Come introdurre le verdure nella dieta quotidiana dei bambini? Gli spinaci sono tanto verdi, le carote sono tanto arancioni, zucchine e zucca consentono piatti coloratissimi, ma l’abilità culinaria dei genitori si scontra spesso con la realtà: quegli spinaci sono davvero troppo verdi agli occhi dei più piccoli. Il problema è presto detto: la difficoltà, sperimentata da molti genitori, di far mangiare frutta e verdura ai figli. Oltre il 20% dei genitori, secondo i dati di Okkio alla Salute, ha difficoltà a far mangiare ai figli anche solo una porzione di verdure. Cosa fare?

L’Istituto italiano alimenti surgelati (IIAS) ha redatto un vademecum di consigli per aiutare i bambini a superare il rifiuto delle verdure a tavola. “Broccoli, carote, spinaci & co, insomma, faticano sempre di più ad entrare nella dieta dei più piccoli ed è per questo che l’IIAS ha stilato un vademecum di consigli pratici, per aiutare i bambini a superare il rifiuto delle verdure, consapevole del ruolo strategico che questi alimenti giocano durante gli anni della crescita, per il loro apporto di vitamine, sali minerali e fibre”. Nel momento in cui ci si allontana dalla dieta mediterranea, le abitudini alimentari dei più piccoli destano preoccupazione. Più dell’8% dei bambini non fa colazione e il 33% la fa in modo inadeguato, mentre il 20% dei genitori dichiara che a tavola i propri figli non consumano quotidianamente frutta e verdura (Okkio alla salute). Ecco allora che convincere i bambini ad adottare un’alimentazione più sana e bilanciata rappresenta una sfida molto importante. Quali sono i cinque consigli dell’IIAS?

Primo: mani in pasta. “Un modo divertente per convincere i bambini a relazionarsi con il cibo è quello di coinvolgerli nella preparazione dei piatti, ovviamente affidando loro attività semplici e non pericolose. Sentendosi partecipi, i “piccoli chef” saranno anche più motivati ad assaggiare ciò che hanno contribuito a portare in tavola. Dopo aver preparato insieme il piatto, mangiare qualcosa che hanno visto “nascere” e che hanno conosciuto in tutte le fasi di preparazione, può rassicurarli e far vincere la “paura” delle verdure”. Allo stesso modo  è d’aiuto coinvolgere i bambini durante la spesa.

Secondo consiglio: “Anche l’occhio vuole la sua parte”. E dunque via libera a verdure presentate in piatti colorati e divertenti, con zucchine, spinaci, carote e zucca che permettono preparazioni visivamente attraenti. Un terzo consiglio è quello di dare spazio alla fantasia dando vita a preparazioni allegre, dalle polpettine alle frittate, dalle crocchette ai frullati, fino alla pizza, preparandola mettendoci sopra qualche verdura. L’IIAS consiglia poi di non mettere nel piatto grandi quantità di verdure: le porzioni vanno fatte a misura di bambino e “piatti meno abbondanti risultano, per i bambini, pure meno “impegnativi”.

Inutile dire ai bambini che bisogna mangiare la verdura perché “fa bene”. Prima di tutto il buon esempio, conclude  l’Istituto. “1 grammo di buon esempio vale più di 1 quintale di parole” è il quinto consiglio per presentare verdure ai bambini. “Il motto di San Francesco di Sales è quanto mai appropriato: se i genitori mangiano tanta verdura, i bambini avranno sempre davanti agli occhi modelli positivi a cui ispirarsi. Tutta la famiglia dovrebbe cercare di adottare lo stesso tipo di alimentazione, perché non si può pretendere che i bimbi si rimpinzino di frutta e verdura se i loro genitori disconoscono l’universo di ortaggi presenti in natura”.

 

Notizia pubblicata il 04/04/2018 ore 16.55

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Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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