Oltre il 70% della superficie terrestre è ricoperta dagli oceani che ospitano l’80% della biodiversità mondiale e producono il 50% dell’ossigeno che respiriamo sulla Terra. Poche cifre che rendono l’idea di quanto sia importante questa risorsa per la vita del “Pianeta Blu”. Era il 1992, quando a Rio de Janerio fu istituita per la prima volta la Giornata Mondiale degli Oceani. Il motto di quest’anno, “Our Oceans, our future”, vuole sottolineare appunto l’importanza di preservarli.

Purtroppo, i nostri mari sono in crisi: in Europa il 60% delle risorse ittiche studiate è sovrasfruttato e nel Mediterraneo e nel Mar Nero la situazione è ancora più allarmante.

In occasione della Giornata mondiale degli Oceani, per sollevare l’attenzione e raccogliere dati e testimonianze dirette sull’inquinamento da plastica che affligge i nostri mari, Greenpeace lancia oggi dalla Spagna un tour di ricerca scientifica condotto dalla Rainbow Warrior. La nave toccherà nell’ordine anche Italia, Croazia, Grecia, per concludersi sulle coste bulgare del mar Nero.

Nel Mediterraneo circa il 96% dei rifiuti galleggianti è composto da plastica. Un problema che purtroppo non interessa solo la superficie del Mare Nostrum, dato che rifiuti in plastica sono stati ritrovati anche a più di 3 Km di profondità.

I livelli di accumulo di questo materiale nel Mediterraneo sono comparabili a quelli delle aree tropicali conosciute come “zuppe di plastica”. Per questo Greenpeace invita tutti a firmare una petizione rivolta ai governi europei, affinché si impegnino per la graduale eliminazione dei prodotti usa e getta in plastica, come bicchieri, posate e buste.

“Secondo alcune stime, ogni anno a livello globale dalle 192 nazioni costiere del Pianeta finiscono negli oceani tra i 4,8 e 12,7 milioni di tonnellate di plastica. Tutto ciò è semplicemente inaccettabile”, dichiara Serena Maso, campagna Mare di Greenpeace Italia. “Riciclare non basta a risolvere il problema dell’inquinamento da plastica, i governi dovrebbero prima di tutto dare priorità alla prevenzione del problema alla fonte, ad esempio riducendo gli imballaggi e i prodotti monouso, per poi puntare sul riutilizzo e infine sul riciclo”.

La nave Rainbow Warrior di Greenpeace sarà in Italia dal 22 giugno al 9 luglio. Il tour partirà da Genova, toccherà la Campania e si concluderà in Adriatico. Tanti gli eventi e le attività di informazione per i cittadini, organizzati con la collaborazione scientifica dell’Istituto di Scienze Marine del CNR di Genova, la Stazione Zoologica Anton Dohrn di Napoli e l’Università Politecnica delle Marche.

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