Würstel mangiati crudi, il caso della listeriosi e la difficoltà dei consumatori di saperne di più (foto pixabay)

Würstel mangiati crudi e contaminati da Listeria. Questa la causa di focolaio di listeriosi alimentare che va avanti da mesi, in diverse regioni d’Italia, e che avrebbe causato tre decessi e una sessantina di persone intossicate secondo il Fatto Alimentare, che ha avuto modo di visionare i documenti del  Sistema di allerta rapido europeo (Rasff).

La notizia legata al consumo di würstel crudi contaminati da Listeria monocytogenes «è passata quasi inosservata, anche se è scattato l’allarme in molte catene di supermercati», scrive Roberto La Pira sul Fatto Alimentare, che sta seguendo da vicino la vicenda. Inizialmente si parlava di sei vittime, poi il numero è stato aggiornato. Come evidenzia l’Ansa, dal 2020 a oggi risultano tre persone decedute e 66 casi clinici di listeriosi identificati in Italia. I decessi, prosegue l’Ansa citando fonti del Ministero della Salute, si sono verificati a dicembre 2021, marzo 2022 e giugno 2022 in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e tutti hanno riguardato persone immunocompromesse o particolarmente fragili.

Il caso della listeriosi

La testata ripercorre la vicenda e racconta che i cartelli con i richiami sono apparsi nei punti vendita il 23 settembre ma senza l’indicazione del marchio dei prodotti ritirati, ma solo con quella dell’azienda produttrice. Per il consumatore è stato da subito difficile capire quali fossero le marche interessate. A volte per risalire alle confezioni bisognava controllare il bollo europeo (Bollo CE IT 04 M CE) e la procedura non è scontata né immediata.

Non fa chiarezza, in effetti, neanche la nota del Ministero della Salute. Il 23 settembre infatti il Ministero pubblica una lunga comunicazione nella quale fa il punto sul focolaio di listeriosi alimentare e sulla contaminazione di alimenti da parte del batterio listeria monocytogenes. La listeria è un batterio che può contaminare latte, verdura, formaggi molli, carni poco cotte, insaccati poco stagionati e si trasmette soprattutto per via alimentare. Bambini e adulti sani raramente sviluppano una malattia grave mentre la Listeria è pericolosa per persone fragili e debilitate, immunodepresi e donne in gravidanza.

«Le verifiche, effettuate dal gruppo di lavoro istituito dal Ministero della Salute per fronteggiare la diffusione del batterio, hanno rilevato una correlazione tra alcuni dei casi clinici e la presenza del ceppo di Listeria ST 155 in wϋrstel a base di carni avicole prodotti dalla ditta Agricola Tre Valli – IT 04 M CE. La presenza è stata confermata anche da campionamenti effettuati presso lo stabilimento – scrive il Ministero della Salute – L’azienda ha avviato tutte le misure a tutela del consumatore con il ritiro dei lotti risultati positivi (1785417 e 01810919) e, in applicazione del principio di massima precauzione, di tutti quelli prodotti prima del 12 settembre 2022. Ha inoltre messo in atto una comunicazione rafforzativa di quanto già indicato sui prodotti direttamente nei punti vendita».

Listeriosi e consumo di würstel crudi

La causa più probabile della listeriosi alimentare è il consumo di würstel crudi di carne avicola di diversi marchi. Ma a questa conclusione non si è arrivati subito.

«La notizia, che ilfattoalimentare ha avuto modo di consultare, è stata diffusa dal servizio di allerta europeo in un report di 72 pagine. Ma per arrivare a scoprire ‘il colpevole’ la strada è stata lunga e tortuosa, e ha coinvolto anche un innocente formaggio, ingiustamente accusato per settimane di essere la causa del focolaio», scrive la testata.

Cosa è accaduto? A settembre scatta il ritiro precauzionale di tutti i prodotti commercializzati fino al 12 settembre con diversi marchi. Il Fatto alimentare cita i würstel Töbias di Eurospin (ritirati dagli scaffali già a fine agosto e poi ancora a settembre), Golo, Wurs, Pavo, Salchichia, AV5, Salumeo di Lidl e, forse il più noto, Wudy Aia. Il problema riguarderebbe almeno tre tipi di würstel Wudy Aia (Classico, Formaggio e Classico snack) con data di scadenza dal 20 settembre 2022 al 5 dicembre 2022.

Nella sua nota, il Ministero della Salute avverte del focolaio di listeriosi ma non riporta un elenco dettagliato dei prodotti richiamati o da non consumare senza cottura. E questo certamente rappresenta un problema per i consumatori. Nel caso specifico dei würstel, l’etichetta presente sulla confezione indica che vanno cotti prima di essere consumati ma questa procedura probabilmente è stata saltata da molti consumatori.

«Un numero di vittime e di persone coinvolte così elevato è da collegare alla cattiva abitudine molto diffusa di mangiare i würstel crudi», scrive La Pira. In effetti sulle confezioni è scritto che il prodotto va consumato previa cottura. Allo stesso tempo, è facile immaginare che molti, soprattutto in estate, abbiano saltato questo passaggio e mangiato i würstel senza cuocerli.

La nota dell’Azienda agricola Tre Valli

Nel frattempo, il 23 settembre, l’Azienda Agricola Tre Valli chiamata in causa dal Ministero ha diramato una nota in cui informa del ritiro “volontario e precauzionale” di alcuni lotti di würstel prodotti durante l’estate.

«Agricola Tre Valli desidera informare che è stata avviata ormai da diversi giorni una procedura volontaria di ritiro di alcuni lotti di wurstel di propria produzione. La società cooperativa ha attivato la procedura di concerto con le Autorità Competenti esclusivamente a titolo precauzionale, in quanto l’erronea conservazione del prodotto e il mancato rispetto delle indicazioni di cottura riportate in etichetta potrebbero rendere l’alimento non idoneo al consumo sotto l’aspetto microbiologico».

«Considerata anche l’estate di caldo straordinario appena trascorsa e la possibilità che i prodotti in questione, una volta acquistati, possano essere stati trasportati, conservati impropriamente e poi consumati non seguendo le indicazioni riportate in etichetta, Agricola Tre Valli ha deciso di avviare questa attività cautelativa per ragioni prudenziali e a maggior tutela del consumatore. Il ritiro riguarda esclusivamente quanto prodotto e rimasto in commercio dopo l’estate, identificabile con il bollo CE IT 04 M e data di scadenza fino al 5 dicembre 2022 compreso».

L’azienda afferma poi che «allo stato attuale, tutte le analisi in autocontrollo effettuate dall’azienda sui medesimi lotti oggetto del ritiro e i campioni ufficiali effettuati sul territorio dalle Autorità Competenti danno un esito microbiologico assolutamente in linea e conforme con le indicazioni normative vigenti. Si coglie l’occasione infatti per ricordare che i prodotti oggetto del ritiro sono da ritenersi idonei per il consumo se conservati adeguatamente e consumati previa cottura, come indicato sulle confezioni in etichetta. Si precisa che questo ritiro precauzionale e su base volontaria si riferisce esclusivamente ad alcuni lotti di prodotto e non riguarda in nessun modo tutti gli altri prodotti in commercio».


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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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