Residui di pesticidi negli alimenti, Efsa: per i consumatori europei il rischio “rimane basso” (Foto Pixabay)

Il rischio per la salute umana portato dai residui di pesticidi negli alimenti “rimane basso”. È quanto afferma l’Efsa, Autorità europea per la sicurezza alimentare, che ha pubblicato un nuovo rapporto annuale con le analisi su migliaia di campioni di prodotti alimentari raccolti nel 2023. Il rapporto analizza le informazioni sui residui di pesticidi raccolte tramite programmi di monitoraggio sia casuali che mirati. C’è anche uno strumento interattivo online che permette agli utenti di consultare i dati tramite grafici e diagrammi.

Nell’ambito del programma di controllo coordinato dall’UE (EU MACP) l’Efsa ha analizzato i risultati di 13.246 campioni casuali prelevati dagli Stati membri dell’UE, da Norvegia e da Islanda da 12 prodotti alimentari di maggior consumo nell’Unione.

Di questi oltre 13 mila, in media il 60,3% dei campioni analizzati proveniva da paesi nazionali , il 20,8% da altri paesi segnalanti, il 14,6% da paesi terzi e il 4,3% era di origine sconosciuta.

I Paesi con oltre l’80% di campioni nazionali sono stati Lituania (100%), Spagna (91,4%), Grecia (87,0%) e Italia (82,9%). La maggior parte dei campioni di Paesi terzi è stata segnalata dall’Irlanda del Nord (51,2%), seguita da Lettonia (26,2%) e Croazia (26,2%). Oltre il 10% dei campioni in Belgio (30,1%), Paesi Bassi (14,2%) e Germania (12,1%) era di origine sconosciuta.

 

Fonte: The 2023 European Union report on pesticide residues in food

 

Residui di pesticidi negli alimenti, il 28% con residui nei limiti di legge

Il programma di riferimento campiona, ogni tre anni, gli stessi alimenti per monitorare le tendenze in atto. Nel 2023 sono stati considerati carote, cavolfiori, kiwi (verde, rosso e giallo), cipolle, arance, pere, patate, fagioli secchi, riso integrale, segale, fegato bovino e grasso di pollame.

Nei campioni analizzati, il 99% è risultato conforme alla legislazione europea (risultato in linea con quello del 2020).

In particolare, nei campioni del 2023 il 70% non presentava livelli quantificabili di residui (ovvero i residui erano al di sotto del limite di quantificazione), mentre il 28%, pari a 3.747 campioni, conteneva uno o più residui entro i limiti di legge.

I livelli massimi di residui (LMR: è il quantitativo massimo di residuo di un pesticida consentito negli alimenti o nei mangimi, espresso in milligrammi per chilogrammo) sono stati superati nel 2% dei campioni, di cui l’1% non era conforme considerando l’incertezza di misura. Gli alimenti più “problematici”, quelli con percentuali superiori di sforamento degli LMR, risultano i fagioli secchi (6,9%), il riso (5,1%) e le pere (3,2%).

Multiresidui in pere e arance

Attenzione poi ai multiresidui. Dal rapporto dell’Efsa emerge che degli oltre 13 mila campioni, il 30,1% (pari a 3.993) presentava risultati quantificati e il 16,9% (2.244) conteneva più di un pesticida quantificato.

Pere (65%) e arance (64%) sono i prodotti alimentari con le percentuali più elevate di residui multipli. Il numero più alto di residui multipli di pesticidi è stato trovato in due campioni di pere, uno coltivato nell’Ue, dove sono stati quantificati 14 diversi pesticidi, tutti al di sotto dei valori LMR. L’altro campione è stato coltivato in un Paese terzo, dove sono stati anch’essi quantificati 14 diversi pesticidi, uno dei quali ha portato a un risultato non conforme e il lotto non è stato immesso sul mercato.

Efsa: rischio “basso” per la salute dei consumatori

L’Efsa ricorda che i risultati dei programmi di monitoraggio sono una fonte preziosa di informazione per valutare l’esposizione alimentare dei consumatori europei ai residui di pesticidi. La valutazione dei rischi alimentari evidenzia la probabilità che i consumatori siano esposti a una quantità di residui superiore a una certa soglia di sicurezza.

Sulla base della valutazione svolta, per l’Efsa “il rischio per la salute dei consumatori, derivante dalla stima dell’esposizione ai residui di pesticidi negli alimenti analizzati, è basso”.

Il rapporto contiene inoltre una serie di raccomandazioni per aumentare l’efficienza dei sistemi europei di controllo sui residui di pesticidi. Ad esempio l’Autorità raccomanda agli Stati di “indagare meglio e monitorare le combinazioni di pesticidi e colture che danno adito a non conformità e di continuare a monitorare con un ampio spettro d’analisi i residui di pesticidi nei campioni di alimenti importati da Paesi extra-UE”.

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