagazione della pandemia. E’ però solo dalla metà di marzo scorso che viene diffuso il Piano vaccinale del Commissario straordinario per l’esecuzione della campagna vaccinale nazionale. Il Piano, elaborato in piena armonia con il Piano strategico nazionale del Ministero della Salute, fissa le linee operative per completare al più presto la campagna vaccinale.

La vaccinazione anti-Covid in Italia

Sul tema della vaccinazione in generale e della vaccinazione anti covid in particolare Cittadinanzattiva ha un occhio molto sensibile e attento. Lo dimostrano le attività di monitoraggio costante che svolge tramite l’Osservatorio sul federalismo in sanità e tramite l’area di tutela che di recente ha condotto una indagine dedicata alla vaccinazione anti Covid-19 dalla quale è emersa nel nostro Paese una frammentazione generalizzata tra ritardi, differenze regionali e informazioni carenti e confuse che contribuiscono a generare un clima di incertezza.

Dai risultati della indagine di Cittadinanzattiva a oggi sono stati fatti numerosi passi in avanti basti pensare alle numerose attività messe in campo per implementare la campagna di vaccinazione in senso ampio, dalle “notti bianche” agli “open day” vaccinali, realizzati in ordine sparso in diverse Regioni.

Al netto di tutte le problematiche che hanno riguardato alcuni vaccini sia in termini di tempistiche di somministrazione della seconda dose vaccinale, sia in termini di autorizzazioni connesse alle reazioni avverse possibili o concrete, stando ai dati del Report Vaccini Anti COVID-19 del Ministero della Salute, al 19 maggio 2021 risultano effettuate nel nostro Paese un totale di 28.382.984 somministrazioni vaccinali, di cui 9.049.348 (il 15,27% della intera popolazione) hanno completato il ciclo vaccinale.

Dai dati pubblicati nel Report del Ministero, è possibile osservare come rispetto ai ritardi e alle disuguaglianze registrate in precedenza anche dalla indagine di Cittadinanzattiva, sulla campagna vaccinale in corso oggi le Regioni misurano un dato perlopiù omogeneo che esprime una percentuale pari al 94.2%” relativa ai vaccini eseguiti sulle dosi totali consegnate.

Se prima era evidente un gap di risultato in termini di tutela della salute e di prevenzione contro il coronavirus, oggi lo stesso sembra essere stato recuperato tanto da riallineare le Regioni che all’incirca fino a un mese prima sembravano andare in ordine sparso ciascuna attuando il proprio piano vaccinale.

In partenza le farmacie

Un ruolo fondamentale lo avranno anche le farmacie. Grazie a un accordo multi-stakeholder siglato con il Ministro della Salute, nei prossimi giorni partirà anche la “campagna” vaccinale all’interno delle farmacie che sarà possibile per un target di cittadini di età compresa tra i 18 e i 60 anni che, in assenza di particolari patologie non rientrano in categorie particolarmente vulnerabili. Chi vorrà accedere a questa possibilità potrà recarsi direttamente in farmacia e richiedere l’appuntamento. In alcune Regioni inoltre, sarà possibile anche vaccinarsi presso il proprio medico di famiglia.

In sintesi dunque, si può affermare che seppur con non poche difficoltà, oggi la campagna vaccinale anti covid è finalmente entrata a pieno regime riuscendo a garantire maggiori tutele anche per i più fragili e vulnerabili. L’auspicio per il prossimo futuro è che si possa continuare a percorrere questa strada virtuosa per raggiungere in tempi certi gli obiettivi di tutela della salute che sono alla base del nostro vivere quotidiano e della nostra Carta costituzionale.

Scrive per noi

Claudia Ciriello
Claudia Ciriello
Claudia Ciriello, cittadina attiva, da sempre dalla parte dei più deboli. Da anni impegnata in Cittadinanzattiva a tutela dei cittadini in particolare per l'area consumatori.E' stata responsabile del settore delle politiche della Conciliazione e del settore delle telecomunicazioni.Oggi si occupa anche dell'area salute.

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