Sanità: liste di attesa sempre al centro dell’attenzione. “Non tutte le Regioni hanno rispettato la scadenza dello scorso 22 aprile per la predisposizione del Piano regionale di governo delle liste di attesa, strumento attraverso il quale far diventare operativo al livello locale il nuovo Piano Nazionale”. A denunciarlo è Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, che sottolinea come sia rimasto ancora irrisolto anche il tema della mancanza di personale sanitario, fondamentale da affrontare se si vuole intervenire sulle liste di attesa.

Da anni denunciamo il crescente fenomeno delle liste di attesa – dice Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva – e da anni attendevamo un nuovo Piano, a cui abbiamo contribuito attivamente, e che speriamo possa incidere positivamente sui diritti dei cittadini. È per questo che siamo molto preoccupati per il mancato rispetto della scadenza prevista, e chiediamo a tutte le Regioni di dare un segnale in questo senso, accelerando la realizzazione. Chiediamo contemporaneamente al Ministero di accelerare le procedure per la effettiva assunzione del personale specialistico necessario affinché la macchina funzioni in modo fluido. In molte strutture, infatti, la mancanza di personale incide negativamente sulle attese, e in questo caso naturalmente anche il blocco delle attività intramoenia non potrà ottenere tutti i risultati desiderati”.

Cittadinanzattiva ha avviato, in occasione della Giornata Europea dei diritti del malato dello scorso 18 aprile, un monitoraggio continuo sulla predisposizione e adozione dei Piani regionali e del grado di coinvolgimento delle organizzazioni civiche. Ha avviato un controllo per rilevare i tempi di attesa delle prestazioni e la corretta informazione fornita da operatori sanitari e da addetti ai CUP e sull’eventuale blocco delle liste e per verificare la presenza di informazioni sulle liste di attesa all’interno dei siti web aziendali. Il risultati saranno pubblicati presto, con le situazioni peggiori dal punto di vista delle attese cui i cittadini sono costretti.

Ma di quali tempi parliamo? Bisogna aspettare 15 mesi per una cataratta, 13 mesi per una mammografia, 12 mesi per una risonanza magnetica. Per una Tac o una protesi all’anca l’attesa è di 10 mesi, per l’ecodoppler si attendono 9 mesi. Le liste di attesa sono in leggero calo per le visite specialistiche (meno 1,1%) e per gli esami diagnostici (meno 5,6%) ma aumentano per gli interventi chirurgici (più 1,9%) e, in modo allarmante considerato le patologie, per chemioterapia e radioterapia (più 4,8%) (Cittadinanzattiva – Pit Salute 2018).

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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