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Gli eventi meteo estremi sono sempre più frequenti

Gli eventi meteo estremi sono aumentati. Continuano ad aumentare. Di fronte a quanto sta accadendo in Sicilia e in Calabria, con l’allerta rossa per il maltempo e il conto delle vittime destinato ad aumentare, «non sono ammessi più ritardi», dice Legambiente.

Dall’inizio di quest’anno ai primi di ottobre si contano già 113 eventi estremi fra allagamenti, trombe d’aria ed esondazioni. I comuni colpiti sono poco meno di un centinaio. A dirlo è l’Osservatorio nazionale Città Clima di Legambiente, costretto ad aggiornare ancora i suoi dati. E a confermare l’aumento di eventi meteo estremi segnalato anche nel 2020, anno che ha segnato 239 eventi estremi, un dato in aumento rispetto ai 186 eventi del 2019, con 20 vittime.

I dati raccolti e aggiornati dall’Osservatorio nazionale Città e Clima di Legambiente dicono che «dall’inizio del 2021 ai primi di ottobre nella Penisola si sono registrati 113 eventi estremi tra allagamenti dovuti a piogge intense, trombe d’aria, esondazioni fluviali e siccità che hanno provocato danni in 99 Comuni. Da segnalare inoltre 5 esondazioni fluviali e 60 casi di allagamenti».

Non c’è più tempo da perdere per affrontare la crisi climatica è dunque il mantra che ritorna, a pochi giorni fra l’altro dall’inizio della Conferenza dell’Onu sui cambiamenti climatici, la Cop26.

 

 

Crisi climatica, bisogna fare presto

«Il maltempo che in queste ore si è battuto sul Sud Italia, in particolare su Sicilia e Calabria, ci ricorda l’estrema urgenza di intervenire al più presto per contrastare la crisi climatica – dice il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani – Non sono ammessi più ritardi, l’Italia approvi subito un piano nazionale di adattamento al clima, come già hanno fatto gli altri paesi europei, e rafforzi il ruolo delle Autorità di distretto e il controllo sull’efficacia e la qualità dei progetti per una concreta opera di prevenzione del rischio idrogeologico e con risorse adeguate per la progettazione e realizzazione degli interventi, spendendo bene i soldi del Recovery Fund».

A pochi giorni dal G20 di Roma e dalla Cop26 di Glasgow, prosegue il presidente Legambiente, servono scelte precise e chiare. «Ad oggi continuiamo a rincorrere le emergenze senza una strategia chiara di prevenzione ed, inoltre, l’assenza di priorità e di una strategia di lungo corso riguarda anche il PNRR dove troviamo semplicemente un elenco di opere e di interventi. La crisi climatica va affrontata con consapevolezza, concretezza e condivisione».

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