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Smartphone in classe: genitori favorevoli allo stop ma cresce il timore per l’AI
Un sondaggio Swg fotografa l’opinione dei genitori italiani: il 76% appoggia il divieto di smartphone a scuola, mentre quasi la metà chiede cautela sull’uso dell’AI in aula.
Il dibattito sull’uso degli smartphone in classe torna a far discutere, ma questa volta a favore del divieto. Secondo un sondaggio condotto da Swg su oltre 1.300 maggiorenni, i genitori degli studenti condividono in larga parte la scelta di vietare i telefonini durante le lezioni nelle scuole secondarie.
Il 48% degli intervistati si dice totalmente d’accordo e il 28% d’accordo, per un totale del 76% di favorevoli. Solo il 15% si schiera contro, con il 10% parzialmente in disaccordo e il 5% nettamente contrario. A sostenere con più convinzione il provvedimento sono soprattutto gli over 55.
I rischi percepiti nell’uso dello smartphone
La preoccupazione dei genitori va oltre la semplice distrazione tra i banchi. Ben il 73% teme che un utilizzo non controllato del cellulare esponga i ragazzi al rischio di relazioni pericolose con sconosciuti; il 72% segnala la possibilità che dati personali possano finire in mani sbagliate; il 71% sottolinea l’esposizione a episodi di cyberbullismo, mentre il 70% evidenzia il rischio di sviluppare un uso compulsivo dello strumento digitale.
Questi dati mostrano come lo smartphone non venga visto solo come un ostacolo all’apprendimento, ma come una porta d’accesso a pericoli sociali e psicologici sempre più diffusi.
Nuove regole per la vita scolastica
Il divieto di smartphone in aula si inserisce in un contesto più ampio di nuove regole introdotte negli ultimi anni per migliorare la qualità della vita scolastica. Diverse scuole hanno già avviato sperimentazioni con armadietti dedicati dove depositare i telefoni prima delle lezioni, per ridurre le distrazioni e incentivare la socializzazione tra compagni.
Accanto a queste misure, si rafforza anche l’attenzione verso l’educazione digitale: corsi di sensibilizzazione sul corretto utilizzo dei social network, progetti di cittadinanza digitale e laboratori di consapevolezza sull’impatto delle tecnologie mirano a responsabilizzare gli studenti, rendendoli protagonisti attivi e non passivi nell’uso degli strumenti digitali.
L’AI divide le famiglie
Accanto al tema degli smartphone, il sondaggio indaga anche la percezione dell’Intelligenza artificiale a scuola. E qui i genitori appaiono più divisi: quasi la metà degli intervistati non vorrebbe alcuna forma di AI all’interno delle aule, per paura che possa sostituire in parte il ruolo degli insegnanti o esporre i ragazzi a nuove forme di dipendenza digitale.
C’è però un’apertura a un uso mirato e controllato: una parte significativa degli adulti riconosce infatti che, se gestita dai docenti in maniera consapevole, l’Intelligenza artificiale potrebbe trasformarsi in uno strumento utile per arricchire l’apprendimento e favorire nuove modalità didattiche.
Un segnale di attenzione al futuro dei ragazzi
Il sondaggio Swg evidenzia come, di fronte ai rapidi cambiamenti tecnologici, i genitori chiedano più protezione e più regole. Se il cellulare in classe viene percepito come un ostacolo, l’AI divide ancora per il timore dell’ignoto.
Il dato comune, però, è la volontà di non lasciare i ragazzi soli di fronte al digitale: che si tratti di un divieto o di un uso consapevole, la priorità per le famiglie resta quella di accompagnare gli studenti in un percorso sicuro e formativo.

