Sono ancora in attesa dei fondi dello scorso anno, quelli che derivano dalle multe Antitrust verso le aziende. E sono preoccupate per la piega che le politiche consumeristiche hanno assunto durante questa legislatura. Continua ad agitarsi il mondo delle associazioni dei consumatori e, dopo la presa di posizione di Rete Consumatori Italia, oggi intervengono Adoc, Adusbef, Cittadinanzattiva, Federconsumatori e Lega Consumatori che insieme “esprimono forte preoccupazione in merito alle politiche del Governo relative alle tutele ed all’assistenza dei cittadini in materia consumeristica”.

È, infatti, dal 2016 che le strutture regionali delle Associazioni attendono lo stanziamento dei fondi che gli spettano, che risultano vitali per lo svolgimento delle attività a tutela dei cittadini – denunciano i Consumatori in una nota – Fondi che, non lo dimentichiamo, non provengono dalla fiscalità generale, bensì sono frutto delle multe comminate dall’Antitrust contro le aziende sanzionate per pratiche scorrette nei confronti dei cittadini consumatori. Tali somme, da sempre, sono destinate in parte alla realizzazione di campagne di informazione e assistenza rivolte ai cittadini, per renderli sempre più consapevoli, attenti e aggiornati sui loro diritti e sulle modalità per farli valere”. Altro tema oggetto di preoccupazione sono i tempi stretti di riassegnazione dei fondi per le strutture nazionali, che “rischiano di impedire l’effettivo utilizzo dei fondi stessi”.

Proseguono le associazioni: “Ci auguriamo, in tal senso, che venga rispettato l’impegno assunto dal Dirigente Generale del CNCU in direzione di una presentazione tempestiva della richiesta di riassegnazione dei fondi per il 2017 sia per le sedi regionali che per le strutture nazionali, nonché dell’ipotesi di una assegnazione compensativa per le regioni che hanno perso i fondi del 2016. Se tale operazione non sarà realizzata – concludono le associazioni – si darebbe luogo ad una duplice beffa nei confronti dei cittadini che, da un lato, sono già stati vittime dei comportamenti scorretti delle aziende e, dall’altro, vedrebbero decadere anche la possibilità di tutelare i propri diritti grazie al supporto delle Associazioni dei Consumatori”.

 

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