Listeria, i richiami e le precauzioni in cucina. Serve più chiarezza per i consumatori (foto pixabay)

Listeria, serve una maggiore chiarezza per i consumatori e informazioni trasparenti su quali siano i prodotti e i marchi interessati. Le allerte alimentari sui casi di listeria si sono originati da wurstel contaminati, mangiati senza cottura (questo dato è cruciale) ma con una caratteristica non da poco: i consumatori non sanno esattamente quali sono i marchi che sono stati richiamati. Fanno fatica a trovarli.

I nomi sono difficili da reperire, se non su testate specializzate (come il Fatto Alimentare) che hanno ricostruito passo passo la vicenda. Nel frattempo, i richiami alimentari hanno riguardato anche altri prodotti – è di ieri il richiamo di un gorgonzola dolce dop.

Il sito Epicentro dell’ISS, Istituto superiore di sanità, ha aggiornato la pagina sulla listeriosi, dalle informazioni ai sintomi, ai consigli per la prevenzione in cucina. Altroconsumo è intervenuta invitando le Autorità a garantire maggiore trasparenza, a tutela della salute dei cittadini. L’associazione sollecita infatti le aziende a rendere noti con evidenza i nomi delle marche di wurstel coinvolte nell’accaduto. Inoltre, ha deciso di chiedere al Ministero un incontro formale per poter discutere sul tema dopo la formazione del nuovo Governo.

 

Würstel mangiati crudi, il caso della listeriosi e la difficoltà dei consumatori di saperne di più (foto pixabay)

 

Listeria, dove sta?

Ci sono tre decessi e decine di ricoveri per il caso della listeria nei wurstel consumati crudi. La salute dei consumatori, ricorda Altroconsumo, è tutelata dal regolamento 178/2002/CE, che definisce le procedure da seguire per garantire la sicurezza alimentare.

L’associazione ricostruisce l’evoluzione della vicenda.

«Circa un mese fa, sul sito del ministero della Salute è stato pubblicato un richiamo di wurstel del marchio Tobias di Eurospin a causa della presenza di Listeria, un batterio innocuo se l’alimento viene consumato ben cotto, ma che può rivelarsi letale se lo si mangia crudo o appena scottato. Qualche giorno più tardi, l’azienda Agricola Tre Valli, che ha prodotto i wurstel per Eurospin e produce quelli di altri marchi anche noti, invita i punti vendita a ritirare a scopo precauzionale i suoi prodotti dal mercato e rilascia un comunicato rivolto ai consumatori in cui indica solo le scadenze e il marchio di identificazione dello stabilimento di produzione (IT04MCE) a cui fare attenzione, ma non dà indicazione delle marche coinvolte».

Listeria e prodotti a rischio

Il 23 settembre, prosegue Altroconsumo, compare una nota sul sito del Ministero che mette in correlazione alcuni casi clinici di listeriosi con il ceppo di Listeria (ST155) rinvenuto nei prodotti e nei locali dell’azienda Agricola Tre Valli a seguito di verifiche effettuate nello stabilimento. Gli alimenti a rischio vengono subito ritirati.

L’azienda sottolinea che si tratta di ritiro “volontario e precauzionale” e che «l’erronea conservazione del prodotto e il mancato rispetto delle indicazioni di cottura riportate in etichetta potrebbero rendere l’alimento non idoneo al consumo sotto l’aspetto microbiologico». I wurstel vanno insomma consumati dopo cottura, anche se molti non lo fanno e non seguono quanto è scritto sull’etichetta.

Il problema allora è uno: come fanno i consumatori a capire da subito quali prodotti sono stati ritirati e se c’è la possibilità che alcuni siano ancora in circolazione nelle cucine di casa?

I consumatori hanno il diritto di sapere quali sono i marchi interessati, sottolinea Altroconsumo. Che spiega: «L’articolo 14 del regolamento 178/2002/CE recita: “gli alimenti a rischio non possono essere immessi sul mercato”. Dal punto di vista giuridico i wurstel contaminati non possono essere inclusi nella definizione di “prodotto a rischio” che, ai sensi dell’articolo 14 del regolamento 178/2002/CE, non può essere immesso sul mercato. Questo perché vanno considerate le condizioni d’uso adottate dal consumatore e le informazioni riportate in etichetta. In questo caso il consumare viene avvertito di consumare il prodotto previa cottura. Pur non sussistendo alcuna violazione dei limiti imposti dalla legge, è tuttavia necessario valutare la pericolosità della situazione: tali prodotti potrebbero comunque, magari per errore, essere mangiati crudi o non perfettamente cotti da alcuni consumatori e costituire per un loro grave rischio per la salute».

