Giornata della Terra, Legambiente: città sotto una cappa di smog (Foto José Barbosa per Pexels)

Giornata della Terra, Legambiente: città sotto una cappa di smog

Nel primo trimestre 2024 ci sono 8 città fuorilegge per le polveri sottili. Legambiente in occasione della Giornata della Terra : “Cura e benessere della Terra passano prima di tutto da una buona qualità dell’aria”. In settimana il voto a Strasburgo delle nuove norme contro l’inquinamento atmosferico

Non si può restare in apnea, respirare è vivere”. Nella Giornata mondiale della Terra, in Italia lo smog continua ad attanagliare i territori e nei primi tre mesi dell’anno già ci sono 8 città “fuorilegge” per il superamento del limiti previsti per le polveri sottili. Le città italiane, denuncia Legambiente, sono sotto scacco dello smog. Mentre curarsi della Terra comprende la cura della qualità dell’aria – tema che fra l’altro sarà al centro della prossima revisione della direttiva europea sulla qualità dell’aria, che dovrebbe essere approvata questa settimana nella plenaria del Parlamento europeo.

“Cura della Terra passa da buona qualità dell’aria”

“La cura e il benessere della Terra passano prima di tutto da una buona qualità dell’aria – afferma Legambiente in occasione della Giornata mondiale della Terra – Per avere un Pianeta con aria pulita e città più vivibili e sane, serve un impegno collettivo che coinvolga nella lotta contro lo smog, non solo le istituzioni, ma anche i cittadini. Non si può restare in apnea, respirare è vivere. Ognuno di noi può dare il suo contributo scegliendo una mobilità e un’alimentazione sostenibile e contribuendo a più verde urbano in città”.

Inquinamento atmosferico e città “fuorilegge”

L’associazione porta in primo piano la crisi dell’inquinamento atmosferico, una vera cappa sulle città italiane e una minaccia alla salute.

Nel primo trimestre 2024, i dati sulla qualità dell’aria indicano che “da gennaio a marzo 2024 sono già 8 le città fuorilegge per le polveri sottili, avendo superato il limite previsto per il PM10 di 35 giorni in un anno solare con una media superiore a 50 microgrammi per metro cubo (µg/mc)”.

Sono nell’ordine Verona, Vicenza, Padova, Frosinone, Brescia, Cremona, Torino e Venezia.

I primi mesi dell’anno sono dunque stati caratterizzati da “picchi clamorosi di polveri sottili, con medie giornaliere ampiamente sopra i limiti normativi – aggiunge Legambiente – Il 69% delle centraline di monitoraggio analizzate (109 su un totale di 168 di cui si aveva il dato disponibile) hanno avuto almeno una giornata con una concentrazione superiore ai 100 µg/mc (contro il limite di legge giornaliero di 50 µg/mc) fino ad un massimo registrato di oltre 200 µg/mc; una concentrazione giornaliera elevatissima che non solo ha doppiato il limite consentito (in 23 delle 109 centraline addirittura triplicato!), ma che soprattutto si è ripetuta in più occasioni”.

«La situazione dell’inquinamento atmosferico nei primi 91 giorni del nuovo anno – ha detto Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – è davvero preoccupante. Per questo in occasione della Giornata mondiale della Terra vogliamo tornare sul tema della qualità dell’aria e chiedere a tutti un impegno collettivo. Serve un maggiore impegno e azioni concrete non più rimandabili, efficaci e ad ampio respiro, che vedano integrarsi politiche urbane, regionali e nazionali su temi trasversali legati ai principali settori emissivi come il traffico, l’agricoltura, il riscaldamento domestico e le industrie. Ma anche i cittadini – prosegue Zampetti – possono concretamente fare il proprio dovere e dare il buon esempio».

 

Inquinamento atmosferico, c’è l’accordo in Europa su limiti più severi (e la possibilità di rinviarli) (Foto di Jerzy Górecki da Pixabay)

 

Inquinamento atmosferico, il prossimo voto a Strasburgo

I dati sulla qualità dell’aria sono stati diffusi oggi anche in vista dell’ultima Plenaria in programma fino al 25 aprile a Strasburgo.

Nel calendario del Parlamento europeo c’è l’approvazione definitiva della nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria, sulla quale deputati e Consiglio hanno trovato l’accordo a febbraio.

L’accordo provvisorio, che sarà sottoposto a votazione finale mercoledì, stabilisce limiti e obiettivi più rigorosi entro il 2030 per molti degli inquinanti che hanno un grave impatto sulla salute umana, tra cui particolato (PM2.5, PM10), NO2 (anidride carbonica) e SO2 (anidride solforosa). Prevede inoltre che, in caso di violazioni delle nuove norme nazionali, le persone colpite da inquinamento atmosferico potranno intraprendere azioni legali e i cittadini potranno ricevere un risarcimento se la loro salute è stata danneggiata.

L’accordo prevede però la possibilità per gli Stati di chiedere un rinvio del termine per raggiungere gli obiettivi di qualità dell’aria, posticipandolo di una decina d’anni fino al 2040 se il rispetto della direttiva è considerato “irrealizzabile” per condizioni orografiche o climatiche particolari.

L’inquinamento atmosferico è una vera e propria emergenza e, ricorda il Parlamento, continua a essere la principale causa di morte prematura nell’Unione europea: alla cattiva qualità dell’aria e allo smog sono imputate 300 mila morti premature l’anno.


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