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Fashion Experience, l'installazione multimediale organizzata a Milano

Consumi sostenibili nella moda? In realtà è ancora scarso l’interesse alla sostenibilità. Il modo in cui i capi di abbigliamento vengono prodotti, la produzione sostenibile, il rispetto dei diritti dei lavoratori e dell’ambiente sono un mondo ancora estraneo ai consumatori di moda. Che sono «disattenti e poco interessati al modo in cui un capo è stato prodotto».

Questa la fotografia del consumatore di moda che emerge dal sondaggio realizzato da Mani Tese durante l’installazione interattiva THE FASHION EXPERIENCE – la verità su quello che indossi sottoposto a oltre 4000 visitatori e visitatrici prima del loro ingresso all’evento. L’installazione multimediale, gratuita e aperta a tutti, si è svolta a Milano e ha raccontato le conseguenze sociali e ambientali collegate alla filiera produttiva dell’abbigliamento.

 

 

Il sondaggio: la sostenibilità della moda non interessa

Il sondaggio di Mani Tese evidenzia che il 56% dei consumatori si chiede poco o per nulla in che modo siano stati prodotti i capi. C’è tuttavia un maggiore interesse per la provenienza, a cui pone attenzione il 60% del campione, forse nella convinzione che questa basti da sola a dare garanzie. Ma così non è, perché le filiere dell’abbigliamento sono globali e globalizzate.

La moda dei consumatori oggi è ancora “nuova”, economica e alla moda. Poco diffuso è infatti l’acquisto di abiti usati o vintage. Il 79% dei consumatori, evidenzia ancora l’indagine di Mani Tese, non compra capi usati mentre, per quanto riguarda le motivazioni d’acquisto, solo il 35% degli intervistati cita, fra le motivazioni della scelta di acquistare un capo, se questo sia prodotto in modo sostenibile.

La maggior parte delle persone acquista un capo perché gli sta bene addosso (82%), perché è economico (56%) o perché è alla moda (47%).

La provenienza dei vestiti non basta

«Quando abbiamo deciso di realizzare The Fashion Experience volevamo rivolgerci al grande pubblico per sensibilizzarlo sulle conseguenze sociali e ambientali della cosiddetta fast fashion, la moda ‘usa e getta’ – dichiara Giosuè De Salvo, Responsabile Advocacy, Educazione e Campagne di Mani Tese – I dati del questionario non sono per noi inattesi ma di certo neppure confortanti. Ci auguriamo che, in seguito alla visita alla nostra installazione, il grado di consapevolezza sulla sostenibilità delle proprie scelte di consumo sia cresciuto. Di certo l’interesse suscitato e la presa di coscienza sull’impatto della filiera tessile è stato palpabile ed evidente”.

Sei consumatori su dieci sono attenti alla provenienza geografica dei capi, forse perché convinti che questo garantisca attenzione ai diritti dei lavoratori e dell’ambiente. Così non è, spiegano da Mani Tese, perché le filiere tessili sono globali, dislocate in più paesi. E va sottolineato anche il fatto che in pochi comprano abiti usati, una buona pratica che invece potrebbe dare una nuova vita a capi ancora validi. Per una moda che non sia più fast, veloce e usa e getta, ma abbracci appunto l’idea della sostenibilità.

Ed è per questo che Mani Tese ha diffuso il decalogo della Slow Fashion. Imperativo: compra meno vestiti e di maggiore qualità, indossali di più, evita lo shopping compulsivo, preferisci capi in tessuti naturali.

 

tessuti

 

Il decalogo della Slow Fashion

  1. Compra meno cose e indossale molto di più. Puoi farlo se acquisti capi di qualità e fatti per durare nel tempo.
  2. Il tuo stile personale è come te: unico! Non devi per forza seguire le mode stagionali per esprimere la tua identità.
  3. Evita l’acquisto d’impulso: nella maggioranza dei casi è destinato al fondo dell’armadio!
  4. Impara a leggere le etichette e le certificazioni di qualità ambientale e sociale, sapendo che non potranno mai dire tutto del capo che stai per acquistare.
  5. Informati sulle tue marche d’abbigliamento preferite e fai sapere loro che per te sostenibilità e trasparenza sono importanti.
  6. Scegli tessuti in fibre naturali e, se proprio devi comprare tessuti sintetici, preferisci quelli ottenute dal riciclo di materiali plastici.
  7. Evita lunghi spostamenti in auto da un negozio all’altro: muoviti a piedi o in bici per fare shopping oppure acquista on line in modo consapevole.
  8. Scopri il fascino dei negozi vintage, dell’usato e delle nuove proposte del commercio equo e solidale.
  9. Indossa capi re-fashion, rimodellando e rimodernando i tuoi vecchi capi.
  10. Scegli se vuoi applicare uno o più di questi suggerimenti e ricorda che non esiste un modo unico di essere consumatori consapevoli. Proprio come non c’è un modo unico di vestirsi e di dare il proprio contributo affinché il mondo diventi un posto migliore.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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