Bisogna adottare i comportamenti opportuni per informare i cittadini consentendo l’identificazione dell’alimento se vi sono ragionevoli motivi per ritenere che possa essere rischioso. Sempre l’articolo 14 dice che “Il fatto che un alimento sia conforme alle specifiche disposizioni ad esso applicabili non impedisce alle autorità competenti di adottare provvedimenti appropriati per imporre restrizioni alla sua immissione sul mercato o per disporne il ritiro dal mercato qualora vi siano motivi di sospettare che, nonostante detta conformità, l’alimento è a rischio”.

Altroconsumo ribadisce dunque la richiesta di chiarezza e invita il Ministero a indurre le aziende a rendere esplicito i nomi dei prodotti contaminati.

Listeriosi, un problema di sanità pubblica

Nel frattempo, il sito Epicentro ha aggiornato le indicazioni sulla listeriosi. Si tratta di un’infezione causata dal batterio Listeria monocytogenes, generalmente dovuta all’ingestione di cibo contaminato, quindi classificata fra le malattie trasmesse attraverso gli alimenti.

«Nei Paesi occidentali la listeriosi rappresenta un problema di sanità pubblica sempre più importante – spiega Epicentro nella scheda dedicata – Seppur meno frequente rispetto ad altre zoonosi (es. salmonellosi e campylobacteriosi), la malattia può manifestarsi con quadri clinici severi e tassi di mortalità elevati, soprattutto in soggetti fragili quali anziani, donne in gravidanza, neonati e adulti immuno-compromessi».

La listeria e i cibi a rischio

La listeria è un batterio resistente a varie condizioni ambientali, e può crescere e riprodursi a temperature molto variabili (da temperature di refrigerazione sino a 45°C). Per queste sue caratteristiche rappresenta un pericolo per i prodotti pronti al consumo (ready-to-eat) e i prodotti con una lunga vita commerciale (shelf-life) mantenuti a temperature di refrigerazione.

I cibi più spesso associati alla listeriosi comprendono pesce affumicato (es. salmone), prodotti a base di carne (paté di carne, hot dog, carni fredde tipiche delle gastronomie), formaggi a pasta molle, formaggi erborinati, formaggi poco stagionati; vegetali preconfezionati e latte non pastorizzato.

Data la natura batterica, il trattamento prevede una terapia antibiotica, sia per gli adulti che per i bambini. Una cura antibiotica somministrata precocemente alle donne in gravidanza può prevenire la trasmissione dell’infezione al feto.

Listeria, igiene e precauzione in cucina

Come si previene la listeriosi in cucina? Epicentro ricorda le norme di igiene e attenzione previste per tutte le tossinfezioni alimentari. Le indicazioni di base sono quelle che seguono.

Raccomandazioni per il lavaggio e la manipolazione degli alimenti:

  • lavare accuratamente gli alimenti crudi, come frutta e verdura, sotto l’acqua corrente prima di consumarli, sbucciarli, tagliarli o cuocerli
  • pulire la superficie degli alimenti come meloni e cetrioli con una spazzola pulita
  • asciugare i prodotti con un panno pulito o un tovagliolo di carta
  • separare le carni crude dalle verdure e dai cibi cotti e pronti al consumo.

Raccomandazioni per la cucina:

  • lavare le mani, i coltelli, i piani di lavoro, e i taglieri dopo la manipolazione e la preparazione dei cibi crudi
  • mantenere la corretta temperatura di esercizio di frigoriferi e congelatori separando al loro interno gli alimenti crudi da quelli cotti
  • mantenere il frigorifero pulito, lavando frequentemente le pareti interne e i ripiani con acqua calda e sapone liquido
  • cuocere accuratamente e completamente (in profondità) la carne e i prodotti a base di carne crude.

Raccomandazioni per la conservazione sicura degli alimenti:

  • consumare i prodotti precotti, o pronti per il consumo appena possibile
  • non conservare né consumare i prodotti refrigerati oltre la data di scadenza
  • conservare gli avanzi di cibo cotto, nel frigorifero, in contenitori provvisti di coperchi e poco profondi, così da farli raffreddare più velocemente, e consumarli in breve tempo.

Particolare attenzione per le persone fragili. I soggetti a rischio, come le donne in gravidanza e le persone immunodepresse, dovrebbero evitare il consumo di prodotti lattiero-caseari freschi, in particolare formaggi a pasta molle, a breve stagionatura ed erborinati; salumi a breve stagionatura; pesce fresco affumicato pronto per il consumo; preparazioni gastronomiche da consumarsi senza trattamento termico; paté di carne freschi.


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Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Direttrice di Help Consumatori. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, società e ambiente, bambini e infanzia, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Hobby: narrativa contemporanea, cinema, passeggiate al mare.

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