segnale stradale

#Scattailsegnale è il concorso che chiede di fotografare i segnali stradali non a norma

Sono già arrivate oltre 400 fotografie. E quasi tutte dimostrano la vetustà dei segnali stradali, quando non ci siano casi di uso improprio. Se la sicurezza stradale passa anche dalla correttezza e dalla leggibilità della segnaletica stradale, il fatto che circa il 60% non sia a norma non può che destare preoccupazione.

Oltre il 60% dei segnali stradali, denuncia Konsumer Italia, non è a norma a causa di atti vandalici, per vetustà, per la perdita delle caratteristiche minime di rifrangenza, per impaginazione o grafica, per il posizionamento dei segnali che diventano un fattore di distrazione o una fonte di pericolo. È proprio per sensibilizzare su questo tema che lo scorso giugno Konsumer Italia, insieme ad Assosegnaletica, federata Anima Confindustria, ha lanciato il concorso fotografico e la campagna #Scattailsegnale.

A un mese dal lancio, i risultati sono buoni.

«Più di 800mila utenti raggiunti, oltre 400 foto scattate ed inviate dagli utenti della strada, circa 5000 spettatori  della nostra diretta Facebook dello scorso 30 luglio», rivendica Konsumer.

«Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti – ha detto Fabrizio Premuti, presidente Konsumer Italia – la partecipazione del pubblico alla nostra iniziativa ci conferma che le persone sentono il bisogno di essere tutelate e di contribuire ad una causa comune, che è la sicurezza stradale, mettendoci del proprio».

 

segnale di stop

Segnali stradali non a norma

Il concorso è anche un modo per far sentire la propria voce in un frangente storico che vede il riesame del Codice della Strada. La questione, spiega Konsumer, verte sulle modifiche del Codice della Strada, in discussione in Parlamento, che paventa la cancellazione dell’obbligo di devoluzione di una percentuale dei proventi delle multe alla manutenzione della segnaletica stradale. Si rischia il caos.

«Ricordiamo, infatti, che circa il 60% della segnaletica stradale non è a norma – sostiene Paolo Mazzoni, responsabile relazioni istituzionali di Assosegnaletica – e che, secondo gli ultimi dati ISTAT, la gran parte degli incidenti stradali è causata da distrazione del conducente. È ovvio che la distrazione sia da attribuirsi innanzitutto all’uso improprio degli smartphone al volante, ma sicuramente è anche figlia della mancanza di chiarezza della segnaletica stradale, e le foto che ci arrivano dagli utenti ne sono una prova incontrovertibile».

 

segnale pista ciclabile

 

I numeri del concorso

Sono oltre 400 le immagini inviate dagli utenti della strada che hanno scelto di partecipare al concorso #Scattailsegnale, e tutte testimoniano la vetustà dei segnali, laddove non si prefiguri un uso improprio degli stessi da parte degli enti o segnali che non sono contemplati dal Codice della Strada, come le strisce pedonali sovrascritte ad un fondo colorato, una vera insidia per i ciclomotoristi in caso di pioggia, che potrebbero perdere il controllo del mezzo in caso di frenata brusca.

«Sollevare i comuni dall’obbligo di devolvere una parte (poco più del 10%) dei proventi delle contravvenzioni alla segnaletica stradale potrebbe essere accettabile solo se gli Enti proprietari delle strade sottoscrivessero un documento attestante l’assunzione di responsabilità diretta in caso di incidente», ha detto Mazzoni nella diretta Facebook.

«E non siamo neanche d’accordo sull’inasprimento delle sanzioni, – ha aggiunto Premuti – che per un reddito medio di 1200 euro mensili rappresenta un aut aut per il multato, che dovrà scegliere, in quel mese, se mangiare o pagare la multa. Sarebbe molto più sensato condannare chi commette gravi infrazioni all’esplicamento di servizi socialmente utili, come avviene in moltissimi paesi civili».

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