Nuovi Ogm, Coalizione Italia Libera da OGM: stallo nell'Ue, ora si fermi la deregulation (Foto di Q K da Pixabay)
Nuovi Ogm, Coalizione Italia Libera da OGM: stallo nell’Ue, ora si fermi la deregulation
La Coalizione Italia Libera da OGM accoglie con soddisfazione lo stallo UE in tema di nuovi OGM ottenuti con le New Genomic Techniques (NGT)
La Coalizione Italia Libera da OGM, che raduna oltre 30 organizzazioni contadine, dell’agricoltura biologica, ambientaliste e dei consumatori, “accoglie con soddisfazione il fallimento del tentativo della presidenza del Consiglio UE, in mano alla Spagna per questo semestre, di accelerare la deregolamentazione dei nuovi OGM ottenuti con le New Genomic Techniques (NGT)”.
Tuttavia, spiega in una nota, “un nuovo tentativo potrebbe essere fatto dalla presidenza spagnola proprio sotto Natale, il prossimo 22 dicembre, alla riunione degli ambasciatori UE”.
Nuovi OGM, cosa è emerso nella riunione dei Ministri dell’Agricoltura dell’Ue
Come riportato dalla Coalizione, nella riunione dei Ministri dell’Agricoltura dell’Unione è emerso che “la proposta di compromesso non è accettabile per numerosi paesi. Pertanto, non è stato possibile raggiungere una maggioranza qualificata necessaria per portarla avanti”.
Per il via libera serviva, infatti, il 55% dei paesi membri che rappresentassero almeno il 65% dei cittadini europei. “Tuttavia – spiega la Coalizione – numerosi paesi hanno espresso contrarietà o perplessità a procedere. Tra questi, spiccano Austria, Croazia, Slovacchia, Ungheria, Germania, Bulgaria, Grecia, Polonia, Romania, e Slovenia“.
Queste, in particolare, le principali preoccupazioni espresse: l’assenza della garanzia di poter separare le filiere biologiche da quelle OGM per proteggerle dalla contaminazione; la cancellazione della possibilità di restringere o vietare la coltivazione di OGM sul territorio nazionale; l’impatto dei brevetti che questi nuovi OGM avranno in termini di concentrazione del mercato in poche mani.
La posizione dell’Italia e l’analisi della Coalizione
“Le piante ottenute da nuove tecniche genomiche sono uno strumento essenziale per migliorare la sostenibilità dei processi produttivi in agricoltura e contribuire alla sicurezza alimentare e alla sovranità alimentare europea, che oggi consideriamo in pericolo[…] Queste piante sono totalmente differenti dagli Ogm” su cui “confermiamo la nostra contrarietà”: questa la dichiarazione del ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida, nel dibattito al Consiglio Ue, riportata dall’Ansa.
Secondo il parere della Coalizione, “il Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida ha preferito ancora una volta inseguire le sirene delle lobby agroindustriali, sementiere e agrochimiche, in spregio al principio di precauzione, ai diritti degli agricoltori e dei consumatori”.
“Il nostro paese – prosegue la Coalizione – è stato per oltre vent’anni in prima fila nella difesa di una stretta regolamentazione dei prodotti dell’ingegneria genetica, rispettando il volere della maggioranza assoluta dell’opinione pubblica. Ha perfino promosso con successo, nel 2015, la modifica delle norme UE per introdurre la possibilità di una moratoria nazionale sulla coltivazione di OGM. Oggi invece lavora per smantellare queste conquiste e privare della possibilità di scelta i produttori e i consumatori, per immettere sul mercato nuovi OGM non testati e brevettati senza meccanismi di salvaguardia e di trasparenza“.
“Una liberalizzazione totale, come quella proposta dalla Commissione UE e sostenuta da alcuni governi e da molti parlamentari europei, renderebbe impossibile sia coltivare che scegliere prodotti liberi da OGM. L’abolizione dell’etichettatura priverebbe infatti il consumatore della libera scelta, mentre la mancanza di tracciabilità e di severe misure di salvaguardia toglierebbe agli agricoltori ogni difesa dalla biocontaminazione dei loro campi. Per le filiere OGM free (e soprattutto per il biologico) sarebbe la fine, perché cadrebbe ogni garanzia di qualità”.
Secondo la Coalizione, “tutto questo è ben noto ai decisori politici, alle grandi associazioni di categoria e all’industria. Così come è noto che liberalizzare i nuovi OGM porterebbe un vertiginoso aumento dei brevetti sul cibo e della concentrazione del mercato, già oggi dominato da Bayer-Monsanto, Corteva, BASF e Syngenta. Tuttavia, continua la falsa narrazione secondo cui la coltivazione di OGM permetterà di ottenere piante resistenti al cambiamento climatico, meno bisognose di pesticidi e più produttive. Una retorica stantìa, evoluzione prevedibile di quella che negli anni Novanta dipingeva gli OGM come soluzione contro la fame nel mondo”.

