Ed è subito stangata 2023. Le famiglie dovranno sborsare quasi 2400 in più l’anno (fonte immagine Pixabay)

Ed è subito stangata 2023. I rincari che le famiglie si troveranno a dover affrontare nel nuovo anno raggiungono quasi 2400 euro in più nei 12 mesi, fra aumenti degli alimentari, delle tariffe di luce e gas, dei trasporti e di tutte le voci che compongono le spese di famiglia. Dopo un 2022 all’insegna dei rincari, afferma Federconsumatori, le stime degli aumenti per l’anno alle porte non lasciano presagire nulla di buono. Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, l’impatto del 2023 sui conti delle famiglie sarà un aggravio di spesa stimato in 2.384,42 euro annui. La stangata 2023, appunto.

 

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Stangata 2023, le previsioni di Federconsumatori

L’andamento al rialzo, spiega l’associazione, è trainato dall’aumento dei costi dei beni energetici, che incidono fortemente sui costi di trasporto e produzione, e quindi sui prezzi al consumo di beni e servizi. La stima è che il rialzo del costo di luce e gas durerà a fasi alterne per tutto l’anno e «sarà aggravato, da aprile, con la cessazione prevista dal Governo delle misure di sospensione degli oneri di sistema, determinando ricadute insostenibili sui bilanci delle famiglie – dice Federconsumatori – Per questo sosteniamo la conferma del mercato tutelato insieme alla riforma del metodo tariffario».

Le previsioni parlano di un forte rialzo anche per i costi che gli italiani sosterranno nel settore alimentare, su cui grava un’inflazione che non si vedeva dagli anni Ottanta. Non mancano all’appello gli aumenti delle tariffe del servizio idrico, quelle nel campo della ristorazione e dei trasporti.

Secondo le stime dei rincari che Federconsumatori prevede per il 2023, sugli alimentari ci saranno aumenti di circa 684 euro, oltre il 9% in più; 295 euro in più serviranno per i trasporti, sui quali gravano rincari del 5,30%.

I rincari sulle tariffe di luce e gas sono quelli che pesano di più, oltre 880 euro con un aumento percentuale del 38,40%. Oltre 42 euro in più (più 6,20%) se ne andranno per le tariffe dell’acqua. Più 102 euro per prodotti e servizi per la casa, con un aumento del 3,20%. Rincarano tutte le voci esaminate dall’associazione, dai servizi bancari alle tariffe dei professionisti, dalle prestazioni sanitarie (più 3,90%) ai costi della scuola (più 4,30%) a quelli della ristorazione, per un totale di quasi 2400 euro in più l’anno che le famiglie si troveranno a pagare.

“Serve lotta a disuguaglianze”

«La stangata in arrivo si abbatterà pesantemente sulla situazione già precaria di molte famiglie, ragion per cui si rende sempre più urgente e necessario un maggiore impegno del Governo in direzione del sostegno ai meno abbienti e della lotta alle crescenti disuguaglianze, anziché i tagli e le limitazioni previste nella legge di bilancio – commenta Federconsumatori – Vanno in questo senso alcune delle misure che da tempo rivendichiamo, come la sospensione dei distacchi per morosità delle utenze di luce e gas, la garanzia per la rateizzazione lunga delle bollette, l’aumento, su base progressiva, dell’importo dei bonus sociali, il Fondo contro la povertà energetica e la rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo».

«Appare evidente, infatti, che di fronte ad aumenti di questa portata, lo stanziamento per la carta risparmio spesa e la sterilizzazione degli oneri di sistema fino a fine marzo non sono sufficienti ad aiutare efficacemente le famiglie – afferma Michele Carrus, presidente di Federconsumatori – È indispensabile, in tal senso, reperire nuove risorse, anzitutto da un serio contrasto all’evasione e con una riforma fiscale che tassi di più le rendite e i grossi patrimoni e di meno il lavoro e le pensioni; poi attraverso la tassazione fino anche al 100% dei superprofitti oltre una soglia accettabile fatti dalle aziende energetiche, ma introducendo una tassazione anche sugli extraprofitti realizzati dalle società che operano nei settori creditizio, finanziario, farmaceutico e nell’e-commerce. Misure contro la speculazione che sarebbe giusto rendere stabili, non temporanee».


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