Informazione scientifica, Garante: attenzione alla privacy dei pazienti

Informazione scientifica, Garante: attenzione alla privacy dei pazienti

È necessario prestare particolare attenzione a pubblicazioni o divulgazioni scientifiche di studi clinici. Il paziente deve essere stato preventivamente informato, deve aver dato il suo consenso e i suoi dati devono essere stati opportunamente anonimizzati.

Lo ha ricordato il Garante Privacy, in tre diversi provvedimenti riguardanti un dottore, una Ausl e un’associazione di medici chirurghi, coinvolti nella pubblicazione online di documenti sulla salute di un paziente.

Informazione scientifica, il caso

Il caso di violazione dei dati personali (data breach) era stato segnalato al Garante da una Azienda sanitaria locale chiamata in causa da un paziente che, dopo essersi curato presso la struttura, aveva trovato fotografie e altre informazioni riferibili alla sua salute pubblicate sul sito di un’associazione medica. Tali documenti erano reperibili anche tramite comuni motori di ricerca.

Nel corso dell’istruttoria è emerso che un dottore, il quale aveva avuto in cura il paziente presso la Ausl, aveva scaricato documenti dell’interessato dagli archivi informatici dell’Azienda per poi utilizzarli per una relazione in un congresso medico. Aveva poi usato il materiale della presentazione per partecipare a un concorso gestito da un’associazione di chirurghi. Il suo lavoro scientifico era stato anche pubblicato in rete senza alcuna forma di ulteriore oscuramento.

Dai riscontri è infatti emerso che il dottore, pur essendo autorizzato ad accedere alla documentazione medica per finalità di cura, non aveva chiesto il consenso al paziente, né il permesso alla Ausl, di poterla utilizzare per informazione scientifica. Il medico – spiega ancora il Garante – non aveva neppure proceduto a effettuare a un’efficace anonimizzazione dei dati usati per le diapositive e la successiva relazione scientifica.

 

Informazione scientifica e privacy
Informazione scientifica e privacy

 

La posizione del medico coinvolto e la risposta del Garante

Durante l’istruttoria il dottore aveva provato a giustificare la diffusione della documentazione sanitaria sulla base del consenso rilasciato alla Ausl dal paziente, per il trattamento dei suoi dati per finalità di “indagine epidemiologica e ricerca scientifica”.

Ma “quello specifico consenso, peraltro rilasciato solo all’Azienda, non giustifica in ogni caso la divulgazione dei dati sanitari; e il dottore aveva trattato dati personali e documenti clinici al di fuori delle finalità di cura“, ha ricordato il Garante nel provvedimento.

Per tali motivi ha ricevuto dall’Autorità una sanzione di 5.000 euro.

Informazione scientifica e privacy, gli altri provvedimenti

L’associazione chirurgica che aveva pubblicato la relazione con i dati sanitari sul proprio sito, senza l’autorizzazione del dottore vincitore del premio, ha invece ricevuto una sanzione di 2.000 euro.

Nel terzo provvedimento, il Garante ha rilevato che la violazione dei dati causata dal medico si era verificata in quanto l’Azienda sanitaria non aveva adottato tutte le misure tecniche e organizzative volte a ridurre il rischio che il proprio personale, autorizzato ad accedere ai documenti clinici per finalità di cura, potesse poi utilizzarli per altri scopi.

L’episodio è risultato, tuttavia, isolato e gestito in maniera tempestiva da parte della struttura sanitaria che, tra l’altro, aveva già promosso iniziative volte a regolamentare l’utilizzo dei documenti aziendali per la partecipazione a convegni e seminari, promuovendo a livello regionale l’adozione di un apposito codice di condotta approvato dal Garante stesso. La Ausl ha ricevuto quindi solo un ammonimento.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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