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Pasqua 2022, il turismo è in ripresa (ma mancano i turisti extra Ue)

C’è una certa speranza per il turismo nella Pasqua di quest’anno. Certo, i numeri sono ancora lontani (e per motivi diversi) dall’ultima Pasqua pre-pandemia. E mancano quasi del tutto i turisti extra europei. Fatta eccezione per i viaggiatori dagli stati Uniti, praticamente non pervenuto è il turismo dall’Asia orientale, da Cina, Corea, Giappone, nonché dall’Est Europa e dalla Russia – per motivi facilmente immaginabili.

Sono le previsioni di Assoturismo Confesercenti per la Pasqua 2022, secondo un’indagine fatta su un campione di oltre 1300 strutture ricettive che per i giorni delle festività hanno registrato un buon volume di prenotazioni. Tanto che Assoturismo parla di “una Pasqua di speranza per il turismo”.

 

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Pasqua in viaggio, le previsioni Federalberghi

 

Pasqua 2022, le previsioni di Assoturismo

«Dopo la frenata registrata nel primo trimestre dell’anno, e in particolare dopo l’inizio del conflitto russo-ucraino, per le prossime festività pasquali – le prime senza restrizioni da due anni a questa parte – il comparto torna a registrare segnali positivi: tra giovedì santo e il lunedì di Pasquetta il sistema ricettivo dovrebbe infatti registrare 4,7 milioni di pernottamenti. A viaggiare saranno essenzialmente gli italiani (74% delle presenze), ma è previsto un buon recupero della domanda estera, principalmente europea, con oltre 1,2 milioni di pernottamenti stimati, il 26% del totale».

Sul contesto internazionale pesa la guerra in Ucraina. Mentre il momento sembra positivo per la ripresa del turismo domestico. Sono ancora lontani, dice Assoturismo, anche i numeri della Pasqua 2019, che aveva registrato 6,1 milioni di pernottamenti. A mancare, rispetto ad allora, soprattutto le presenze straniere (-1,6 milioni), ma nel 2019 la vicinanza tra la Pasqua (caduta il 21 aprile) e il 25 aprile aveva portato a un aumento rilevante dei viaggiatori. Per quest’anno, invece, le aspettative delle imprese sull’occupazione media della loro disponibilità si attestano al 62,4% delle camere, con percentuali che per alcune destinazioni non si registravano da tempo.

I risultati migliori sono previsti per le regioni del Centro Italia (67,8%) e del Nord Ovest (62%), mentre continua a soffrire il Sud (52,4%), in cui rimane vuota quasi una stanza su due. Il flusso maggiore di visitatori è atteso nelle città d’arte, con un tasso di occupazione del 75,8%, ma valori interessanti risulterebbero anche per le località dei laghi (69,7%) e del termale (67,4%). Sotto la media nazionale le località della montagna (48%).

A mancare è il turismo extra europeo

A mancare è ancora una fetta di turismo extra europeo. Le richieste di prenotazioni, evidenzia ancora l’indagine, arrivano soprattutto dai turisti tedeschi, svizzeri e austriaci nelle località dei laghi e della campagna/collina, francesi e britannici in particolar modo nelle città d’arte, ma anche verso le località di montagna.

«C’è anche qualche statunitense, praticamente l’unico rilevante mercato extraeuropeo indicato dagli imprenditori, che si concentrerà soprattutto nelle città d’arte – dice Assoturismo – Praticamente non pervenuto, invece, il turismo da Europa dell’Est, Russia e Asia orientale (Cina, Corea e Giappone)».


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